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Sono stata bandita dal lussuoso matrimonio di mia sorella ma il mio scatto alla torre eiffel fece 4m

Ciao, mi chiamo Joanna e sto per raccontarvi la storia incredibile di come la mia vita sia stata stravolta per sempre in pochissimo tempo. Mia sorella Valentina mi ha cacciata in malo modo dal suo lussuoso e chiacchieratissimo matrimonio costato la bellezza di trecentomila euro in totale. Credeva fermamente che io fossi una persona troppo ordinaria e banale per poter comparire nelle sue patinate e perfette fotografie ricordo delle nozze.

Me lo ha urlato praticamente in faccia con cattiveria, davanti a tutta la nostra famiglia riunita in quel momento e senza provare alcun senso di colpa. Ha detto chiaramente, scandendo bene ogni parola, che non voleva assolutamente che io rovinassi il suo giorno più speciale con la mia ingombrante presenza. Così, mentre lei sposava un finto milionario in una sfarzosa villa sul Lago di Como, io mi trovavo a passeggiare per le pittoresche strade di Parigi.

Nella capitale francese avevo portato con me pochissime cose, ma non mi ero separata dalla mia vecchia e fidata macchina fotografica analogica. Non potevo minimamente sapere o immaginare che quel viaggio improvvisato avrebbe cambiato in modo così radicale e definitivo il corso del mio intero destino. Lì, in un attimo di pura magia notturna, ho scattato una foto alla Torre Eiffel che in pochissimo tempo è diventata incredibilmente virale sul web.

Quell’immagine semplice ma densa di significato ha raggiunto rapidamente oltre quattro milioni di visualizzazioni in tutto il mondo intero e su svariate piattaforme. Un’importante e rinomata agenzia fotografica internazionale mi ha notata tra la folla di talenti emergenti e mi ha offerto un contratto lavorativo davvero straordinario. Si trattava di un accordo professionale a lungo termine del valore economico complessivo di ben mezzo milione di euro, una cifra che non riuscivo a concepire.

Nel frattempo, proprio mentre la mia carriera decollava vertiginosamente verso il successo inaspettato, Valentina ha scoperto a sue spese la vera natura dell’uomo che aveva appena sposato. Suo marito, l’uomo perfetto ed elegante che tutti invidiavano, l’aveva ingannata fin dal primo giorno e sposata esclusivamente per mettere le mani sui soldi di nostro padre. Prima di continuare con i dettagli più succosi di questa lunga storia, vi chiedo la cortesia di dirmi da dove mi state ascoltando o leggendo in questo istante.

Scrivete subito nei commenti qui sotto l’ora esatta in cui state leggendo e il luogo preciso del mondo in cui vi trovate adesso. Io leggo sempre tutto con grande attenzione e passione, perché mi piace moltissimo conoscere le storie e le provenienze dei miei affezionati ascoltatori. Ma facciamo un piccolo passo indietro nel tempo per contestualizzare meglio i fatti, e torniamo esattamente a sei mesi prima del tanto atteso matrimonio.

Tutto è iniziato in un periodo che sembrava apparentemente tranquillo, felice e del tutto normale per la vita quotidiana della nostra agiata famiglia. Valentina è sempre stata considerata la figlia perfetta, quella che non sbagliava mai un colpo e che eccelleva in ogni cosa che faceva. Era indubbiamente la ragazza obbediente e studiosa che nostro padre adorava letteralmente sopra ogni altra cosa presente al mondo, il suo grande orgoglio.

Lei aveva studiato duramente e si era laureata in economia alla prestigiosa università Bocconi di Milano, ottenendo voti eccellenti e lodi accademiche da tutti i professori. Subito dopo la sofferta e brillante laurea, aveva iniziato a lavorare a tempo pieno nell’azienda alberghiera di famiglia con un successo clamoroso e immediato. Io, al contrario, ero sempre stata etichettata da tutti i parenti come la figlia artista, sognatrice, ribelle e inconcludente che non avrebbe mai combinato nulla.

