L’ultimo abbraccio a Muriel Oddenino: il mare diventa la casa eterna della giovane biologa
Il silenzio che ha avvolto la parrocchia di Santa Maria Maggiore a Poirino, in provincia di Torino, è stato rotto solo dal suono sommesso di un dolore collettivo, profondo e inconsolabile. La comunità si è riunita per l’ultimo, struggente saluto a Muriel Oddenino, la biologa di 31 anni tragicamente scomparsa lo scorso 14 maggio durante un’immersione nelle acque delle Maldive, una tragedia che ha spezzato insieme a lei le vite di altri quattro subacquei: Federico Gualtieri, Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal e Gianluca Benedetti.
Accanto alla bara bianca, adornata da fiori candidi, il padre Andrea ha regalato ai presenti un momento di intimità straziante. Con voce rotta ma intrisa di tenerezza, ha rievocato i ricordi di una Muriel bambina, intenta a imparare ad andare in bicicletta o sui pattini per le vie del paese. “Spero che non abbia avuto paura”, ha confessato con onestà disarmante, rivelando di essersi perso, nei giorni scorsi, in quel pensiero fisso sugli ultimi istanti vissuti dalla figlia in quella grotta sottomarina, cullando l’unica speranza che qualcuno le sia stato accanto fino alla fine.

Il sindaco di Poirino, Nicolas Spadalino, ha proclamato il lutto cittadino, un gesto che ha visto una partecipazione corale, con tantissime persone rimaste all’esterno della chiesa ad ascoltare la funzione tramite gli altoparlanti. Le ceneri di Muriel, come è stato annunciato, saranno disperse nel mare di Finale Ligure, quel luogo che per la giovane scienziata non era solo una meta, ma un pezzo di cuore. “Il mare era il suo grande sogno, ora ne è diventata parte”, hanno ricordato con infinita tristezza i fratelli Guido e Thomas, provando a dare forma a un vuoto che appare incolmabile.
Durante l’omelia, don Domenico Cravero ha tracciato un profilo luminoso di Muriel, invitando i presenti a non lasciarsi soffocare dall’oscurità del lutto, ma a ricordare la sua gioia di vivere e la sua dedizione professionale. La giovane biologa dell’Università di Genova non era solo una studiosa, ma una ricercatrice impegnata attivamente sul fronte dei cambiamenti ambientali, convinta che il proprio lavoro fosse una missione per la tutela del pianeta e il benessere delle generazioni future. Un’eredità, quella di Muriel, che oggi trasforma il dolore in un messaggio di speranza e solidarietà.
Il sacerdote ha voluto inoltre rendere omaggio al gesto di profonda umanità compiuto dai sub locali delle Maldive, che si sono prodigati nel recupero delle salme senza chiedere alcun compenso, un gesto di altruismo che in un momento così drammatico ha rappresentato un faro di luce. Le parole della famiglia Oddenino hanno infine richiamato i valori che hanno sempre guidato la vita di Muriel: la pace, la vicinanza e l’aiuto reciproco.

Muriel Oddenino viveva con quella meraviglia tipica di chi osserva il mondo con occhi puri, cercando costantemente di comprenderne i segreti più profondi. Sebbene la sua corsa si sia fermata prematuramente tra le correnti dell’Oceano Indiano, il suo ricordo continuerà a essere una presenza costante per la comunità di Poirino e per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incrociare il suo sguardo limpido. Il mare, che tanto l’aveva attratta in vita, oggi diventa il suo abbraccio più grande, il custode eterno di un sogno che, pur spezzato, continua a vibrare nel cuore di chi resta.