Giallo a Civitella Alfedena: la misteriosa scomparsa di due sorelline e l’ombra di un piano familiare segreto
Il silenzio che avvolge la scomparsa della dodicenne Alisia e della sorella sedicenne Sara, svanite da una casa famiglia di Civitella Alfedena nell’aquilano da oltre dieci giorni, è stato squarciato dalle clamorose dichiarazioni del fidanzato diciottenne della ragazza più grande. Il giovane, ascoltato a lungo dai carabinieri e intervenuto successivamente anche sui canali televisivi, ha manifestato una convinzione lucida e terribile che sposta l’asse delle indagini: le ragazze non sarebbero scappate da sole, ma qualcuno le avrebbe prese. Secondo la sua ricostruzione, dietro l’intera vicenda non ci sarebbe l’impulso di due adolescenti, bensì la regia accurata di un adulto, un membro della famiglia che avrebbe pianificato e agevolato l’allontanamento notturno, sfruttando la vulnerabilità delle due sorelle.

Il racconto del diciottenne introduce elementi di forte tensione emotiva e solleva interrogativi inquietanti sulla condotta della madre delle minori. Il ragazzo ha infatti riferito l’esistenza di una presunta lettera scritta dalla donna e indirizzata alle figlie, nella quale si prometteva un intervento imminente per portarle via dalla struttura di accoglienza, anche durante le ore notturne e, se necessario, ricorrendo alla forza. Questo dettaglio, se trovasse riscontro formale nei rilievi degli inquirenti, configurerebbe uno scenario di premeditazione ben distante dalla tesi di una bravata adolescenziale. Ma le rivelazioni del giovane non si fermano qui: ha menzionato agli investigatori la presenza di una casa isolata in montagna, un immobile che la madre avrebbe acquistato di recente mantenendo l’operazione finanziaria al di fuori dei canali ufficiali e senza che la proprietà risultasse registrata a suo nome. Una vera e propria base logistica nascosta che la Procura di Sulmona sta valutando con estrema attenzione come possibile rifugio per le fuggitive.
La vicenda si inserisce in un contesto di profonda e logorante conflittualità familiare. Il giovane testimone, che aveva conosciuto la sedicenne all’interno della medesima struttura protetta, ha voluto precisare che tra le ragazze e il padre non vi erano tensioni, descrivendo il rapporto in termini assolutamente positivi e difendendo l’operato della casa famiglia dalle accuse mosse dall’uomo. Il padre, a seguito di una separazione legale estremamente complessa e dolorosa, aveva infatti avviato una dura battaglia giudiziaria contro l’ex coniuge, culminata con l’ottenimento della potestà genitoriale esclusiva sulla figlia maggiore. Dal momento esatto della sparizione, ogni canale di comunicazione con le ragazze si è interrotto bruscamente. Il fidanzato ha confessato il proprio sconforto per la mancanza di messaggi, ricordando però come negli ultimi giorni Alisia apparisse visibilmente mutata nell’atteggiamento, appesantita da un segreto che sembrava voler confidare ma che non è mai riuscita a verbalizzare.
Attualmente, la Procura indaga formalmente per l’ipotesi di reato di sottrazione di minori e i carabinieri stanno passando al setaccio ogni minimo indizio. Durante le perquisizioni effettuate nella stanza occupata dalle due sorelline, i militari hanno rinvenuto foglietti di carta, appunti e brevi scitti che potrebbero contenere messaggi in codice o indicazioni crittografate utilizzate dalle giovani per coordinare le fasi della fuga con i loro complici esterni. Un ulteriore fronte investigativo riguarda l’analisi accurata dei tabulati telefonici e delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza stradale posizionate nei pressi del comune aquilano. I dati relativi alla notte tra il sei e il sette giugno evidenziano un transito insolitamente elevato di autovetture lungo le arterie principali della zona. Tuttavia, l’accertamento della verità si scontra con un ostacolo tecnico non indifferente: il perimetro immediato e gli accessi della casa famiglia non erano coperti da sistemi di videosorveglianza diretta, rendendo estremamente complesso per gli investigatori stabilire con esattezza quale veicolo abbia effettivamente prelevato le due minorenni e in quale direzione si sia diretto. Le ricerche proseguono senza sosta in tutta la regione, mentre gli inquirenti mantengono il massimo riserbo senza escludere alcuna pista.