Avevo scelto consapevolmente di frequentare la caotica Accademia di Belle Arti, ignorando completamente le pressanti aspettative paterne e i consigli su una carriera sicura. Non avevo infatti alcuna intenzione di seguire le orme di mio padre nel freddo e spietato mondo degli affari, dei grafici e dei profitti aziendali. Vivevo in un minuscolo, rumoroso e caotico monolocale in affitto situato nel cuore pulsante e artistico del quartiere di Trastevere a Roma, arrangiandomi come potevo.

Sopravvivevo a fatica guadagnando pochissimi soldi e scattando umili fotografie per battesimi, feste di compleanno e piccoli eventi di quartiere senza alcuna pretesa. Nostro padre, il signor Alessandro Martinelli, era un uomo molto potente, autoritario e profondamente rispettato nell’ambiente dell’imprenditoria italiana ad altissimo livello. Possedeva e gestiva con pugno di ferro una rinomatissima e costosa catena di hotel di extra lusso, con strutture prestigiose sparse in tutta Italia.

Valentina, con la sua laurea e la sua mentalità manageriale impeccabile, era stata designata fin da piccola come la sua unica, logica e naturale erede universale. Io, per lui, rappresentavo soltanto una cocente, costante e continua delusione che preferiva ignorare o nascondere accuratamente agli occhi dei suoi colleghi d’affari. Ricordo ancora perfettamente e con estrema lucidità il giorno in cui Valentina, raggiante di felicità, arrivò a casa nostra per presentare a tutti Riccardo.

Era un uomo molto alto, incredibilmente elegante e sempre vestito con costosi abiti sartoriali dal taglio impeccabile e scarpe in pelle lucidate a specchio. Riccardo parlava fluentemente e senza il minimo accento quattro lingue diverse e lavorava ai vertici del mondo dell’alta finanza internazionale tra Londra e New York. Papà ne fu immediatamente entusiasta e ammirato fin dal primo istante in cui incrociò il suo sguardo sicuro e gli strinse vigorosamente la mano con forza.

Finalmente è entrato in questa casa un vero uomo, un professionista degno e all’altezza della reputazione della famiglia Martinelli, esclamò con orgoglio quella sera a cena. Valentina, seduta orgogliosamente accanto al suo nuovo compagno, brillava di luce propria esattamente come se fosse stata il diamante più puro e prezioso del mondo. Io, come al solito, me ne stavo seduta in silenzio all’angolo opposto del lungo e sfarzoso tavolo di cristallo, cercando di rendermi il più possibile invisibile.

Durante il delicato momento in cui i camerieri servivano il dessert, Valentina si alzò in piedi e annunciò ufficialmente a tutti il loro imminente fidanzamento. Papà, letteralmente fuori di sé dalla gioia irrefrenabile per la notizia, corse in cantina e aprì lo champagne d’annata più costoso della sua intera collezione privata. Nostra madre, da sempre donna emotiva e sensibile, iniziò a piangere calde e copiose lacrime di pura felicità e commozione per la figlia maggiore.

Io sorrisi sinceramente dal mio angolo buio della tavola, alzai il calice in segno di brindisi e augurai loro tutto il bene e la felicità di questo mondo. Tuttavia, una vocina insistente e fastidiosa dentro di me continuava a sussurrarmi che ci fosse qualcosa di profondamente strano e stonato nel comportamento di Riccardo. Il modo quasi avido e calcolatore in cui i suoi occhi si illuminavano parlando del patrimonio immobiliare e degli investimenti di papà era sottilmente inquietante.

