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Perché i demoni implorarono Gesù di non mandarli via? | La verità nascosta in Marco 5

Immagina di essere così immensamente potente che gli esseri che da millenni terrorizzano l’intera umanità decidono improvvisamente di arrendersi senza alcuna condizione. Parliamo di entità oscure e maligne che non possiedono alcun corpo fisico, nessuna debolezza terrena e nessuna paura di alcun uomo mortale. Queste creature implacabili, di fronte alla tua semplice e silenziosa presenza, lasciano cadere ogni ostilità e iniziano a implorare pietà disperatamente.

Non scelgono di combattere per difendere il loro antico territorio, e non cercano nemmeno di fuggire per trovare un altro rifugio sicuro. Si prostrano a terra e supplicano, riconoscendo immediatamente una sovranità assoluta che supera di gran lunga la loro antica e radicata ribellione. Questo è esattamente ed inequivocabilmente ciò che è accaduto nel preciso istante in cui Gesù Cristo si è presentato nella remota regione dei Gadareni.

Voglio che tu rimanga profondamente connesso con me oggi, perché in questo messaggio esploreremo concetti che scuoteranno le tue convinzioni. Nascoste all’interno di quel singolo e fugace momento storico ci sono verità teologiche che cambieranno completamente il tuo modo di comprendere l’autorità spirituale. Queste rivelazioni trasformeranno la tua visione della natura dei demoni e, onestamente, rivoluzioneranno la tua stessa identità come credente in Cristo.

Ci prepariamo a rispondere alla domanda cruciale che la stragrande maggioranza degli insegnanti della Bibbia salta sistematicamente e senza fornire spiegazioni adeguate. Per quale motivo esatto legioni di demoni feroci hanno pregato e supplicato Gesù di non mandarli via da quella specifica regione geografica? Perché ecco esattamente cosa mi ha colpito e turbato maggiormente mentre studiavo questo antico e misterioso passaggio delle Sacre Scritture.

Queste entità demoniache non si sono limitate a rivolgergli la parola in modo informale o con un atteggiamento di vana e vuota sfida. Al contrario, lo hanno apertamente adorato prostrandosi nella polvere, hanno invocato il suo vero nome con timore e hanno persino cercato di negoziare con lui. Ho un disperato bisogno che tu ti faccia questa domanda specifica prima di immergerci più profondamente in questo affascinante e misterioso racconto evangelico.

Se innumerevoli demoni che esistono da prima della creazione stessa del mondo sono ora in ginocchio, tremanti, davanti alla figura di Gesù. Se questi spiriti caduti, che hanno visto con i propri occhi l’intero e devastante potere del regno spirituale, si umiliano in questo modo assoluto. Cosa ti dice tutto questo, in termini pratici e innegabili, su chi sia veramente e intimamente la persona di Gesù Cristo?

Resta con me per tutta la durata di questa esplorazione, perché ti prometto che il tuo punto di vista cambierà per sempre. Entro la fine di questo lungo e dettagliato percorso, non leggerai mai più questa specifica storia biblica nello stesso identico modo. Le Scritture prenderanno vita davanti ai tuoi occhi, rivelando dinamiche di potere invisibili che influenzano ancora oggi il nostro mondo moderno.

Va bene, facciamo un passo indietro e torniamo vividamente alla scena principale descritta nel Vangelo di Marco, capitolo cinque, versetto uno. Prima di poter comprendere appieno perché i demoni implorassero in quel modo disperato, abbiamo assoluto bisogno di comprendere dove si trovasse esattamente Gesù. Dobbiamo analizzare con chi aveva a che fare in quel cimitero desolato e quanto fosse realmente grave e pericolosa questa specifica situazione terrena.

Il testo sacro ci informa che giunsero all’altra riva del mare, approdando con la loro barca nella selvaggia e pagana regione dei Gadareni. Ora, dobbiamo ricordare che Gesù e i suoi discepoli avevano appena finito di attraversare le acque turbolente del Mare di Galilea. Avevano affrontato una tempesta mortale che aveva quasi affondato la loro imbarcazione, ed ora avevano a malapena messo piede sulla terraferma.

Ed immediatamente, una parola temporale che l’evangelista Marco usa moltissimo nel suo racconto per trasmettere urgenza, un uomo esce dalle tombe. Dobbiamo prestare molta attenzione a questo dettaglio macabro: quest’uomo non viveva in una casa normale, e nemmeno in un villaggio abitato. Quest’uomo reietto e tormentato aveva stabilito la sua dimora permanente esclusivamente tra i morti, in un luogo considerato cerimonialmente impuro e maledetto.

Ascolta attentamente e con profonda riflessione come l’evangelista Marco descrive la condizione disumana e straziante di quest’uomo posseduto. Era un uomo afflitto da uno spirito immondo, un essere che aveva fatto la sua lugubre dimora tra i sepolcri scavati nella nuda roccia. La situazione era degenerata a tal punto che nessuno, in tutta la regione circostante, poteva più legarlo in alcun modo sicuro.

Non potevano più trattenerlo, nemmeno usando le catene di ferro più pesanti che i fabbri del villaggio potessero forgiare per lui. Poiché egli era stato spesso legato con ceppi ai piedi e pesanti catene ai polsi nel disperato tentativo di limitare la sua estrema violenza. Ma, spinto da una forza sovrannaturale e demoniaca, egli aveva letteralmente strappato le catene e spezzato i ceppi in mille pezzi arrugginiti.

Nessun essere umano possedeva la forza fisica o la volontà necessaria per domarlo o sottometterlo alla ragione e all’ordine costituito. Fermati un momento e rifletti profondamente sull’implicazione di questa straordinaria forza bruta che sfidava ogni logica e resistenza umana. Questo individuo che ci viene presentato non è semplicemente un uomo malato che necessita di cure mediche o di compassione comunitaria.

Questo non è qualcuno che sta semplicemente attraversando un periodo difficile della sua vita, lottando contro la depressione o l’angoscia mentale. Nessuna catena terrena poteva trattenerlo, nessun uomo coraggioso poteva fermare la sua furia distruttiva, ed egli era completamente fuori controllo in ogni istante. Trascorreva le sue giornate e le sue notti urlando disperatamente tra le montagne, tagliandosi e mutilandosi volontariamente con pietre taglienti e pietre appuntite.

L’intera comunità di Gadara aveva ormai rinunciato a qualsiasi speranza di poterlo salvare, abbandonandolo al suo tragico e solitario destino di dolore. Avevano letteralmente provato ogni singola opzione a loro disposizione, dalla forza fisica alla persuasione, fallendo miseramente in ogni singolo e disperato tentativo. Quest’uomo, per quanto riguardava la società civile e il mondo circostante, era considerato a tutti gli effetti una causa irrimediabilmente persa.

Ma proprio qui, in mezzo a questa oscurità palpabile, è dove la nostra storia prende una svolta drammatica di cui nessuno parla mai abbastanza. Il versetto sei ci dice che quando quest’uomo vide Gesù da lontano, corse rapidamente verso di lui e si prostrò per adorarlo. Ora, metti in pausa i tuoi pensieri proprio in questo esatto momento e analizza la gravità di questa scena inaspettata e sorprendente.

Quest’uomo furioso aveva distrutto ogni singola catena che avesse mai provato a limitare i suoi movimenti o a contenere la sua rabbia esplosiva. Aveva sopraffatto con violenza brutale ogni singola persona che si fosse avvicinata a lui con l’intento di aiutarlo o di imprigionarlo nuovamente. Era una figura nota per essere estremamente violenta, totalmente incontrollabile, e rappresentava un pericolo mortale per chiunque incrociasse il suo oscuro cammino.

