Queste 15 Moto Costano Poco… ma NESSUNO Le Vuole (la n°7 è assurda)
Il mercato delle moto usate vive di dinamiche bizzarre, spesso guidate più dalle tendenze dei social network, dalle mode del momento e dal desiderio di apparire, piuttosto che dalla razionalità e dalla reale qualità ingegneristica dei mezzi. Succede così che i motociclisti facciano la fila per sborsare cifre esorbitanti per modelli entry-level moderni che valgono la metà del loro prezzo, lasciando contemporaneamente a prendere polvere nei concessionari veicoli straordinari, affidabili come orologi svizzeri, acquistabili con cifre ridicole, spesso inferiori ai 3.000 o 4.000 euro.
È la vittoria dell’ego sulla ragione. Eppure, per chi sa guardare oltre i loghi altisonanti e i cliché del mondo del bar, esistono occasioni d’oro capaci di macinare centinaia di migliaia di chilometri senza battere ciglio. Questa analisi svela i 15 modelli di moto che costano poco, vanno benissimo, ma che il mercato italiano ingiustamente snobba.
15. Suzuki Gladius 650
Lanciata nel 2009, questa naked si presenta con un motore bicilindrico a V da 649 cm³, capace di erogare 72 cavalli su un peso di 190 kg. Oggi si trova in condizioni perfette a circa 3.400 euro. Il suo più grande difetto? Il nome scelto dal marketing Suzuki, che molti motociclisti hanno associato a una strana patologia piuttosto che a un mezzo d’assalto. La gente preferisce spendere cifre superiori per modelli concorrenti più vecchi e con il doppio dei chilometri solo per il blasone del marchio, ignorando che la Gladius vanta una catena di distribuzione pensata per durare 100.000 km e consumi eccellenti che si attestano sui 20 km al litro.
14. Honda Deauville 700
Per gli amanti dei lunghi viaggi, la Deauville 700 rappresenta la concretezza fatta moto. Equipaggiata con un bicilindrico da 680 cm³ e 60 cavalli, sconta un’estetica massiccia e borse laterali integrate dallo stile decisamente anni ’80. Al prezzo di 2.800 euro, tuttavia, offre una trasmissione cardanica che azzera la manutenzione della catena, un serbatoio da 20 litri ideale per le lunghe distanze e intervalli di tagliando ogni 12.000 km. È una moto totale che non attira gli sguardi, ma che è capace di fare il giro del mondo.
13. Kawasaki Versys 650 (Prima Serie: 2006-2009)
La prima generazione della Versys si può trovare a circa 3.000 euro con pochissimi chilometri all’attivo. Il motore bicilindrico parallelo da 649 cm³ con 64 cavalli è uno dei propulsori più robusti mai realizzati da Kawasaki, in grado di percorrere 200.000 km senza necessità di interventi strutturali. Viene snobbata per via di un gruppo ottico anteriore e di linee estetiche che sembrano uscite dalla matita di un designer stravagante, ma la sostanza meccanica è semplicemente indiscutibile.
12. Yamaha TDM 900 / FZS 1000 Fazer (Modelli analogici)
Sotto la denominazione delle grandi millone dimenticate spicca la Yamaha FZ1 Fazer del 2001. Con un motore a 4 cilindri da 998 cm³ derivato direttamente dalla supersportiva R1, mette a disposizione ben 146 cavalli a meno di 5.000 euro. Rappresenta la variante comoda e sfruttabile della sorella da pista, ma paga lo scotto di non essere né una supersportiva pura né una naked estrema. Per chi cerca una passista veloce ed eterna, la FZS 1000 è un mostro di affidabilità.
11. Suzuki SV650 (2003-2016)
La SV650 è il classico esempio di moto eccellente che soffre della mancanza del cosiddetto “effetto wow”. Con il suo intramontabile motore a V di 90 gradi da 72 cavalli, è agile, divertente e richiede una manutenzione economica. Si trova facilmente a poco più di 3.000 euro. Nonostante sia dinamica e consumi pochissimo, la mancanza di un design modaiolo la fa preferire a modelli concorrenti decisamente più costosi ma meno efficaci su strada.
10. Honda Hornet 600 (Prima Serie: 2003-2006)
Un quattro cilindri urlante da 99 cavalli derivato dalla CBR600RR, disponibile a circa 3.500 euro. Questa versione della Hornet è una moto vecchio stampo: niente ABS, niente controllo di trazione, cruscotto analogico e sella dura. Il mercato dell’usato oggi la penalizza perché i piloti meno esperti cercano l’elettronica protettiva, preferendo spendere il doppio per le generazioni successive dotate di strumentazione digitale, sebbene la purezza meccanica della prima serie sia impareggiabile.
9. Kawasaki Z750 (2004-2012)
La Z750 ha fatto la storia, eppure oggi le sue quotazioni si aggirano sui 4.000 euro. Con 106 cavalli e una cilindrata intermedia, offre un’erogazione lineare e corposa. Viene criticata per un peso non proprio piuma rispetto alle 600 stradali pure, ma nell’utilizzo reale su strada la ciclistica e la spinta del motore surclassano molte rivali più blasonate che costano quasi il doppio solo per via del logo sul serbatoio.