Quell’uomo faceva domande eccessivamente dettagliate, mirate e specifiche sull’immenso patrimonio economico e sulle proprietà fondiarie della nostra influente famiglia. Ma in fondo chi ero io per giudicare le scelte sentimentali di mia sorella e il formidabile intuito imprenditoriale di mio padre che tanto ammirava quell’individuo? Alla fin fine, ero solo e unicamente la sorella povera, quella con la testa tra le nuvole che non capiva assolutamente nulla di bilanci, azioni e grandi affari.

Le settimane successive a quella cena memorabile si trasformarono rapidamente in un vortice caotico, stressante e inarrestabile di preparativi frenetici in vista delle nozze. Valentina aveva deciso di non badare a spese e aveva assunto un famoso e costosissimo wedding planner per organizzare minuziosamente l’evento dell’anno. Era lo stesso rinomato professionista del settore che curava regolarmente e con successo i matrimoni sfarzosi di calciatori famosi, cantanti pop e attori hollywoodiani in voga.

Voleva a tutti i costi che ogni singolo dettaglio floreale, culinario e musicale fosse assolutamente e indiscutibilmente perfetto e lussuoso sotto ogni punto di vista. Desiderava spasmodicamente un matrimonio che fosse soprattutto perfetto dal punto di vista estetico, pronto per essere pubblicato e ammirato senza sosta su Instagram. Il mio matrimonio sarà ricordato da tutti come l’evento mondano assoluto dell’anno, continuava a ripetere in modo ossessivo, compiaciuto e snervante a chiunque incontrasse.

Tutta l’alta società, i giornali e la gente comune parleranno di me, del mio abito e della mia ineguagliabile festa per tutti i mesi a venire, diceva con immensa fierezza. Un piovoso pomeriggio di novembre, decise inspiegabilmente di convocarmi con urgenza nel suo elegante e asettico ufficio dirigenziale situato nel centro della città. Era seduta in posizione autoritaria dietro un’imponente scrivania di cristallo temperato che offriva una vista mozzafiato, e oggettivamente magnifica, sulle guglie del Duomo di Milano.

Joanna, siediti subito perché dobbiamo parlare molto seriamente di una questione delicata, mi disse in tono perentorio senza nemmeno degnarmi di un saluto affettuoso. Ho percepito immediatamente un tono di voce gelido, distaccato e innaturale che non prometteva nulla di buono per le sorti della nostra conversazione imminente. Certo, dimmi pure tutto quello che devi dirmi, le ho risposto lentamente, sedendomi sul bordo della poltrona in pelle e cercando di mantenere la calma interiore.

Lei ha afferrato con decisione il suo iPad di ultima generazione dalla scrivania e ha iniziato a mostrarmi una lunga e accurata serie di fotografie in digitale. Erano tutte immagini che mi ritraevano nella mia quotidianità, prese direttamente e senza alcuna autorizzazione dai feed pubblici dei miei vari profili social network. C’ero io, sorridente e spensierata, in jeans strappati e con una maglietta sdrucita mentre passeggiavo davanti alla maestosità storica del Colosseo in una domenica di sole.

In un’altra immagine c’ero io con i capelli completamente arruffati dal vento di mare mentre mangiavo con gusto una verace pizza napoletana fumante ai tavoli di una pizzeria. E c’ero ancora io che ridevo a crepapelle fino alle lacrime insieme a un gruppo di cari amici artisti ai tavolini di un vecchio bar popolare di Roma. È davvero questo il tuo incomprensibile e misero stile di vita quotidiano? mi ha domandato all’improvviso, con un’espressione del viso che trasudava puro e sincero disgusto.

Valentina, ascoltami, sono solo foto casuali e divertenti fatte tra amici nei rari momenti di totale spensieratezza e libertà, ho provato a giustificarmi debolmente balbettando. Esattamente, hai centrato in pieno il punto focale del problema: sei disperatamente casual e troppo ordinaria in tutto ciò che fai e che sei, ha sentenziato lei con cattiveria. Il mio matrimonio sarà, per sua stessa definizione e per i soldi spesi, l’esatto e opposto contrario del concetto di casual e del concetto di ordinario, credimi.