Tuttavia, nel preciso istante in cui i suoi occhi videro Gesù da una certa distanza, non caricò verso di lui con intenti omicidi. Non si mise a urlare minacce contro di lui, cercando di spaventare questo nuovo gruppo di visitatori appena giunti sulle rive del lago. Corse direttamente verso la figura del Cristo, cadde pesantemente sulle sue ginocchia e, sorprendentemente, iniziò ad adorarlo con profonda e visibile sottomissione.

Ora, ecco la mia domanda fondamentale, e voglio davvero che tu ti sieda e rifletta su questo punto con la massima attenzione possibile. Era forse la volontà spezzata dell’uomo a spingerlo a correre verso Gesù in cerca di salvezza, o erano le forze oscure che lo abitavano? Perché io credo fermamente che in quel preciso istante storico, i demoni insediatisi all’interno di quest’uomo abbiano riconosciuto una verità assoluta e innegabile.

Hanno riconosciuto immediatamente qualcosa che persino i discepoli intimi, che stavano in piedi proprio accanto a Gesù, non avevano ancora compreso in modo totale. Quelle antiche entità spirituali riconobbero senza alcuna ombra di dubbio l’identità divina di colui che aveva appena messo piede giù da quella barca. Nota con estrema attenzione che i demoni non hanno nemmeno tentato di scappare via per allontanarsi dalla presenza luminosa di Gesù Cristo.

Al contrario, hanno corso disperatamente verso di lui, attratti da una forza sovrana alla quale non potevano opporre la minima e vana resistenza. E questo singolo, apparentemente insignificante dettaglio, cambia completamente tutto ciò che pensiamo di sapere su come funzioni realmente l’autorità nel regno spirituale. Quindi l’uomo posseduto corre verso il Salvatore, cade ai suoi piedi impolverati e gli offre un’adorazione che nasce dal terrore e dal riconoscimento.

E poi accade improvvisamente qualcosa che io considero uno dei momenti teologicamente più carichi e significativi in tutti e quattro i resoconti dei Vangeli. Il demone principale, parlando in modo innaturale attraverso le corde vocali di quest’uomo tormentato, apre la sua bocca e fa una dichiarazione scioccante. Dice a gran voce: “Che c’è fra me e te, o Gesù, figlio dell’Iddio altissimo? Io ti scongiuro in nome di Dio, non tormentarmi!”.

Ora ho un disperato bisogno che tu colga appieno la portata immensa di ciò che è appena accaduto su quella spiaggia desolata. Un demone, uno spirito caduto, eternamente ribelle e spiritualmente immondo, ha appena pronunciato la confessione più teologicamente accurata dell’intero capitolo evangelico. Non sono stati i discepoli fedeli a dichiararlo, non è stata la folla stupita a gridarlo, e certamente non sono stati i farisei religiosi.

È stato un demone dell’inferno a dichiarare apertamente e senza esitazione la vera e suprema identità del Figlio dell’Uomo arrivato sulla terra. Egli ha esclamato chiaramente: “Figlio dell’Iddio altissimo”, riconoscendo che non si trovava di fronte a un semplice mortale dotato di buone intenzioni. Non lo ha chiamato profeta, non lo ha definito un maestro di saggezza, e non lo ha nemmeno etichettato come un semplice operatore di miracoli.

Ha usato l’espressione “Iddio altissimo”, che rappresenta senza dubbio il titolo più elevato e maestoso in tutte le Sacre Scritture per descrivere il Padre. E il demone ha utilizzato questo sacro appellativo senza alcuna esitazione, senza aprire alcun dibattito teologico e senza che nessuno dovesse correggerlo pubblicamente. Questo accade perché i demoni, nella loro infinita malvagità, non hanno mai avuto un problema di comprensione teologica o di ignoranza dottrinale.

Il loro unico, immenso e insormontabile problema è sempre stato un problema di ribellione e di totale e assoluta mancanza di obbedienza a Dio. Loro sanno perfettamente chi è Gesù in ogni singolo istante, conoscendo la sua natura divina molto meglio di qualsiasi essere umano vivente. Lo hanno sempre saputo, fin dall’inizio dei tempi, perché loro stessi erano presenti nel regno celeste molto prima della creazione del nostro universo.

Lo hanno osservato nella sua gloria eterna, conoscono intimamente il suo carattere immutabile e sanno che la sua parola è la legge suprema. Sanno con assoluta certezza che la sua autorità non ammette repliche ed è assoluta, e che il suo potere illimitato non conosce alcun tetto. Ed ecco la verità monumentale che ho un disperato bisogno che tu afferri e custodisca nel tuo cuore in questa giornata speciale.

Il semplice e innegabile fatto che queste legioni di spiriti oscuri abbiano supplicato, dimostra inequivocabilmente che Gesù deteneva un’autorità totale e incontrastabile. Pensaci bene per un momento, usando la logica umana: tu non supplichi mai qualcuno che non ha alcun potere reale e tangibile su di te. Non cerchi mai di negoziare accordi disperati con una persona che potresti tranquillamente e impunemente ignorare nel corso della tua vita quotidiana.

L’atto stesso del mendicare pietà, il pianto disperato, la supplica continua e l’adorazione forzata erano, di fatto, un atto involontario di sottomissione spirituale. Quelle entità millenarie non avevano assolutamente altra scelta se non quella di riconoscere la sua maestà e chinare il capo davanti al suo trono invisibile. E questo concetto è così di vitale importanza per la nostra vita spirituale che dobbiamo prestare attenzione a ciò che non hanno fatto.

Non hanno mai tentato di attaccare fisicamente o spiritualmente Gesù, sebbene fossero noti per la loro furia devastante contro gli esseri umani. Non hanno provato a ingannare Gesù con le loro solite e subdole menzogne, sapendo che la sua luce avrebbe esposto ogni loro oscurità. Non lo hanno ignorato, perché non potevano farlo; la vera autorità spirituale non chiede mai il permesso ai demoni per poter operare liberamente.

Al contrario, sono proprio i demoni che devono piegarsi e chiedere disperatamente il permesso all’autorità spirituale sovrana prima di poter compiere qualsiasi mossa. Ora, permettimi di mostrarti l’altro lato di questa affascinante medaglia spirituale, perché è proprio qui che la questione diventa davvero incredibilmente interessante per noi. Ti invito a voltare pagina con me, o semplicemente ad ascoltare attentamente, mentre ci spostiamo nel libro degli Atti degli Apostoli, al capitolo diciannove.

C’era un gruppo specifico di uomini ebrei, esattamente sette fratelli, che erano i figli biologici di un sommo sacerdote conosciuto con il nome di Sceva. Questi uomini arroganti avevano osservato attentamente l’apostolo Paolo mentre scacciava i demoni nel potente nome di Gesù, ottenendo liberazioni miracolose e istantanee. Guardando questi miracoli dall’esterno, i sette fratelli pensarono presuntuosamente dentro di sé: “Possiamo sicuramente fare anche noi la stessa identica e spettacolare cosa”.

Così, con grande sicurezza ma senza alcuna vera unzione, si avvicinarono a un uomo posseduto da un potente demone e pronunciarono la loro formula. Dissero ad alta voce: “Vi scongiuriamo per quel Gesù che Paolo predica”, sperando che l’uso di questo nome avesse un effetto magico sullo spirito. Nota bene le loro esatte e rivelatrici parole: “il Gesù che Paolo predica”, non il loro Gesù personale, non il Signore della loro vita.