8. Yamaha FZ6 Fazer (2004)
Altra declinazione del motore R1/R6 addolcito per il turismo, la FZ6 Fazer offre 98 cavalli a circa 3.800 euro. È la classica moto intelligente “né carne né pesce”: troppo comoda per i giovani smanettoni, troppo stradale per gli amanti delle maxi-enduro. Chi sceglie di acquistarla risparmia migliaia di euro rispetto a una sportiva pura, ottenendo una versatilità d’uso quotidiano che pochissimi altri mezzi possono garantire.
7. Suzuki Bandit 1200 (1996-2006)
In settima posizione troviamo una vera e propria colonna dell’ingegneria motociclistica: la Bandit 1200. Il suo motore a quattro cilindri in linea da 1.157 cm³ e 98 cavalli è equipaggiato con il leggendario sistema di raffreddamento misto aria-olio (SACS), derivato dalle GSX-R da competizione degli anni ’80. Questa moto può superare i 200.000 km senza alcun problema. Si trova a circa 3.000 euro perché priva di ausili elettronici e caratterizzata da una linea massiccia anni ’90. È meccanica pura, priva di centraline delicate che possono guastarsi nel tempo.
6. Honda CBF 600S (2008-2013)
Con il motore della Hornet depotenziato a 76 cavalli, la CBF 600S è la moto per chi ha capito tutto della vita su due ruote. Offre l’affidabilità totale dei prodotti Honda, consumi inferiori ai 20 km al litro e costi assicurativi ridotti. Il mercato la ignora perché la potenza sulla carta non impressiona e il nome non evoca prestazioni pistaiole, ma nell’uso reale garantisce un risparmio economico complessivo devastante rispetto alle concorrenti più gettonate.
5. Kawasaki ZX-9R Ninja (Modelli post-2003)
La ZX-9R è stata la supersportiva che ha cercato di sfidare i mostri sacri dell’epoca. Con 127 cavalli e una velocità di punta che sfiora i 300 km/h, oggi si può acquistare a circa 5.000 euro. Ha sofferto inizialmente di una reputazione legata a piccoli problemi di gioventù nei primi anni di produzione (surriscaldamenti), ma le versioni prodotte dal 2003 in poi sono dei veri proiettili d’acciaio, stabili ed estremamente veloci, vendute alla metà del prezzo delle pari epoca concorrenti.
4. Triumph Sprint ST 1050 (2005)
La sport-touring inglese monta un fantastico motore a tre cilindri da 1.049 cm³ con 130 cavalli, caratterizzato da una coppia infinita e da un sound unico. Acquistabile a circa 4.500 euro, sconta ancora oggi i vecchi pregiudizi legati all’affidabilità delle moto inglesi degli anni ’70 e ’80 e il costo leggermente superiore dei ricambi originali. In realtà, la Sprint ST 1050 è una passista veloce e robusta, che non ha nulla da invidiare alle rivali del Sol Levante.
3. Yamaha FZ S1000 (2001)
Un’altra naked di inizio millennio spinta dal propulsore a 20 valvole della R1, addolcito a 146 cavalli e posizionato all’interno di un telaio più confortevole e dotato di manubrio alto. Si trova a meno di 5.000 euro. È la vittima perfetta della polarizzazione del mercato: i motociclisti cercano o l’estremismo delle naked moderne o il comfort totale delle Crossover, lasciando questa eccezionale tuttofare in un limbo commerciale che la rende un affare clamoroso.
2. Honda CBF 1000 / VFR 800 (Fino al 2008)
La Honda VFR 800 (e in parte la declinazione CBF) è stata progettata per essere la moto totale: buona per la pista, ottima per i viaggi, perfetta per il tragitto casa-lavoro. Al prezzo di circa 3.200 euro, si acquista un veicolo con una ciclistica sopraffina e un motore indistruttibile. Il paradosso commerciale sta nel fatto che, avendo cercato di fare tutto discretamente bene senza specializzarsi in un unico segmento, il grande pubblico l’ha etichettata come priva di una vera identità.
1. Suzuki V-Strom 1000 (Prima Serie: fino al 2006)
Al primo posto della classifica delle moto più snobbate ma incredibilmente valide si posiziona la prima generazione della Suzuki V-Strom 1000. Spinta da un poderoso motore bicilindrico a V da 1.176 cm³ con 98 cavalli, questa moto è in grado di coprire 300.000 km senza esitazioni. Offre una protezione aerodinamica regale, un serbatoio capiente e una comodità di marcia eccezionale sulle lunghe distanze. Il motivo del suo prezzo ridicolo (circa 3.500 euro)? L’estetica. Il suo design frontale massiccio e il celebre “becco” l’hanno resa oggetto di critiche estetiche fin dal debutto. Chi riesce a superare il fattore visivo e bada unicamente alla sostanza, si mette in garage una viaggiatrice indistruttibile spendendo una frazione rispetto alle blasonate maxi-enduro europee della stessa epoca.
In conclusione, l’acquisto di una motocicletta usata è spesso un viaggio guidato dall’emozione e dall’approvazione sociale. Tuttavia, analizzando i dati tecnici, i costi di gestione e la longevità meccanica, emerge chiaramente che l’intelligenza finanziaria e il pragmatismo possono far risparmiare migliaia di euro. Scegliere uno di questi 15 modelli significa portarsi a casa un pezzo di ottima ingegneria stradale, lasciando che siano gli altri a pagare il prezzo della moda.