Ha chiuso la custodia dell’iPad con un gesto brusco, rumoroso e carico di un’irritazione mal trattenuta nei confronti della mia semplice e modesta persona. Ho riflettuto a lungo e molto seriamente su questa incresciosa situazione che ti riguarda, e alla fine ho preso una decisione ferma, drastica e del tutto irrevocabile. Non voglio assolutamente e per nessun motivo al mondo che tu sia presente e visibile nelle fotografie ufficiali del mio perfetto matrimonio da favola.

Ho sentito il mio cuore fermarsi per un istante che mi è sembrato infinito all’interno del petto, bloccandomi persino il respiro per la sorpresa e il dolore. Cosa stai dicendo? ho balbettato a fatica, completamente incredula, scioccata e disarmata di fronte a una tale dose di inaspettata crudeltà gratuita e superficialità da parte sua. Puoi tranquillamente venire ad assistere alla cerimonia religiosa, certo, ma dovrai restare rigorosamente nascosta nelle retrovie della chiesa per tutto il tempo necessario.

Questo significa che non ci saranno foto di gruppo con te, nessuna foto in chiesa insieme alla famiglia e assolutamente nessuna foto durante il sontuoso ricevimento serale. Il rinomato fotografo che ho strapagato ha già ricevuto indicazioni e istruzioni categoriche e molto precise per non includerti in nessuno scatto importante o di rito. Lacrime calde e amare di frustrazione e profonda umiliazione hanno iniziato a pungermi gli occhi all’improvviso, offuscandomi la vista del suo bel viso truccato.

Valentina, ti prego, ma io sono tua sorella, abbiamo lo stesso sangue, come puoi chiedermi o impormi una cosa del genere nel giorno più felice della tua vita? Ed è proprio per questo preciso e logico motivo che te lo sto comunicando di persona e con tanto, tantissimo anticipo rispetto alla data stabilita, ha replicato lei senza scomporsi. Voglio che tu abbia a disposizione tutto il tempo necessario per prepararti mentalmente e psicologicamente ad affrontare questa mia inderogabile esclusione dal set fotografico.

Il giorno del mio attesissimo matrimonio deve rasentare in tutto e per tutto, dall’inizio alla fine dell’evento, la più assoluta, inattaccabile e pura perfezione visiva. Ogni singola fotografia scattata in quell’occasione dai professionisti dovrà essere un capolavoro estetico, degna senza alcun dubbio di finire dritta sulla copertina della rivista Vogue. Con il tuo sciatto stile bohémien e con la tua perenne aria trasandata da artista fallita rovinaresti irrimediabilmente la delicata armonia estetica dell’intero evento nuziale.

Posso comprare dei vestiti costosi e vestirmi in modo elegante se lo desideri, ti giuro sulla mia vita che posso impegnarmi a farlo, ho provato a supplicarla in un sussurro disperato. Non è solo ed esclusivamente una banale questione di abiti o di trucco, Joanna, mettiti bene in testa che sei proprio tu l’unico, vero e insormontabile problema di fondo. È il tuo atteggiamento costante verso la vita, la tua misera postura, il tuo modo di essere sbagliato e il tuo modo grossolano di portarti in mezzo alle persone importanti.

Sei una persona decisamente troppo spontanea, eccessivamente naturale e pericolosamente imprevedibile per i miei gusti raffinati e per le aspettative dei miei ospiti di riguardo. Io cerco ossessivamente il glamour assoluto, voglio garantire la massima eleganza e l’estrema raffinatezza in ogni singolo istante della mia festa, senza correre il rischio di cadute di stile. Sono uscita in fretta e furia dal suo lussuoso ufficio dai pavimenti in marmo piangendo silenziosamente per la vergogna e sentendomi trattata peggio di uno straccio vecchio e inutile.

