“Danni irreversibili”: un bambino di 4 anni rimane sfigurato e traumatizzato dopo il violento attacco di un cane.

Nel distretto di José Leonardo Ortiz, a Chiclayo, una tragica e violenta aggressione ha cambiato per sempre l’esistenza di un bambino di appena quattro anni, trasformando una tranquilla giornata in un incubo senza fine. Il piccolo stava rientrando a casa insieme alla madre, Angi, camminando lungo il corridoio di un complesso residenziale multifamiliare, quando improvvisamente si è consumato il dramma. Dalla porta di una delle abitazioni della struttura è uscito di corsa un cane di grandi dimensioni e straordinaria potenza, descritto dalla madre come un enorme Pitbull o Rottweiler, che si è avventato sul bambino scaraventandolo a terra con una furia incontrollabile.
Il racconto della madre descrive scene di puro terrore e assoluta impotenza. L’animale ha attaccato il piccolo ferocemente, concentrandosi sul volto e sul corpo senza che nessuno riuscisse a frenare la sua foga. Né la madre, che ha tentato disperatamente di fare da scudo al figlio, né la proprietaria stessa dell’animale o i parenti accorsi sul momento sono stati in grado di dominare il cane. La violenza dell’impatto e dei morsi ha provocato lacerazioni devastanti: secondo le drammatiche testimonianze della donna, l’animale ha letteralmente strappato e consumato metà del volto del figlio, oltre a causargli una frattura all’anca e ferite profonde alle gambe e ai glutei, lasciando i muscoli e la carne esposti a causa della forza degli artigli e dei denti.
Subito dopo l’aggressione, mentre la madre cercava disperatamente soccorso da sola, la proprietaria del cane si è dileguata. Il bambino è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Almanzor Aguinaga Asenjo di Chiclayo, dove i medici hanno riscontrato la spaventosa gravità delle lesioni. Di fronte a un quadro clinico così critico e alla necessità di interventi chirurgici ricostruttivi estremamente complessi che richiedono innesti cutanei, il personale sanitario ha disposto il trasferimento aereo d’urgenza del piccolo paziente verso la capitale, all’ospedale Rebagliati di Lima. La gravità delle ferite è tale che la madre si è detta pronta a donare parti della propria pelle per favorire gli innesti sul corpo del figlio, completamente segnato dalle suture.
A Lima, un’équipe multidisciplinare composta da chirurghi plastici e specialisti in chirurgia della testa e del collo ha sottoposto il bambino a un primo delicatissimo intervento chirurgico. Sebbene le condizioni attuali del piccolo siano stabili, i medici hanno avvertito che il percorso terapeutico e riabilitativo sarà straordinariamente lungo e, purtroppo, lascerà cicatrici e conseguenze permanenti per il resto della sua vita. La madre ha rivolto un accorato appello ai medici della capitale affinché mettano in campo tutta la loro competenza per restituire al figlio una parvenza della sua fisionomia originaria, consapevole che il suo volto non potrà mai tornare esattamente come prima dell’incidente.

Nel frattempo, a Chiclayo esplode la rabbia della comunità e si aprono pesanti risvolti giudiziari. La proprietaria dell’animale, identificata dai vicini come María Sánchez Rosales, ha abbandonato precipitosamente la propria abitazione portando via i suoi beni principali subito dopo il fatto. Successivamente, è emerso che la donna ha fatto consegnare il cane a un centro di quarantena regionale attraverso la figlia e ha inviato alla madre del piccolo la somma di mille soles tramite un emissario, accompagnata dal falso messaggio che l’animale fosse già stato soppresso. La municipalità distrettuale ha inflitto alla donna una pesante sanzione amministrativa, ma la sua posizione legale è molto più grave. Esperti penalisti indicano infatti che la Procura può procedere con una denuncia penale per lesioni colpose gravi con l’aggravante del disfiguramento facciale permanente, a cui si aggiunge il reato di omissione di soccorso, configurando una condanna che potrebbe raggiungere i quattro anni di reclusione. Oltre alla sanzione detentiva, i legali sottolineano l’obbligatorietà di un risarcimento economico milionario volto a coprire non solo le spese mediche, ma soprattutto l’immenso danno morale, l’indicibile sofferenza fisica e il gravissimo trauma psicologico che impediranno a questo bambino di avere un’infanzia normale.