L’Auto Ridicolizzata Che Diventò Una Leggenda
Ragazzi, immaginate questa scena. Montecarlo 1974, salone dell’auto. Un ingegnere della lancia toglie il telo da una macchina e la sala scoppia a ridere. Giornalisti ridono, piloti ridono, persino alcuni colleghi della Lancia ridono perché perché quella macchina sembra uno scherzo.
Alta un M10, larga come un camion parabrezza. Minuscolo motore Ferrari nel mezzo, nessun bagagliaio e a nessun comfort, zero spazio. Un giornalista tedesco scrive: “Questa non è una macchina da rally, è un giocattolo per bambini ricchi.” Un pilota Ford disse: “Buona fortuna a guidare quella cosa su una strada sterrata”.
Anche Enzo Ferrari, che forniva i motori, pensava fosse un progetto ridicolo. Ma sapete cosa successe dopo? Quella macchina ridicola vinse il campionato mondiale rally tre volte consecutivamente. Oggi distrusse Ford, distrusse Alpine, distrusse tutti e oggi oggi vale più di mil000a mila di euro. Una delle macchine da rally più iconiche mai create.
Questa è la storia di Cesare Fiorio, l’uomo che scommise tutto su un’idea folle, di Marcello Gandini che disegnò qualcosa che sembrava alieno, di Sandro Munari che guidò l’impossibile e della Lancia Stratos, la macchina che tutti ridicolizzarono fino a quando non poterono più ignorarla. Come si costruisce una leggenda partendo da zero? Come si convince Enzo Ferrari a dare motori a un progetto che lui stesso considera inutile? E e soprattutto come si trasforma il ridicolo in dominio assoluto? Allacciate le cinture, ragazzi. Questa è la storia più pazzesca del rally mondiale. Per capire la Stratos dobbiamo capire chi era Cesare Fiorio. Anno 1970 a Fiorio. Aveva 35 anni ed era il direttore del reparto corse della Lancia. Un macia non vinceva niente nei rally, usavano la Fulvia HF, una berlina modificata, brava, competitiva, ma non dominante.
Fiorio guardava i rally e vedeva un problema. Tutte le macchine erano berline normali modificate. Ford Escort Alpina Wed den, la Porsche 911, erano macchine stradali adattate alle competizioni, ma i rally stavano diventando sempre più estremi. Prove speciali su ghiaccio, su neve su sterrato velocissimo, no? Le berline normali non bastavano più.
E Fiorio pensa: “E se costruissimo una macchina solo per i rally? Non una berlina modificata, no, una macchina progettata da zero per vincere le gare.” Niente compromessi, niente comfort, niente praticità, solo prestazione pura. I suoi colleghi alla Lancia lo guardano come se fosse impazzito.
Gli dicono: “Cesare, le macchine da rally devono essere basate su modelli di produzione? Così dice il regolamento e Fiorio risponde: “Il regolamento dice che dobbiamo produrre 500 unità, non dice che devono essere pratiche”. Nel 1970 Fiorio via dall’amministratore, delegato della Lancia, e presenta il suo progetto, vuole costruire una macchina compatta, leggera, con motore centrale, solo due posti, carrozzeria in vetro, resina, una macchina da corsa stradale.
Il capo lo guarda e chiede Cesare: “Chi comprerà una macchina così non ha bagagliaio, non ha spazio, è scomoda”. E Forio risponde: “Non importa, ne produciamo 500, come richiede il regolamento e poi corriamo, vinceremo tutto.” Il capo della Lancia è scettico, ma Fiorio è convincente e soprattutto Lancia ha bisogno di vittorie.
Allora dice: “Ok, hai il permesso, ma non sprecare troppi soldi se Fiorio adesso ha un problema enorme. Come costruire questa macchina? Lancia non ha un motore adatto. I motori Lancia sono per berline, non per superc. Serviva un motore potente, affidabile, compatto e Fiorio pensa Ferrari, Ferrari aveva appena presentato la Dino 246 G con un V 6D 2,4L, motore fantastico, 195 cavalli compatto, perfect per una macchina centrale, ma c’era un problema gigante.