Sono tornata in treno, con l’animo a pezzi, nel mio piccolo e modesto appartamento di Roma e ho guardato a lungo e con occhi nuovi le mie fotografie appese ai vecchi muri sbrecciati. Erano scatti intimi e sinceri di tramonti malinconici, di bambini sporchi di fango che giocavano felici nelle piazze e di anziani pensionati che sorridevano sereni sulle panchine dei parchi pubblici. Rappresentavano nella loro essenza dei momenti di vita veri, spontanei, genuini e non messi in posa per apparire falsamente migliori o superiori a ciò che si è realmente in quel momento.

Eppure, presa dallo sconforto più totale e annientante, ho iniziato a pensare che forse, in fondo in fondo al suo cuore arido, Valentina avesse tutte le ragioni del mondo a vergognarsi profondamente di me. Forse io ero davvero una persona troppo ordinaria, incredibilmente banale e visivamente inadeguata per poter far parte di diritto del suo mondo finto e dorato di perfezione artificiale. Quella stessa sera, immersa nella tristezza più buia, ho ricevuto una lunghissima e inaspettata telefonata da parte di nostra madre, che aveva il tono di voce teso e preoccupato.

Joanna, tesoro mio carissimo, ti chiamo perché purtroppo Valentina mi ha appena raccontato per filo e per segno i dettagli della vostra spiacevole e dura conversazione di oggi pomeriggio. Mamma, lo sai che tua figlia maggiore non vuole nemmeno che io, la sua unica sorella, compaia per sbaglio nelle foto ricordo del suo stesso matrimonio? ho chiesto singhiozzando al telefono. Lo so benissimo, tesoro mio, e capisco perfettamente che questa assurda decisione ti ferisca nel profondo dell’anima spezzandoti il cuore in mille piccoli frammenti di dolore.

Ma ti prego di fare uno sforzo e devi cercare di capire la sua fragile posizione emotiva, Valentina ci tiene tantissimo all’opinione pubblica e alla forma. Questo matrimonio faraonico è un traguardo sociale ed economico importantissimo, sia per la sua scalata personale che per il prestigio intoccabile di tutta la nostra ricca famiglia borghese. Papà ha invitato alla festa clienti di altissimo prestigio internazionale, banchieri influenti e partner commerciali di livello mondiale che non possiamo assolutamente permetterci di deludere in alcun modo.

Si tratta in fondo anche di un fondamentale e strategico evento di pubbliche relazioni aziendali mascherato da festa nuziale, mi ha spiegato la mamma cercando di trovare parole confortanti che non c’erano. Quindi questo significa che io devo nascondermi per tutto il tempo come un orribile segreto oscuro perché metto gravemente in imbarazzo il nome e il blasone della mia stessa famiglia? Mamma ha sospirato pesantemente e rumorosamente dall’altra parte della cornetta del telefono, non sapendo evidentemente come gestire la mia sacrosanta e legittima rabbia ferita in quel momento delicato.

Non dire queste sciocchezze esagerate, nessuno in questa casa si vergogna della tua presenza, Joanna, te lo posso garantire io con il cuore in mano di madre affettuosa. È solo che, in un momento di enorme stress organizzativo come questo, Valentina desidera disperatamente che ogni cosa, ogni fiore e ogni scatto sia assolutamente controllato e perfetto. E io, evidentemente a causa dei miei difetti fisici e del mio modo di fare ribelle, non rientro affatto nei suoi rigidissimi e ossessivi canoni di perfezione estetica e formale.

Tu sei una ragazza meravigliosa e assolutamente perfetta a modo tuo, cara mia, ma ti chiedo di valutare se per questa volta potresti fare uno sforzo e un piccolo sacrificio d’orgoglio per il bene comune. Potresti assecondare questa sua folle mania di controllo e accontentare tua sorella in un giorno per lei così stressante, delicato e denso di enormi aspettative pubbliche, mi ha suggerito dolcemente per farmi cedere. Ho riattaccato il ricevitore del telefono sentendomi all’improvviso più sola, incompresa, triste e tragicamente abbandonata a me stessa di quanto non lo fossi mai stata prima di allora.