Non stavano invocando un Gesù che viveva potentemente dentro di loro, ma si riferivano semplicemente a un Gesù di cui avevano solo sentito parlare. E il demone interiore guardò questi sette uomini con disprezzo e con disarmante verità rispose in modo spietatamente sincero. In un tono quasi sarcastico e carico di minaccia, il demone rispose: “Conosco Gesù, e so chi è Paolo, ma voi chi siete esattamente?”.

Subito dopo quella dichiarazione agghiacciante, l’uomo posseduto da un solo demone si avventò con furia sovrumana su tutti e sette quei presuntuosi fratelli. Li picchiò selvaggiamente, li sottomise con una violenza inaudita, strappò loro i vestiti di dosso e li costrinse a fuggire disperatamente da quella casa. Sette uomini adulti contro un solo demone, e non ci fu letteralmente alcuna competizione, perché fuggirono nudi, feriti e sanguinanti nella strada pubblica.

Questo disastro accadde unicamente perché quei fratelli possedevano la conoscenza intellettuale del nome di Gesù, ma non avevano alcuna traccia della sua reale autorità. Perché devi capire che l’autorità spirituale non deriva mai dalla semplice accumulazione di informazioni storiche o teologiche riguardanti la persona di Gesù. Essa scaturisce esclusivamente e unicamente da una relazione viva, profonda e personale con il Cristo risorto che dimora nel cuore del credente.

Quindi, permettimi di farti una domanda molto diretta e personale prima di passare alla prossima grande e fondamentale verità di questo racconto evangelico. Quando ti metti a pregare intensamente, quando pronunci parole di fede contro il nemico invisibile che cerca di distruggere o ostacolare la tua vita terrena. Stai parlando partendo da una mera conoscenza accademica riguardante Gesù, o stai parlando da una vita che è genuinamente e intimamente connessa a lui?

Perché i demoni riconosceranno istantaneamente la differenza tra un’autorità autentica, nata dalla presenza dello Spirito, e una vuota imitazione religiosa basata sull’intelletto. Hanno percepito questa debolezza in modo devastante con i sette figli di Sceva, e la percepiranno con altrettanta precisione millimetrica anche con te. Coloro che hanno dichiarato in modo più chiaro e forte la vera identità di Cristo erano proprio quelli che ne erano più mortalmente terrorizzati.

Ora arriviamo alla parte cruciale di questa incredibile storia biblica, la parte che la stragrande maggioranza delle persone legge distrattamente e oltrepassa velocemente. E io ritengo che questo sia di gran lunga il dettaglio teologico più rivelatore e affascinante presente in tutta la narrazione di questo esorcismo. Perché quando i demoni hanno supplicato disperatamente Gesù, non stavano semplicemente dicendo, in termini generali, “Per favore non cacciarci fuori da quest’uomo”.

Stavano, invece, pregandolo con lacrime di puro terrore di non mandarli in un luogo molto specifico, un luogo che temevano oltre ogni immaginazione. Nel racconto dell’evangelista Marco, leggiamo che le legioni oscure lo supplicavano insistentemente di non essere cacciate fuori da quella specifica regione geografica dei Gadareni. Ma è l’evangelista Luca, nel suo meticoloso resoconto medico e storico, a fornirci il quadro completo e terrificante di quella misteriosa e tesa negoziazione.

Il Vangelo di Luca, al capitolo otto e versetto trentuno, ci offre una prospettiva incredibilmente dettagliata sulle parole esatte usate in quella conversazione spirituale. Dice chiaramente: “E lo pregavano che non comandasse loro di andare nell’abisso”, rivelando la loro più grande e oscura paura esistenziale e cosmica. L’abisso non è semplicemente un luogo qualsiasi, non significa solo essere cacciati fuori dal corpo dell’uomo, e non è una semplice espulsione regionale.

Loro hanno nominato un luogo spirituale ben preciso e delimitato, e si trovavano in uno stato di terrore assoluto alla sola idea di andarci. Quindi, ci dobbiamo necessariamente porre la seguente fondamentale domanda teologica per comprendere appieno questo passaggio biblico: che cos’è esattamente questo tanto temuto abisso? L’abisso, che in alcune antiche versioni viene tradotto come “il profondo” o “il pozzo senza fondo”, appare molteplici volte nelle pagine delle Sacre Scritture.

E ogni singola volta in cui questa parola fa la sua comparsa nei testi sacri, l’abisso viene descritto in termini oscuri e inequivocabili. Viene presentato come un luogo di prigionia eterna, una dimensione di massimo contenimento creata specificamente per confinare gli angeli ribelli e gli spiriti caduti. La Seconda Lettera di Pietro, al capitolo due, versetto quattro, parla chiaramente di questi angeli peccatori incatenati in antri tenebrosi in attesa del giudizio.

Inoltre, il libro profetico dell’Apocalisse, al capitolo nove, ci mostra un’immagine vivida di questo pozzo oscuro che viene aperto da una stella caduta. Questo passaggio apocalittico ci rivela esattamente cosa sia contenuto in quella prigione e cosa uscirà da essa durante i giorni bui della fine. Quindi ecco il quadro preciso e spaventoso che la Scrittura sta dipingendo per noi attraverso tutte queste rivelazioni profetiche e resoconti storici divini.

Esiste un luogo reale e tangibile nel regno spirituale in cui certi spiriti caduti e altamente distruttivi sono già stati rinchiusi e confinati. In quel pozzo oscuro, essi sono tenuti legati con catene invisibili e infrangibili, aspettando con terrore il giorno del loro giudizio e condanna finale. E i demoni che abitavano in quell’uomo dei Gadareni conoscevano perfettamente l’esistenza di questo luogo e lo temevano più di ogni altra cosa.

Loro sapevano che l’abisso esisteva realmente, sapevano esattamente cosa significasse esservi gettati, e ricordavano la sorte dei loro antichi compagni di ribellione celeste. E soprattutto, sapevano con assoluta e tremante certezza che Gesù Cristo aveva il potere e l’autorità di mandarli laggiù proprio in quel momento. Ma c’è un dettaglio aggiuntivo, un elemento incredibile che mi ha fatto fermare completamente i pensieri quando ho studiato profondamente questo specifico brano.

Tornate indietro con la mente e con il cuore alla versione scritta dall’evangelista Matteo, che racconta questa stessa identica storia di liberazione demoniaca. In Matteo capitolo otto, versetto ventinove, scopriamo un frammento di dialogo che aggiunge una dimensione temporale cruciale a questa cosmica battaglia di volontà. Prima ancora che Gesù pronunci una singola parola verso di loro, prima che ponga la domanda sul loro nome, succede qualcosa di totalmente inaspettato.

Prima che abbia luogo qualsiasi tipo di conversazione formale o interrogatorio spirituale, i demoni non riescono a trattenersi e gridano ad alta voce. Urlano con disperazione: “Che c’è fra noi e te, o Gesù, Figlio di Dio? Sei tu venuto qua prima del tempo per tormentarci?”. “Prima del tempo.” Questa è la frase chiave. Hai colto la profondità e l’implicazione sconvolgente di quelle specifiche parole pronunciate con tanto timore?

