La risposta da brividi di Anthony Borges alle scuse del killer di Parkland: “Non ho paura, lui ha scelto di sparare, io scelgo di cambiare il mondo”
Il giorno della dichiarazione di colpevolezza di Nikolas Cruz per il massacro della Marjory Stoneman Douglas High School rimarrà impresso nella storia della giustizia americana, ma a catturare l’attenzione del mondo intero è stata la straordinaria dignità di uno dei sopravvissuti. Anthony Borges, il giovane eroe che durante la sparizione di Parkland del 2018 fece da scudo umano con il proprio corpo per salvare la vita a venti compagni di classe, ha parlato pubblicamente subito dopo l’udienza in tribunale. Intervistato dalla giornalista Brook Schafer della CBS, il ragazzo ha condiviso i sentimenti profondi e la totale assenza di timore provati nel trovarsi nuovamente nella stessa stanza con l’attentatore.
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Alla domanda diretta su cosa avesse provato nel vedere Nikolas Cruz entrare nell’aula di giustizia e se credesse alla sincerità delle sue scuse pubbliche, Anthony Borges ha risposto con una maturità e una lucidità disarmanti. Il giovane ha dichiarato di non aver provato alcuna paura, sottolineando come Cruz sia semplicemente un essere umano esattamente come lui. Con parole semplici ma dal peso specifico enorme, Borges ha rimarcato la piena responsabilità individuale del killer, affermando che l’imputato ha preso la deliberata decisione di sparare all’interno della scuola e che ora, inevitabilmente, si trova ad affrontare le conseguenze legali delle sue azioni.

Nel corso dell’intervista, Anthony ha voluto distanziarsi nettamente da qualsiasi dinamica di vendetta personale o di giudizio supremo. Ha infatti chiarito che non spetta a lui il diritto o la responsabilità di decidere se il carnefice debba vivere o morire, lasciando tale gravoso compito interamente nelle mani della giustizia istituzionale. La sua vera e unica decisione, ha spiegato con evidente commozione, è quella di concentrare tutte le proprie energie per diventare una persona migliore, con l’obiettivo a lungo termine di cambiare il mondo affinché nessun altro bambino o adolescente debba mai più subire un’esperienza così devastante. Il dolore per quanto accaduto rimane vivo e lacerante, ma la volontà di andare avanti supera ogni forma di risentimento.
Nonostante la straordinaria forza d’animo dimostrata davanti alle telecamere, la realtà quotidiana di Anthony Borges rimane fortemente segnata dalle drammatiche conseguenze fisiche di quel giorno. Il giovane porta ancora sul corpo le gravissime ferite d’arma da fuoco inflitte da Cruz. Come confermato pubblicamente dal suo avvocato difensore a margine dell’udienza, il ragazzo non ha ancora recuperato la piena funzionalità delle dita dei piedi e il suo percorso medico è tutt’altro che concluso, essendoci la concreta possibilità che debba sottoporsi a ulteriori e complessi interventi chirurgici in futuro per cercare di ripristinare la mobilità compromessa. La sua battaglia per la vita continua, trasformandosi da un dramma personale in un potente messaggio universale di speranza e resilienza.