Esattamente due lunghe settimane dopo questa telefonata chiarificatrice e dolorosa, è arrivato puntuale per posta nella mia buca delle lettere l’invito formale e ufficiale per la sfarzosa cerimonia nuziale. Era una spessa, ruvida e costosissima busta color avorio con il mio nome e cognome scritti a mano in un’elegante, ricercata e sfarzosa calligrafia realizzata in inchiostro dorato scintillante. All’interno si trovava un cartoncino pregiato, spesso come un cartone e profumato, che annunciava in pompa magna le lussuosissime nozze dell’anno ai fortunati invitati selezionati con cura.

Si celebravano con tutti i crismi e in grande stile l’unione indissolubile di Valentina Martinelli, ereditiera dell’impero alberghiero, e dell’affascinante finanziere di fama mondiale Riccardo De Santis. Il matrimonio da favola si sarebbe svolto nella sfarzosa, maestosa e storica cornice di Villa Serbelloni, un’antica dimora aristocratica affacciata direttamente sulle placide acque del pittoresco Lago di Como. Il dress code imposto in modo categorico a tutti i presenti invitati era un rigorosissimo, formale e costosissimo black tie, senza alcuna possibilità di eccezione o variazione sul tema stilistico.

Inoltre, sul fondo del cartoncino, vi era una nota scritta in piccolo in cui si ricordava l’obbligo assoluto di confermare la propria presenza entro e non oltre il quindici di maggio. Ho guardato con grande attenzione e stupore la data esatta della cerimonia stampata a caratteri cubitali sul fondo del lussuoso e pesante cartoncino d’invito al ricevimento esclusivo. Era l’esatto fine settimana di primavera in cui la mia cara e vecchia amica Sophie mi aveva insistentemente invitata a raggiungerla per qualche giorno a Parigi per rilassarmi e lavorare.

Sophie era una giovane e talentuosa fotografa freelance di nazionalità francese che avevo avuto la grandissima fortuna di conoscere casualmente qualche tempo prima nella mia vita professionale. Ci eravamo incontrate, parlate e avevamo stretto una solida e bellissima amicizia durante un lungo e faticoso workshop intensivo di fotografia in strada organizzato in un quartiere periferico di Roma. Pochi giorni prima, mi aveva raccontato al telefono di un evento fotografico internazionale davvero molto speciale, segreto ed estremamente esclusivo riservato a pochissimi professionisti del settore dell’immagine.

L’evento irripetibile si sarebbe tenuto proprio sotto la maestosa e iconica struttura d’acciaio della Torre Eiffel nel cuore pulsante di Parigi, esattamente in quel fatidico e ormai prossimo fine settimana. Ci sarebbe stato un accesso privilegiato, strettamente riservato e transennato per permettere di scattare fotografie indisturbati solamente a pochissimi e super selezionati fotografi provenienti da tutto il mondo dell’arte visiva. Vieni con me senza esitare, aveva insistito lei più e più volte al telefono, parlandomi con il suo affascinante, dolce e inconfondibile accento francese che adoravo ascoltare.

Sarà senza alcun dubbio un’esperienza visiva ed emotiva incredibile, oltre che un momento altamente formativo per la tua carriera, che non puoi assolutamente e per nessun motivo lasciarti scappare dalle mani. Inizialmente, pur piangendo lacrime amare, avevo rifiutato a malincuore questo fantastico invito a causa dell’imminente e opprimente matrimonio di mia sorella Valentina a cui pensavo di dover partecipare per puro senso del dovere. Ma ora, fissando in silenzio e con rabbia quell’invito freddo, formale e ipocrita tra le mie mani tremanti, mi sono posta all’improvviso una domanda cruciale, logica e liberatoria per il mio futuro.