Questi demoni immondi sanno in modo inequivocabile che esiste un tempo divinamente stabilito e inalterabile per la loro condanna e per il loro giudizio. Essi conoscono le antiche profezie bibliche, conoscono il piano sovrano del Creatore, e sanno che il loro regno di terrore ha una scadenza irrevocabile. Sanno che un giorno, in un momento prefissato nel calendario inesorabile di Dio, verranno gettati in quel luogo oscuro in modo definitivo e permanente.

Sanno che quando arriverà quel momento finale, non ci sarà alcuna possibilità di negoziare, nessuna pietà concessa, e assolutamente nessuna via di fuga. Ed erano profondamente terrorizzati all’idea che quel giorno tanto temuto fosse arrivato in anticipo, e che Gesù fosse lì per eseguire la sentenza immediata. Fermati un momento e pensa al peso cosmico e all’enormità di questa rivelazione per la tua personale comprensione del regno invisibile che ci circonda.

Stiamo parlando di esseri malvagi che hanno vagato liberamente sulla faccia della terra sin dai giorni bui e tristi della caduta nel giardino dell’Eden. Esseri che hanno sussurrato bugie e influenzato potenti re, corrotto intere nazioni con le loro ideologie demoniache e tormentato innumerevoli vite nel corso dei secoli. Hanno attraversato migliaia di anni di storia umana causando guerre, carestie, omicidi, e disperazione in ogni singolo angolo di questo pianeta decaduto e ferito.

Eppure, nonostante tutta questa apparente e spaventosa manifestazione di potere terreno e influenza globale, essi stanno vivendo la loro intera esistenza su un conto alla rovescia. Questi spiriti non sono affatto creature libere di fare ciò che desiderano senza alcun freno o controllo da parte del Dio Creatore dell’universo. Essi possono operare esclusivamente entro i confini ben definiti e le limitazioni spirituali che Dio, nella sua sovranità, non ha ancora deciso di chiudere definitivamente.

Sono esattamente paragonabili a un prigioniero pericoloso a cui è permesso passeggiare nel cortile della prigione, godendo di una finta e limitata libertà temporanea. Questo prigioniero sa perfettamente che il suo tempo all’aperto sta per finire e che la pesante porta d’acciaio della cella sta per rinchiudersi. E ogni singolo giorno in cui si dedicano a tormentare crudelmente l’anima o il corpo di qualcuno, sentono il peso di questa incombente prigionia.

Ogni volta che sussurrano menzogne velenose nella mente di una persona vulnerabile, o spingono un individuo innocente verso l’autodistruzione e la rovina totale. Stanno compiendo tutte queste opere malvagie vivendo costantemente in uno stato di paura assoluta, pura e paralizzante, sapendo che la loro fine è vicina. Gli stessi esseri invisibili che terrorizzano l’umanità e portano angoscia nel nostro mondo, sono a loro volta paralizzati dal terrore di ciò che li attende.

Lascia che questa incredibile e rivoluzionaria verità penetri profondamente nella tua mente, nel tuo spirito, e trasformi il modo in cui affronti le battaglie spirituali. E poi guarda con attenzione quale via d’uscita queste entità disperate hanno scelto quando si sono trovate faccia a faccia con l’autorità di Cristo. Quando Gesù, nella sua imperscrutabile saggezza divina, ha concesso loro di fare una scelta, hanno supplicato dicendo: “Mandaci in quel branco di porci”.

C’erano circa duemila maiali impuri che stavano pascolando pacificamente su una collina vicina, ignari del dramma cosmico che si stava svolgendo a pochi passi. E Gesù, esercitando la sua autorità sovrana sul creato e sulle forze spirituali, permise loro di lasciare l’uomo e di entrare negli animali. E nel momento esatto, l’istante preciso in cui quelle legioni di demoni entrarono in quei maiali, l’intera mandria fu colta da una follia sovrannaturale.

Ogni singolo maiale del gigantesco branco corse senza alcuna esitazione giù per il ripido dirupo, precipitandosi direttamente verso le acque profonde del mare sottostante. L’intera mandria di duemila animali annegò in modo catastrofico tra le onde tumultuose, offrendo uno spettacolo visivo di distruzione istantanea e totale senza precedenti. Ora, perché questo tragico ed eclatante dettaglio della morte dei maiali è così vitale per la nostra comprensione teologica e per la nostra fede?

Perché questo evento drammatico ci mostra, senza alcun filtro o ambiguità narrativa, l’essenza stessa e la natura intrinseca di ogni presenza spirituale demoniaca. Ci rivela cosa fa un demone quando gli viene concesso un accesso pieno, totalmente privo di restrizioni e inibizioni, all’interno di un essere vivente. Distrugge il suo ospite in modo immediato, letale, violento e completo, agendo senza la minima traccia di esitazione, pietà, compassione o rimorso per la vita.

Di fronte alla terrificante prospettiva di essere rinchiusi per sempre nell’abisso oscuro, quei demoni implorarono disperatamente di poter entrare nel branco di maiali. Hanno preferito di gran lunga una disgustosa occupazione temporanea nel corpo degli animali impuri piuttosto che affrontare immediatamente e inesorabilmente il loro giudizio permanente. E persino in quel caso, persino rifugiandosi nei corpi di quei semplici animali da pascolo, l’unica conseguenza tangibile della loro presenza fu la morte.

La distruzione fisica e l’annientamento totale furono le uniche cose che produssero, in un lasso di tempo incredibilmente breve e con una furia implacabile. Questo accade per una ragione molto semplice e spaventosa: distruggere, uccidere e rovinare la creazione divina è letteralmente l’unica cosa che sanno come fare. È l’unico obiettivo che desiderano ardentemente raggiungere, la loro natura è così corrotta che l’odio per la vita e l’ordine è il loro respiro.

Quindi, ecco la prossima grande verità spirituale di questo passaggio meraviglioso, e voglio davvero che tu prenda carta e penna e te la scriva. I demoni non stanno affatto operando contro l’umanità e contro la chiesa partendo da una posizione di vera forza, stabilità o potere consolidato e permanente. Essi stanno disperatamente e caoticamente operando contro di noi partendo da una posizione di tempo preso in prestito, un tempo che sta rapidamente scadendo.

Loro sanno di avere una scadenza cosmica imminente, un orologio divino invisibile che fa un inesorabile tic-tac verso il momento del loro annientamento finale. Hanno dei confini stringenti stabiliti dal Creatore che non possono assolutamente superare, e hanno un giusto Giudice onnipotente al quale non possono in alcun modo sfuggire. E lo stesso potentissimo Gesù che li ha fatti prostrare a terra e implorare disperatamente la grazia nel capitolo cinque del Vangelo di Marco.

È esattamente lo stesso identico Gesù che, un giorno glorioso e terribile che è ormai alle porte, si alzerà dal suo trono e dirà: “Basta!”. E in quel grandioso giorno di giudizio finale, non ci sarà più alcuna possibilità di negoziazione astratta, nessuna udienza, e nessun ritardo nella sentenza. Non ci sarà più alcun branco di maiali verso cui correre per cercare un rifugio temporaneo o per rimandare l’inevitabile ed eterna e giusta condanna.

Ci sarà solamente l’ira santa e il giudizio perfetto e implacabile di Dio versato sopra le forze del male che hanno distrutto il mondo. Il nemico delle anime nostre desidera ardentemente che tu creda alle sue illusioni, cercando di farti pensare che lui stia vincendo questa guerra spirituale. Ma la verità nuda e cruda è che il diavolo conosce già perfettamente come andrà a finire l’intera storia, e questo finale lo terrorizza a morte.