Enzo Ferrari odiava i rally. Per Ferrari le corse vere erano la Formula 1 e le MS. I rally erano corse per contadini su strade sporche. Qui Fiorio va a Maranello per incontrare Enzo Ferrari. E qui succede una scena incredibile. Fiorio spiega il progetto. Macchina centrale leggera solo per Rally e Ferrari lo interrompe e dice: “Fiorio, io faccio macchine per correre in pista, non per saltare nei boschi come conigli impazziti, perché dovrai darti i miei motori?” Uno Fiorio furbo risponde: “Perché se Lancia vince il mondiale con motore Ferrari tutti sapranno che Ferrari fa i motori migliori del mondo. Anche Nerelli tu e poi Ferrari ci pensa: “È vero, pubblicità gratuita e poi lancia e Ferrari sono entrambi parte del gruppo Fiat. Adesso Agnelli aveva comprato entrambi. Ferrari dice: “Ok, ti do il V6 dino, ma non voglio che la mia macchina faccia brutta figura.
Se perdete è colpa vostra, se vincete è merito del mio motore. Fiorio sorride e dice: “D’accordo, adesso Fiorio ha il motore, ma serve il design e qui chiama un altro genio, Marcello Gandini.” Gandini lavorava per Bertone. Aveva disegnato la Miura, la Gun Touch, la Espada.
Era il designer di superc più richiesto al mondo. Fiorio gli dice: “Marcello, ho bisogno di una carrozzeria per una macchina da rally”. Eh, motore centrale Ferrari V6, passo di due ham8. Deve essere bassa, larga e aerodinamica. Uno Gandini fa i primi schizzi e quello che disegna alieno.
La Stratos non somiglia a niente che esistesse prima. Il muso è acuneo bassissimo, il parabrezza è una bolla di plexiglass, come un elicottero. I fianchi sono gonfi per coprire le ruote larghe. Il posteriore è tronco squadrato, non ci sono linee classiche, è pura funzione. Quando Gandini mostra i disegni a Fiorio, anche Fiorio rimane un attimo in silenzio.
Poi dice Marcello, “È strana”. Sì. E Gandini risponde: “Sì, ma funzionerà”. Pertone costruisce il prototipo in vetro resina. Montano il Vusa e Ferrari al centro. Sospensioni indipendenti, freni a disco enormi, ruote larghe con gomme da rally. La macchina pesa solo 980 kg con 195 cavalli significa prestazioni assurde.
Nel 1971 costruiscono il prototipo chiamato Lancia Stratos H. F0 è ancora più estremo della versione finale. Altezza 84C Meet Me bisognava strisciare per entrare. Lo presentano al Salone di Torino e sapete cosa succede? La gente ride. Pensano sia un concept card da fantascienza, non qualcosa di reale, ma Fiorio sa che quello è solo il primo passo.
Adesso deve costruire la versione definitiva e convincere la FIA, la Federazione Internazionale, ad omologarla per il campionato mondiale rally. E qui iniziano i problemi veri. 1972 Bertone costruisce la versione definitiva della Stratos. È leggermente più alta del prototipo zero, ma sempre bassissima.
Che per paragone una Golf è alta 1 che la 45, la Stratos è 35 G base pese più bassa. Il problema è che per competere nel mondiale rally la FIA richiede che siano prodotte almeno 500 unità stradali. Qui devono essere macchine che un cliente normale può comprare e guidare sulla strada. E qui Fiorio ha un dilemma: la Stratos è impossibile da guidare normalmente.
Primo problema, visibilità. Il parabrezza è una bolla curva e i pilastri sono enormi, gli specchietti sono minuscoli, uno guidare nel traffico è un incubo. Secondo problema rumore. Il motore Ferrari è dietro la testa del pilota. Mh. Niente isolamento, a 4000 giri il rumore è assordante. Terzo problema caldo.
Il motore è a 30 cm dalla schiena. In estate l’abitacolo diventa un forno. Quarto problema, spazio. Non c’è bagagliaio. Il serbatoio è piccolo, i sedili sono fissi. Se sei alto più di 1,80 non ci entri. Quinto problema. Prezzo col motore Ferrari, carrozzeria Bertone e produzione limitata. La Stratos costa 10.000. 000 di lire. Ha più di una Porsche 911. Lancia, guarda questa lista di problemi e pensa chi diavolo comprerà questa macchina. Ma Fiorio ha un piano, dice, “Non importa che sia pratica, importa che sia veloce, i collezionisti la vorranno perché è una macchina da rallyi stradale. È unica. Nel 1973 Lancia inizia la produzione.