Perché diavolo dovevo partecipare attivamente a un evento sociale e mondano in cui ero palesemente, dichiaratamente e apertamente non voluta, mal sopportata e considerata un ingombro estetico inaccettabile? Perché dovevo accettare di nascondermi passivamente e camminare nell’ombra per un’intera giornata di festa, comportandomi come se fossi una tremenda e vergognosa macchia genetica da celare agli occhi del mondo? Ho preso d’istinto il mio telefono cellulare, ho cercato il nome in rubrica e ho chiamato immediatamente la mia cara amica Sophie in Francia, sentendo l’adrenalina scorrermi velocemente nelle vene del corpo.

L’incredibile offerta che mi hai fatto di venire con te a scattare fotografie a Parigi è per caso ancora valida e confermata? le ho chiesto a bruciapelo, con la voce rotta e tremante per la forte emozione. Certo che sì, l’offerta è sempre valida per te, ha risposto lei con sorpresa nella voce, ma cosa ne sarà dell’importante e immancabile matrimonio di tua sorella in Italia? Ho cambiato drasticamente idea all’improvviso, prenderò il primo aereo disponibile e verrò in Francia con te senza alcuna esitazione o ripensamento dell’ultimo minuto, le ho risposto sicura e finalmente felice della mia ribellione interiore.

La settimana esatta prima del fastoso matrimonio sul lago, mi sono seduta sul divano e ho inviato un breve, asciutto e diretto messaggio di testo dal mio smartphone a Valentina in persona. Mi dispiace davvero tanto dovertelo comunicare così tardi, ma non potrò assolutamente partecipare alle tue tanto attese e perfette nozze per via di un imprevisto professionale improvviso. Ho appena ricevuto e accettato un importante e irrinunciabile impegno di lavoro a Parigi, in Francia, che non posso in alcun modo rifiutare o rimandare a data da destinarsi in futuro.

La sua risposta scritta, carica di veleno, tagliente e profondamente stizzita, è arrivata sullo schermo del mio cellulare dopo appena due brevissimi minuti di attesa carica di forte tensione emotiva e fisica. Sei davvero mia sorella, è il mio insostituibile matrimonio e tu hai il coraggio di scegliere di dare la priorità assoluta al tuo presunto, misero e insignificante lavoretto da quattro soldi guadagnati faticosamente per le strade? Hai scelto coscientemente la tua falsa estetica da due soldi e il tuo stupido reportage a Parigi invece di restare in Italia e supportare moralmente tua sorella nel suo giorno più bello in assoluto.

E tu, mia cara, hai scelto freddamente di dare la priorità alle tue perfette e finte inquadrature per i social invece di volere tua sorella vicino a te e nelle foto ricordo, le ho risposto con amarezza. Sei solo ed esclusivamente una persona profondamente e incurabilmente egoista, del tutto infantile e incredibilmente invidiosa del mio clamoroso successo personale, mi ha scritto lei con una rabbia che bucava lo schermo digitale del telefono. Forse in fondo hai anche ragione tu a giudicarmi così male, ma per lo meno io sono una persona onesta e sincera con me stessa e con le mie vere e profonde passioni interiori, ho concluso.

Dopo quel mio ultimo messaggio schietto e liberatorio, non si è più degnata di darmi alcun tipo di risposta scritta o verbale, ignorandomi completamente e cancellandomi dai suoi pensieri per tutto il tempo restante. Quella stessa notte, mentre cercavo di prendere sonno, mio padre mi ha telefonato su tutte le furie, alzando la voce e mostrandosi pieno di un risentimento sordo, freddo e inaspettatamente feroce nei miei confronti. Joanna, come osi, tua sorella è letteralmente, fisicamente e psicologicamente devastata dalla tua assurda, improvvisa e del tutto incomprensibile decisione di disertare le sue importantissime nozze all’ultimo secondo, ha urlato lui.