Ma se è vero che i demoni sono stati già umiliati, sconfitti alla croce, e vivono attualmente in un costante stato di profonda paura e panico. Perché, allora, sembrano ancora possedere così tanto potere devastante e distruttivo nelle vite di così tante persone nel mondo travagliato di oggi? Perché le persone buone e fedeli continuano ancora a lottare disperatamente e a soffrire sotto il peso di questa oppressione spirituale invisibile ma tangibile?

Perché l’oscurità del male e l’ombra della depressione, del vizio e del peccato sembrano ancora così reali e così soverchianti nella nostra esperienza quotidiana? Questa è una domanda fondamentale, ed è esattamente ciò che il branco di maiali annegati ci rivela in modo scioccante con il loro sacrificio involontario. Ed è proprio questa rivelazione esplosiva che rappresenta la prossima verità cruciale che stiamo per analizzare e comprendere profondamente in questo esatto momento della nostra riflessione.

Così Gesù, ascoltando la loro supplica dettata dal terrore dell’abisso, acconsente e concede benignamente la loro grottesca richiesta di possedere gli animali della fattoria locale. Ora, ho davvero un grande bisogno che tu chiuda gli occhi e immagini vividamente questa scena incredibile per un paio di secondi, con tutti i suoi suoni e odori. Perché ritengo fermamente che troppo spesso, come lettori moderni, scivoliamo e leggiamo oltre questa parte del racconto evangelico con troppa superficialità e fretta ingiustificata.

C’è una collina erbosa e pacifica, situata sulle rive di un mare calmo, dove un grandissimo branco di ben duemila animali stava pascolando beatamente e senza preoccupazioni. E nel momento esatto, l’istante preciso in cui quelle oscure ed empie legioni di demoni entrano violentemente nei corpi ignari di quelle bestie silenziose. Ogni singolo maiale si volta improvvisamente verso l’acqua salata, mosso da un impulso suicida inarrestabile, e corre dritto oltre il bordo dell’alto e roccioso dirupo.

E tutti quanti annegarono miseramente e caoticamente nelle acque torbide del mare, trasformando una giornata tranquilla in una scena di morte di massa e inimmaginabile. Tutti loro perirono soffocati tra i flutti spumeggianti. Non alcuni di essi, non la maggior parte del grande e rumoroso branco, ma assolutamente e rigorosamente tutti loro, senza nessuna singola e fortunata eccezione. Immediatamente, senza esitare un solo istante, andarono incontro alla loro rapida fine biologica.

Ora, ecco la grande e misteriosa domanda che apparentemente nessuno si ferma quasi mai a porre durante i sermoni domenicali o gli studi biblici. Perché questi innumerevoli e costosi maiali sono dovuti morire in questo modo così drammatico, brutale, pubblico ed economicamente disastroso per gli allevatori locali? È successo forse perché l’anatomia biologica dei maiali semplicemente non è adatta o non può fisicamente sopportare il peso di una reale possessione demoniaca?

Si è trattato forse di un tragico incidente di percorso spirituale, un banale errore di calcolo da parte delle forze oscure in fuga disperata? O era forse dovuto all’eccessivo peso sovrannaturale di duemila demoni scatenati simultaneamente e condensati nello spazio limitato di una singola e caotica e stretta mente animale? La risposta biblica è un categorico no, i maiali sono morti istantaneamente perché la presenza demoniaca, per sua stessa natura profonda, è incompatibile con la vita.

Ovunque ai demoni venga incautamente concesso o inevitabilmente permesso di avere un accesso pieno, non limitato, incontrollato e senza alcuna restrizione divina o umana. L’esito finale della distruzione non rappresenta mai una semplice e remota possibilità statistica tra molteplici altri scenari potenziali ed esiti più o meno rosei. Essa rappresenta invece una certezza matematica, biologica e spirituale assoluta e innegabile che seguirà senza fallo ad ogni singola e specifica intromissione del male.

Il danno incalcolabile che causano non è mai qualcosa che producono accidentalmente o per un colpo di sfortuna, ma è il frutto di pura e deliberata malizia. È precisamente e meticolosamente ciò che essi desiderano e intendono produrre in modo consapevole, metodico e intenzionale, spinti dal loro odio primordiale verso Dio e la sua perfetta creazione. Morte prematura, rovina economica, perdita di affetti, e devastazione psicologica assoluta; questo è il tragico marchio di fabbrica che ogni demone lascia dietro di sé.

Tutto questo infinito e crudele campionario di orrori terreni non è affatto un semplice e sfortunato effetto collaterale o secondario di una generica attività demoniaca. Quella vasta, rapida e totale distruzione della vita è sempre stata, ed è tuttora, il loro unico, supremo e inconfessabile obiettivo finale in questo nostro mondo caduto. E qui, proprio in questo preciso istante emotivo della mia predicazione, è dove sento il bisogno viscerale di parlare direttamente a qualcuno che sta guardando e ascoltando attentamente questo messaggio vitale oggi.

Perché forse, negli anni passati o nei mesi recenti della tua complessa vita spirituale, hai erroneamente riflettuto sull’attività del nemico, minimizzando la sua letale pericolosità. Forse hai pensato che gli attacchi insidiosi di satana nella tua vita quotidiana fossero semplicemente delle banali tentazioni temporanee verso peccati minori e scusabili. Magari li hai declassati a mere distrazioni mondane, a momentanei sentimenti di scoraggiamento emotivo, o a fastidiosi ostacoli e fastidiose battute d’arresto per la tua gloriosa carriera personale.

E sì, senza ombra di dubbio, tutte queste subdole e frustranti tattiche psicologiche sono reali, e sono esattamente gli strumenti iniziali che egli usa abilmente per infiltrarsi nella tua sacra esistenza. Ma la macabra e viscerale scena dei maiali precipitati nell’abisso acquatico ci mostra inequivocabilmente qualcosa di infinitamente più oscuro, sinistro e spietato sulla sua vera natura. Ci svela senza pietà la sua effettiva e ultima intenzione finale riguardo al tuo prezioso e unico destino eterno e al destino di tutti coloro che ami profondamente.

L’antico nemico delle nostre anime immortali non sta semplicemente e pigramente cercando di rallentare il tuo promettente progresso spirituale e materiale in questa faticosa vita terrena. Non si accontenta e non si limita semplicemente a farti inciampare in qualche piccolo peccato di debolezza carnale per farti sentire in colpa davanti all’altare della chiesa domenicale. Non sta soltanto cercando, in modo meschino e infantile, di rendere la tua vita familiare o il tuo ambiente lavorativo leggermente più stressante, difficile o sgradevole.

Il suo reale, spietato e inconfessabile obiettivo finale, sin dal principio della creazione e della ribellione nel meraviglioso giardino primordiale, è sempre stato unicamente la tua assoluta, totale e irreparabile distruzione. Nel Vangelo di Giovanni, capitolo dieci, versetto dieci, il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo lo ha dichiarato e spiegato apertamente, senza mezzi termini, ai suoi attenti discepoli in ascolto. Ha detto con inequivocabile chiarezza: “Il ladro non viene se non per rubare, per uccidere, e infine per distruggere completamente ciò che ha invaso e contaminato con la sua oscura e malevola presenza”.

Il nemico non viene per causare piccoli inconvenienti quotidiani, non si manifesta semplicemente per darti fastidio o per rovinarti la bella giornata con un imprevisto passeggero. Egli viene con una furia infernale calcolata unicamente ed esclusivamente per rubare la tua immensa e profonda gioia spirituale, per uccidere i tuoi sogni sacri, e per distruggere totalmente il tuo glorioso e inestimabile potenziale eterno in Cristo. I duemila maiali scesi precipitosamente dalla collina non dovevano assolutamente e in alcun modo sopravvivere indenni a quel drammatico e letale incontro con le forze spirituali di estrema e pura oscurità.