Bertone assembla le carrozzerie, Lancia monta i motori Ferrari, ma la produzione è lentissima. Ferrari fornisce i motori col contagocce. Bertone ha problemi con la vetroresina. Lancia non ha esperienza con macchine così complesse. Nei primi 6 mesi del 1973 producono solo 37 Stratos. È un disastro.
La FIA dice: “Se non raggiungete 500 unità entro fine 1974, non potete correre nel mondiale.” Uno Fiorio è disperato, spinge Bertone ad accelerare, spinge Ferrari a dare più motori, spinge i suoi operai a fare turni doppi. Ma c’è un altro problema. I piloti non vogliono guidarla. Sì, avete sentito bene, i piloti professionisti guardano la Stratos e dicono: “Questa macchina è troppo difficile, il passo è cortissimo, sovrasterza sempre è nervosa.
Il primo pilota a provarla è Sandro Munari, campione italiano di rally. Munari sale sulla Stratos per un test su una strada di montagna. Dopo 10 min torna ai box e dice: “È una bestia sovrasterza in ogni curva. Il motore ha troppa potenza per un passo così corto. No, è pericolosa uno Fiorio non si arrende dice Aunari.
Sandro, tu sei il pilota più tecnico che abbiamo. Se qualcuno può domare questa macchina, sei tu. Provaci ancora due. Un Munari fa altri test. Piano piano inizia a capire la Stratos. Capisce che non puoi guidarla come una berlina normale, devi essere aggressivo, devi usare il sovrasterzo, devi fidarti dell’attrazione.
Dopo un mese di test, Munari dice a Fiorio, “Ok, ho capito come si guida ed è incredibile, quando la controlli è più veloce di qualsiasi altra macchina da rally che abbia mai guidato.” Nel 1974 Fiorio decide di fare il grande passo, iscrivere la Stratos al Campionato mondiale rally.
Prima ancora di aver raggiunto le 500 unità, è un azzardo enorme. Se la Fi scopre che non hanno prodotto abbastanza, vengono squalificati. Ma Fiorio sa che serve tempo per far capire ai piloti. I come guidare la Stratos, meglio iniziare subito. E così 03 1974. Rallyy di Montecarlo. La Lancia Stratos fa il suo debutto mondiale ufficiale.
Munari è al volante e succede qualcosa che nessuno si aspettava. Munari dominà. Ven prove. speciali con margini di 30 o 40 secondi sugli avversari. Chi Fode, Scot al Pin Porsche, tutti dietro che alla fine Munari vinse il rally di Montecarlo alla sua prima gara mondiale con la Stratos. La stampa automobilistica impazzisce.
Autosport scrive: “La lancia Stratos ha appena ridefinito cosa significa una macchina da rally”. L’Equip scrive: “I francesi devono preoccuparsi. Gli italiani hanno una macchina aliena”. Ma non tutti sono convinti. Molti pensano che Montecarlo sia stata fortuna. Dicono “Aspettate i rally su Sterrato, aspettate il Safari Rally, aspettate quando la strada è dura, allora vedremo se la Stratos è davvero così brava”.
E Fiorio sorride perché lui sa che la Stratos è stata costruita esattamente per quelle condizioni. 1974 punto dopo Montecarlo. La Strat corre in Portogallo, in Grecia in Finlandia e Vinz Vince continua a vincere. Munar è inarrestabile, la macchina che tutti ridicolizzavano. Sta distruggendo la concorrenza, ma la vera prova arriva al Rally Sanremo in Italia.
Prove speciali su asfalto velocissimo, curve cèche salti. Terreno perfetto per la Stratos. Munariparte e fa una gara perfetta, vince con oltre due min di vantaggio. Sominel Rallyy, questo è un’eternità. Alla fine della stagione 1974 Munari con la Lancia Stratos vince il campionato mondiale rally nel primo anno di competizione, primo titolo mondiale, un’impresa mai vista prima.
Ford è scioccata. Avevano dominato i rally per anni con la escort. Adesso un’italiana con una macchina ridicola li ha abbattuti. Di Orn Valdegard, pilota Ford, dice in un’intervista: “La Stratos non è una macchina normale, è un’arma. Noi con la escort svantaggio tecnico.