E lascia che ti dica la nuda e cruda verità evangelica oggi: se l’antico nemico infernale riuscirà ad avere la meglio e ad ottenere pienamente la sua via nella tua vita terrena, non sopravviverai neanche tu a questo scontro titanico. Ma ecco che, proprio in questo preciso e buio punto narrativo della nostra straordinaria storia biblica, la sconfinata e inimmaginabile misericordia di Gesù mi lascia letteralmente senza alcun fiato e senza appropriate parole umane per descriverla degnamente.

Perché fermati a riflettere intensamente, con tutta l’intelligenza e la fede che possiedi nel tuo cuore, su ciò che è appena gloriosamente accaduto in questo incredibile scontro epocale e cosmico. Cristo avrebbe potuto facilmente e istantaneamente, lì su due piedi e in quel preciso istante solenne, spedire senza sforzo ogni singolo e ribelle demone di quella immensa legione giù nel profondo e tenebroso abisso. Avrebbe potuto rinchiuderli permanentemente, definitivamente, per sempre, ponendo fine alla loro millenaria storia di violenze e ingiustizie con un solo, sovrano e insindacabile comando della sua voce divina e creatrice.

Ma non l’ha fatto; non ha scelto quella via apparentemente più semplice, rapida, e immediatamente risolutiva che chiunque altro tra di noi avrebbe frettolosamente e logicamente scelto in un attimo di panico. Egli, invece, ha sovranamente e saggiamente permesso loro di deviare il loro corso invisibile e di entrare temporaneamente nella mandria di maiali al pascolo che si trovava nei remoti dintorni di quel luogo desolato. E devo confessarti apertamente che io, per molti anni di studio teologico e riflessione personale, ero solito leggere velocemente quel passaggio biblico e pensare confuso: perché mai, Signore, lo hai permesso?

Perché mai un Dio buono e giusto dovrebbe permettere una cosa del genere in primo luogo, causando un apparente danno economico e una tragedia animale non necessaria? Perché non mettere semplicemente e silenziosamente fine all’intera questione demoniaca proprio lì in quel preciso e isolato cimitero, senza ulteriori danni, spettacoli e stragi superflue tra la povera fauna locale? Ma più mi sono seduto in preghiera e silenziosa contemplazione profonda con questo enigmatico passaggio scritturale, più la rivelazione divina ha illuminato vividamente la mia mente umana offuscata.

Ho realizzato che Gesù non stava affatto agendo in modo indulgente, debole, o misericordioso verso quelle vili e spregevoli entità demoniache che lo supplicavano e tremavano di vero terrore cosmico ai suoi sacri e immacolati piedi impolverati. Al contrario, egli stava strategicamente orchestrando un piano perfetto e dimostrando una misericordia immensa, tangibile, e trasformativa verso quel povero uomo che era stato appena miracolosamente e straordinariamente liberato e salvato dall’inferno in terra. Perché ecco, in verità, cosa credo profondamente ed intimamente che sia accaduto e si sia realizzato in quel sublime momento spirituale gravido di un significato storico e teologico eterno e incommensurabile.

Se Gesù, il Figlio dell’Altissimo, si fosse semplicemente e silenziosamente limitato a scacciare i terribili demoni giù nell’immenso e insondabile abisso, in modo del tutto invisibile, senza fare rumore e senza destare alcun tipo di clamore pubblico tra la folla. Senza drammi apparenti, senza alcuno spettacolo visibile, e senza lasciare ai compaesani increduli una singola e inconfutabile prova concreta e tangibile di quella straordinaria, miracolosa e totale liberazione spirituale avvenuta nel cimitero maledetto e infestato. Quell’uomo, un tempo pazzo furioso e pericolo pubblico, sarebbe pacificamente e lucidamente tornato a camminare in salute verso la sua antica comunità, ma assolutamente nessuno tra gli abitanti della città avrebbe creduto alla sua folle storia di rinascita spirituale e guarigione della mente.

L’intera popolazione di Gadara avrebbe continuato a guardarlo con profondo sospetto, paura ancestrale, e implacabile pregiudizio, temendo di nascosto che la sua pazzia e la sua violenza demoniaca potessero riesplodere tragicamente in qualsiasi e inaspettato momento futuro. Ma la visibile e catastrofica distruzione di massa di quegli sventurati maiali precipitati in mare divenne l’eclatante, inconfutabile e innegabile prova materiale della miracolosa e completa e totale libertà di quell’uomo reietto e dimenticato da tutti e da Dio stesso.

L’ultimissimo atto malevolo e distruttivo compiuto e perpetrato da quei demoni disperati, prima di lasciare frettolosamente quella regione, divenne paradossalmente e ironicamente la più forte, rumorosa, e inconfutabile testimonianza di ciò che Gesù aveva gloriosamente e divinamente appena compiuto sulla terra per il genere umano perduto. La tenebrosa, perversa, e avida presenza demoniaca mira sempre a corrompere, uccidere e distruggere tutto ciò che di buono tocca, portando solo lacrime, lutto, angoscia e desolazione a tutti.

Ma il nostro glorioso Salvatore e Redentore, Gesù Cristo, possiede l’infinita ed esclusiva capacità divina di redimere gloriosamente sempre, costantemente e miracolosamente ogni cosa, persino la morte, il fallimento e l’oscura distruzione operata dal regno delle tenebre infernali. Il perfido nemico infernale e ingannatore delle nazioni intendeva che quella pacifica e verde collina diventasse inesorabilmente uno spaventoso e terrificante spettacolo della sua enorme e incontrastata potenza terrena su tutti quegli uomini ciechi, sordi, ed intimoriti del villaggio limitrofo. Gesù, invece, capovolse totalmente la tragica e caotica situazione con estrema supremazia celeste, trasformandola in una trionfante, indimenticabile e memorabile dimostrazione della sua compassionevole e infinita misericordia e sovranità salvifica sulla natura e sugli invisibili spiriti malvagi e decaduti.

E amato e caro in Cristo, prezioso fratello e amata sorella che mi ascolti, ho disperatamente e intimamente bisogno che tu ascolti questa verità con tutto il tuo spirito, mente e anima oggi: questa stessa medesima e immutabile promessa è rivolta anche e specificamente a te ora. Qualsiasi cosa orribile, ingiusta, e dolorosa il malvagio nemico abbia usato spietatamente per tentare di annientarti, schiacciarti e distruggere completamente la tua povera e fragile vita terrena nel corso di questi faticosi ed estenuanti e travagliati lunghi anni. Qualsiasi benedizione sfuggita, qualsiasi tuo caro, o qualsiasi prezioso e dolce sogno personale sia tragicamente precipitato giù nel vuoto del dirupo, si sia inabissato, e sia annegato tra le turbolente onde, perso in quello che ti sembra e appare crudelmente come un totale e incolmabile fallimento ed un definitivo e irrevocabile capolinea.

Cristo Gesù in persona non ha assolutamente e definitivamente finito con quella specifica storia distrutta, né con te, né con il tuo destino, perché Egli possiede la sovrana, magnifica e miracolosa abitudine quotidiana di capovolgere l’esito finale. Egli capovolge radicalmente la distruzione seminata e mietuta dal nemico trasformandola e plasmandola magistralmente in quelle che diverranno per sempre le sue più grandi, gloriose e incoraggianti testimonianze di grazia e rinascita da raccontare al mondo intero con immensa ed indescrivibile ed inesauribile ed eterna immensa e gloriosa immensa gioia.

Ma cosa accadde poi, concretamente e storicamente, allo sventurato e reietto uomo dopo tutta questa incredibile, spaventosa, magica ed esplosiva sequenza di miracolosi eventi divini che ha scosso e paralizzato per giorni l’intera e sbigottita popolazione limitrofa attonita e meravigliata dell’intera regione e nazione di confine dei Gadareni pagani impauriti da Gesù? Cosa ci insegna esattamente e praticamente la sua pacifica, lucida, sana e completamente trasformata vita successiva alla miracolosa liberazione spirituale, riguardo alla nostra reale, personale, immensa, sacra, profonda e incontestabile autorità di credenti vittoriosi sulla potenza e sulle insidie del diavolo menzognero che ci tenta nel mondo moderno ostile?

E quali sono dunque, in definitiva, le tre cruciali e fondamentali cose che puoi fermamente trarre oggi da questa epica e antica e profonda storia biblica per poterle da oggi stesso applicare concretamente, efficacemente e radicalmente, a partire da ora, in questo preciso e stesso glorioso momento solenne, a tutti gli aspetti della tua immensa e travagliata vita spirituale e carnale terrena e gloriosa vita? Abbiamo camminato pazientemente, intensamente, passo dopo passo, analizzando profondamente ogni singolo versetto ed aspetto celato di questa straordinaria e memorabile storia sacra fin qui, e ora voglio intensamente che tu guardi profondamente in essa, insieme a me, con una fede rinnovata per solo un altro vitale, breve, istruttivo, meraviglioso e potente momento di luce celestiale e spirituale assoluta verità eterna.

Sarò estremamente onesto, diretto, vulnerabile e spaventosamente trasparente e cristallino con te, aprendoti il mio povero cuore spezzato e fiducioso: c’è stata una lunga, dolorosa e buia stagione nella mia fragile vita umana passata in cui il male e il perfido nemico si facevano sentire in un modo soverchiante, pesante, opprimente e invincibile per il mio intelletto fallace debole e dubbioso credente ferito. Era un periodo oscuro, confuso, freddo ed estraniante, dove la fredda e cupa oscurità interiore e circostante sembrava risuonare nella mia fragile mente, confusa anima, stanco corpo in modo incredibilmente più forte e rumoroso, più tangibile, doloroso e persino più convincente, persuasivo e reale della divina verità biblica liberatoria scritta e predicata con forza profetica per millenni agli umili e fedeli servitori di Dio potente nel cielo.

Dovevo dolorosamente constatare in cuor mio che io stesso sapevo, leggevo, studiavo, e amavo intellettualmente le Scritture sante, sacre, ed eterne da tanto, tanto lungo tempo, a tal punto che avrei potuto eccellentemente citarle a memoria con un tono sicuro, preciso, dottrinalmente impeccabile e squisitamente dogmatico davanti a chiunque tra esperti e novizi studiosi ascoltatori attenti e distratti passanti casuali nei vari luoghi d’incontro pubblici rumorosi o intimi silenziosi cenacoli fedeli devoti adoratori. Ma da qualche parte remota e buia del mio stesso povero e debole e peccaminoso essere interiore tormentato diviso e in lotta tra lo spirito perfetto e la debole carne impura limitata che porta la morte al puro spirituale pensiero astratto, c’era qualcosa di non allineato e la dolorosa e incolmabile e profonda distanza emotiva e di fede interiore ed essenziale totale tra la mia razionale intelligenza distaccata oggettiva fredda ed astratta e il mio pulsante doloroso speranzoso palpitante caldo timoroso ma fiducioso in attesa ed emozionale vivo disperato ansioso e speranzoso sincero cuore si sentiva enorme, gigantesca ed estraniante ed incolmabile in quel brutto e buio e vuoto e triste momento e periodo e luogo desolato di tenebre.

E ti assicuro solennemente con verità, davanti all’immenso Dio eterno dei cieli supremi ed immensi creatore dell’universo perfetto amore compassionevole eterno ed infallibile e onnisciente, che fu proprio questa specifica, particolare, cruda, diretta e memorabile e potente ed unica e perfetta evangelica storia esatta, proprio questa scrittura sacra in questo meraviglioso e sacro testo di Marco, che finalmente cambiò e smosse miracolosamente qualcosa in me sbloccando la serratura della mia incredulità prigioniera. Perché miracolosamente e straordinariamente quando vidi ed immaginai vividamente nella mia mente umana aperta, ricettiva e illuminata spiritualmente dal soffio leggero divino del puro, forte, invincibile e invisibile immacolato e sacro vento onnipotente e vivo Spirito Santo rivelatore e divino maestro interiore Consolatore tutti quei demoni prostrati e disperatamente e innegabilmente messi in ginocchio arresi e piegati in assoluta, completa, terrorizzata sottomissione.

Quando rilessi attentamente la loro sbalorditiva e fondamentale domanda teologica esclamata con puro panico riguardo alla fine “sei tu qui prima del tempo prestabilito?”. Quando davvero compresi ed afferrai appieno che essi erano già, da immemore tempo di orrore infinito e caduta ribelle cosmica misteriosa, disperatamente terrorizzati, già intimoriti in una frenetica fuga ansiosa con la morte divina, già implorando per posticipare quel fatidico ineluttabile calcolato tragico momento tremendo atteso dell’abisso eterno. Qualcosa di profondo, forte, misterioso, audace, nuovo, vivificante, indomabile e vibrante si è sollevato all’improvviso vivamente nell’intimo celato del mio debole ed esitante cuore, dandomi forza e ha urlato in quel silenzio doloroso ed assordante dicendo inaspettatamente: “Allora perché sono io a vivere timorosamente dominato e avvolto sempre e continuamente e pateticamente in una tremante schiacciante debole dolorosa soffocante insopportabile e umiliante triste e disperata e cieca terrena e passeggera illusoria opprimente vana paura?”.

E prego intensamente Iddio eterno che quella medesima esatta cosa liberatoria ed immensa e divina risorga, si innalzi potente ed esploda incontenibile dentro le parti intime insondabili più nascoste in te stesso nel tuo profondo animo tormentato dal dubbio proprio questo luminoso benedetto giorno di grazia salvifica. Quindi, ascolta ed applica la parola, e lasciati dare ed offrire con cuore limpido sincero aperto felice preziosi saggi fondamentali insegnamenti vitali spirituali che tu potrai portare concretamente via stasera da questo video, trasferendoli stabilmente, con profonda, costante ed utile pratica e reale e feconda divina disciplina, nella tua effettiva vivente vera carnale temporanea ma bellissima complessa reale vita.

Tu, che ti riconosci e cammini fedelmente nei sentieri indicati, e che accetti gioiosamente devotamente ed umilmente le meravigliose leggi del nostro grande Cristo Redentore unico Signore onnipotente dei cieli universali eterni supremi perfetti e luminosi, hai da Egli stesso conferito un potere formidabile spirituale incommensurabile sovrannaturale immenso glorioso infallibile e sacro santo autorità totale. Tu non possiedi in alcun modo o diritto esclusivo meritorio questa divina potente incrollabile e spirituale vitale invincibile suprema autorità invisibile divina per merito, a causa di chi tu sei intrinsecamente nato come figlio perduto impuro imperfetto di Adamo nel mondo ostile perito misero, o delle tue singole buone oneste meritorie umane ed imperfette temporanee e spesso contraddittorie azioni e meritevoli opere umane deboli vane buone ma insufficienti fragili e macchiate povere caduche.