Le alpine, i francesi sono disperati. La loro a 110. Era stata campione mondiale nel 1973, adesso è obsoleta. Jean Piier Nicolas, pilota alpino, dice: “Contro la Stratos non possiamo competere. È troppo veloce nei rettilinei, troppo agile nelle curve, troppo stabile nei salti. Uno lancia diventa l’eroe nazionale italiano, giornali, TV, radio.
Tutti parlano della Stratos. Due Cesare Fiorio diventa una celebrità. Sandro Munari è un dio del rally e la Stratos, la macchina che tutti ridevano, è adesso il sogno di ogni appassionato. Ma la storia non finisce qui. 1975 Lancia vuole confermare il titolo, ma adesso tutti studiano la Stratus.
Ford investe mil000 per migliorare la escort. Costruiscono la RS100, più potente e più leggera. Fiat costruisce la 124 Abart, specificamente per battere la Stratos. Hopel sviluppa la Ascona 400. Fiorio e sa che serve qualcosa di più e decide di fare una mossa controversa, potenziare il motore.
Ferrari lavorano con Abart per modificare il V6. Aumentano la cilindrata a 2L. Cambiano il sistema di alimentazione, installano turbocompressori su alcune versioni speciali. La potenza sale da 195 a oltre 280 cavalli. Con 280 cavalli e 980 kg la Stratos diventa un missile 0100 in meno di 5S. Sosterrato con Munari al volante è invincibile.
Stagione 1975. La Stratos vince rally Montecarlo di nuovo. Vince Sanremo di nuovo. Vince in Francia vince in Portogallo. Munari domina ancora fine stagione secondo titolo mondiale consecutivo. Terzo anno adesso la competizione è feroce. Ford ha ingaggiato i migliori piloti. Fiat investe una fortuna nella 131 a Bart, ma la Stratos continua a vincere.
Monari, affiancato da altri piloti, lancia come Bjorn Valdegard che passa da Ford a Lancia e Marco Allen porta il terzo titolo mondiale consecutivo. Tre titoli mondiali di fila. Nessuna macchina da rally aveva mai fatto questo. La Stratos era diventata leggenda. Ma poi succede qualcosa di strano.
Fen to Fiat che controlla sia Lancia che Fiat auto, decide di cambiare strategia. Vogliono usare la Fiat 131 Bart per i rally. Perché? Perché la 131 è una berlina normale. Vendono migliaia di 131. Vincere rally con la 131 significa vendere più macchine. La Stratos invece vendeva niente come macchina stradale, troppo estrema.
Troppo costosa, troppo in pratica. In 4 anni di produzione Lancia aveva costruito solo 492 stratos stradali, quasi nessuno le comprava. Fiat dice a Cesare Fiorio, basta Stratos, dal 1978 corriamo solo con la 1311. Fiorio è devastato. La Stratos poteva vincere ancora, ma la decisione è politica. Non sportiva.
L’ultima gara ufficiale della Stratos nel mondiale è il Rally Sanremo 1978. Marco Alenne al volante e sapete cosa fa? Vince l’ultima gara della Stratos. È una vittoria, un addio perfetto. Totale vittorie mondiali della Lancia Stratos. 18 ralli vinti. Tra i titoli mondiali, costruttori consecutivi 1974 1975 1976 record che rimarrà leggendario.
Ok, quindi nei ralli la Stratos era una regina, ma come macchina stradale un disastro commerciale totale. Tra il 1973 e 1978 Lancia produce solo 492 Stratos stradali, meno di 500 in 5 anni, perché così poche primo costavano troppo. 10.000.000 di lire era una cifra assurda. Con quegli soldi compravi una Porsche giovan e 11 e avevi pure i soldi per la benzina per un anno.
Secondo, erano impossibili da guidare normalmente. I clienti che compravano la Stratos scoprivano: “Non ci sta niente nel bagagliaio, fa un caldo infernale in estate. Il rumore ti fa venire mal di testa, la visibilità è pessima, parcheggiare è un incubo.” Terzo, affidabilità. Il motore Ferrari era fantastico, se lo manutenevi perfettamente, ma la manutenzione costava una follia.