Tu la possiedi, la ricevi gratis, e ne fai uso regale costante e fruttuoso esclusivamente preziosamente meravigliosamente ed abbondantemente gloriosamente miracolosamente e potentemente per il meraviglioso motivo e profonda ragione di Colui che, in infinita pietà e misericordia scesa dai cieli eterni perfetti, vive per Grazia nello stesso identico misterioso e divino invisibile Santo tempio purificato ricostruito redento tempio dell’anima che pulsa in te dimorante eternamente regnante. L’apostolo Paolo, ispirato fedelmente dallo Spirito infallibile vivificante veritiero santo puro rivelatore nella sua formidabile potente ed eterna epistola perfetta meravigliosa infallibile epistola inestimabile immacolata magistrale epistola sacra Lettera profonda dottrinale stupenda ai fedeli sottomessi della maestosa capitale di Roma, capitolo otto sublime capitolo otto, al mirabile versetto undici dice con audace infallibile dogmatica immutabile assoluta gloriosa profetica suprema ed innegabile pura potente ed essenziale verità sublime.

Questo verso magnifico e fondazionale per l’intera teologia cristiana mondiale ortodossa pura ed eterna dice: “Lo stesso medesimo eterno identico infallibile immutabile Spirito immacolato supremo purificante di colui immensamente potente celeste creatore che ha vittoriosamente trionfalmente e gloriosamente innalzato e resuscitato con divina infinita suprema inarrestabile forza esplosiva l’unigenito amato e puro e immacolato preziosissimo e Santo puro Gesù dalla fredda umida tomba dalla polvere silenziosa dalla fredda tenebra sorda inesorabile prigione oscura della sconfitta biologica morte fisica. Vive e fissa stabilmente inequivocabilmente miracolosamente e meravigliosamente costantemente eternamente fedelmente e dolcemente gioiosamente la sua dimora interiore profonda purificata protetta eterna interiore all’interno intimo viscerale dell’anima luminosa di ogni singolo umile pentito genuino vero peccatore lavato dal sangue prezioso redento umile salvato convertito ubbidiente in Cristo puro unico innamorato e consacrato credente”.

Lo stesso Gesù Cristo immortale eterno a cui la malvagia orda oscura numerosa spaventosa armata terribile demoniaca chiamata tragicamente per la sua vastità numerica “Legione” si è arresa piegandosi, chinandosi tremando disperatamente temendo l’oscurità ed ha ossequiato genuflessa ed ha paurosamente prostrato a terra tutto il suo arrogante ribelle millenario invincibile orgoglio. Quel medesimo identico Salvatore compassionevole amorevole invincibile forte divino Signore unico glorioso e onnipotente giusto Giudice eterno e benevolo Dio grande ha ora scelto per insondabile e sovrana grazia insondabile di prendere la residenza ufficiale costante continua dolce e permanente intima ed invincibile nel tempio purificato consacrato dedicato del tuo fragile e rinnovato bellissimo spirito umano debole ma forte immortale vivo forte eterno spirito e cuore umano nuovo puro e santo.

Questo comporta inequivocabilmente e straordinariamente significa a livello pratico operativo militare angelico vittorioso e cosmico soprannaturale reale e definitivo trionfo che i demoni antichi e spregevoli vigliacchi non hanno né possederanno mai la minima microscopica e teorica e astratta scelta opzione e possibilità di snobbare ignorare la tua voce santa quando tu coraggiosamente fieramente audacemente ed obbedientemente stai ben saldo immobile guerriero preparato invincibile protetto nel suo santo glorioso onnipotente invincibile terribile divino maestoso imbattibile eterno temibile santo prezioso nome di battaglia vittoria nome glorioso. E voglio ricordarti con intensa profonda sincera passione amorevole paterna e pastorale saggezza evangelica chiara e innegabile che tu, come fedele servitore glorioso figlio del Re immortale eterno dei cieli onnipotente sovrano misericordioso re santo di giustizia suprema gloria assoluta immensa, non stai lottando faticosamente disperatamente dolorosamente ed incertamente per ottenere in extremis e a stento guadagnare la vittoria spirituale dubbia precaria finale dubbiosa.

Tu stai coraggiosamente e felicemente e saldamente ed audacemente combattendo ed agendo trionfante ogni tua singola battaglia terrena invisibile spirituale mistica temporanea umana dolorosa a partire e partendo e originando potentemente costantemente solidamente dalla solida roccia fondamento eterna e incrollabile promessa di vittoria già pienamente storicamente e divinamente eternamente meravigliosamente stabilmente gloriosamente acquisita perfetta e vinta ed inalienabile in Cristo onnipotente unico Salvatore Re. Quell’uomo liberato, a Gadara, ha avuto un epocale incontro, personale salvifico trasformatore radicale e unico con il Dio incarnato che ha sconvolto annullato e disintegrato le catene oscure spaventose demoniache, e lo stesso Cristo onnipotente è ugualmente accessibile, invocabile e pronto a incontrare e liberare salvare gloriosamente redimere santificare salvare a te oggi stesso nel silenzio di questa stessa stanza in preghiera.

Non dimenticare che ogni commento che lasci, e tutto ciò che provi intimamente dopo aver ascoltato con sincero ed aperto docile cuore spezzato umile devoto questa verità profetica suprema dottrinale evangelica salvifica rivelata e predicata oggi qui fedelmente apertamente umilmente, è un puro dono spirituale invito divino amorevole a crescere maturare resistere vincere e testimoniare. Se desideri continuare e procedere e avanzare in questo nostro lungo appassionante vitale illuminante istruttivo ed inesauribile misterioso cammino profondo viaggio di approfondimento costante studio ed amore per la sacra purissima immortale parola viva divina infallibile ispirata, iscriviti ed assicurati di partecipare e gioire ascoltare comprendere imparare applicare condividere trasmettere predicare a voce questa gloriosa promessa e rivelata teologia profonda della sublime maestà evangelica della parola ed eterna viva potenza immortale.

E rammenta ed incidi e custodisci costantemente e profondamente nel tuo essere e ricorda infine questa definitiva e rincuorante immensa vitale rassicurante e gloriosa e divina fondamentale meravigliosa inestimabile preziosa e consolante pacifica verità eterna immutabile della fede e fondamento santo infallibile immutabile universale glorioso per i credenti trionfanti pellegrini felici. Il grande oscuro perfido millenario malvagio infernale nemico spirituale ed accusatore delle povere deboli anime smarrite tormentate erranti ingannate doloranti stanche, conosce già tristemente tragicamente terrorizzato spaventato ed inevitabilmente umiliato sconfitto paralizzato dal tremendo orrore del fuoco e dell’abisso eterno tenebroso, come l’intera la sublime la stupenda e grandiosa opera maestosa immensa opera e storia epica e cosmica epocale divina e eterna meravigliosa cosmica e sacra si concluderà. Assicurati vivamente saldamente fortemente sinceramente fedelmente e fermamente fiduciosamente saggiamente ed audacemente credente devoto che anche tu cristiano sappia in modo certo felice costante dogmatico luminoso ed incrollabile saldo e lieto sereno felice, nel tuo prezioso amato devoto purificato e dolce unico piccolo cuore rassicurato consolato amato vivificato risorto santo tempio divino di carne e vivo, come essa si concluda trionfante.