Molti proprietari la compravano, la guidavano 6 mesi e la rivendevano frustrati. Negli anni 80 Buostratos, usata, valeva meno del prezzo originale, sapin 7.000 mila di lire. La gente non le voleva, i concessionari non le prendevano in permuta, erano considerate macchine da corsa scomode. Molte Stratos finirono abbandonate in garage, alcune furono trasformate in macchine da corsa clienti, altre furono rottamate.
Nel 1990 si stimava che esistessero ancora solo 300.350 Stratos stradali in condizioni decenti, ma poi anni 90. Inizia il revival delle auto classiche e la Stratos viene riscoperta. Poi i collezionisti giovani cresciuti guardando i rally in TV iniziano a cercarla, vedono le foto e pensano cavolo, è bellissima.
Vedono i video dei rally e pensano cavolo, era dominante nel 2001 Stratos restaurata viene venduta per 80.000. Nel 2005 i prezzi salgono a 150.000. Nel 2010 superano i 300.000 e oggi oggi nel 2024. Una lancia Stratos stradale in condizioni perfette, originale con documentazione completa, vale tra 500.000 e 700.000. Gli esemplari da gara, quelli che hanno vinto rally veri, valgono molto di più.
Una Stratos che ha corso Comunari può superare il PIP Mila Mila di euro nel 2022. Un esemplare da corsa storico con vittorie documentate. È stato venduto a un’asta per un tremon mila di euro perché questi prezzi folli primorarità estrema. Uno. Esistono così poche strato stradali che trovarle è quasi impossibile, secondo storia leggendaria.
Tre titoli mondiali consecutivi. Terzo design di Gandini che è invecchiato perfettamente. La Stratos oggi sembra futuristica come nel 1973. E quarto e forse più importante, la Stratos rappresenta un’epoca unica del rally, l’epoca dove si potevano costruire macchine folli solo per vincere, senza compromessi, senza pensare al comfort, solo velocità pura.
Oggi la FIA non permetterebbe mai una macchina come la Stratos, troppo pericolosa, troppo estrema, troppo specializzata. Le moderne WRC sono tutte berline normali, modificate con regolamenti stretti, ma la Stratos, la Stratos era libertà totale. Cesare Fiorio, oggi 89 anni, dice in interviste.
La Stratos è stata il progetto più bello e più folle della mia carriera. Abbiamo sfidato tutti, abbiamo scommesso su un’idea che tutti dicevano impossibile e abbiamo vinto. Marcello Gandini, prima di morire nel 2024 disse: “Ho disegnato la Counttack, la mura, la Diablu, ma la Stratos è il mio lavoro più puro.
Nessun compromesso, solo funzione e forma in armonia perfetta”. Sandro Munari, 82 anni ancora guida la sua Stratos. personale sulle strade di montagna vicino a casa sua, dice: “Ogni volta che la guido torno al 1974, al Monte Carlo ha la sensazione di guidare qualcosa di alieno. Non c’è mai stata una macchina da rallyi come la Stratos e non ci sarà mai più?”.
Allora ragazzi, cosa ci insegna la storia della Lancia Stratos? Primo, il ridicolo e il genio sono spesso la stessa cosa, vista da angolazioni diverse. Tutti ridevano della Stratos, poi tutti volevano batterla, poi tutti volevano possederla. Secondo, costruire qualcosa solo per vincere, senza compromessi.
Può creare leggenda. La Stratos non era pratica, non era comoda, ma era perfetta per il suo scopo. Terzo, il fallimento commerciale non conta. Se crei qualcosa di memorabile, lancia perse soldi sulla Stratos, ma guadagnò gloria eterna e quarto a volte per cambiare tutto. Serve qualcuno abbastanza pazzo da ignorare il buon senso.
Fiorio era pazzo, Gandini era pazzo, Munari era pazzo e insieme hanno creato l’immortalità, la lancia Stratos, ridicolizzata, temuta, venerata, da zero a leggenda in 3 anni, da flop stradale a icona da milni. Se questa storia Sist ha fatto venire i brividi, se vi ha fatto venire voglia di cercare video dei rally anni 70. Se visto ha fatto capire perché la Stratos è sacra per gli appassionati.
Allora lasciate un like, iscrivetevi e ditemi nei commenti quale altra leggenda del rally volete che racconti. Grazie ragazzi e ricordate a volte il ridicolo e solo genio che il mondo non ha ancora capito.
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