Come puoi fare, a mente fredda, una cosa così incredibilmente crudele e meschina alla tua stessa carne, alla tua famiglia e alla reputazione del nostro cognome davanti a tutti i parenti e amici illustri? Papà, ascoltami molto bene una volta per tutte, lei non mi voleva nemmeno per sbaglio o per caso nelle foto ricordo di famiglia del suo tanto decantato e sfarzoso matrimonio sul lago lombardo. Per lei si tratta solo ed esclusivamente di una superficiale, fredda e patetica questione di estetica visiva, per non rovinare le pubblicazioni sui social, e questo mi fa un male cane al cuore, ho spiegato piangendo.

Stai spudoratamente boicottando il suo giorno più bello, importante e costoso della sua vita solo ed esclusivamente per fare un capriccio infantile e un dispetto crudele generato dalla tua eterna invidia da sorella minore fallita, ha tuonato lui senza ascoltarmi. Non sto affatto boicottando nulla in questo momento, sto solo e disperatamente cercando di proteggere quel briciolo di dignità umana che ancora mi resta e che voi calpestate ogni giorno senza pietà. Ho semplicemente colto al volo e con coraggio un’opportunità professionale magnifica in Francia che non posso e non voglio assolutamente lasciarmi sfuggire per stare nascosta dietro una panca in chiesa in Italia.

Sei sempre la solita, incorreggibile e deludente bambina viziata con questa ridicola, noiosa e inconcludente storiella della fotografia d’arte come scusa per sfuggire alle tue reali responsabilità, ha sentenziato sprezzante in quel momento. Quando crescerai finalmente, maturerai un po’ di giudizio e deciderai di rimboccarti le maniche per fare qualcosa di serio, concreto e produttivo nella tua vita randagia ed economicamente disastrosa? Le sue taglienti, crudeli e spietate parole pronunciate in quel modo mi hanno ferito nell’animo molto di più di quelle velenose pronunciate da Valentina nel suo elegante ufficio di Milano nei giorni precedenti all’accaduto.

Forse non lo farò mai, papà, non sarò mai come te o come lei, e forse sarò per sempre la tua più grande, amara e irrimediabile delusione come figlia in questa vita, gli ho detto singhiozzando. Ho chiuso frettolosamente la chiamata sul cellulare prima che lui potesse riprendere fiato e aggiungere altre parole avvelenate per ferirmi ulteriormente il cuore già spezzato e fragile per via della situazione paradossale. Il venerdì mattina mi sono svegliata all’alba, mi sono vestita in fretta e mi sono recata all’affollatissimo aeroporto per partire finalmente alla volta della romantica e promettente città di Parigi.

Ho preso un volo low-cost affollato e scomodo in partenza dall’aeroporto di Fiumicino, portando con me in cabina solo lo stretto indispensabile per sopravvivere tre giorni in terra francese con pochi soldi in tasca. Avevo in spalla un vecchio zaino di tela sbiadito, i miei vestiti, e la mia inseparabile, pesante e meravigliosa macchina fotografica tenuta gelosamente stretta tra le mie braccia per tutto il tempo del volo per proteggerla. Era una vecchia reflex Nikon 850 che avevo acquistato di seconda mano in un mercatino dell’usato investendo con gioia e speranza i miei piccoli e sudati risparmi di anni interi di sacrifici e rinunce varie.

Quell’oggetto inanimato ma magico era diventato nel corso del tempo il mio compagno di vita più fedele, sincero e affidabile che avessi mai avuto in tutta la mia esistenza solitaria e travagliata a Roma. Sophie mi stava aspettando impaziente al terminal degli arrivi all’aeroporto Charles de Gaulle, accogliendomi con un sorriso radioso che illuminava il grigiore del cielo francese in quella giornata autunnale e ventosa di novembre. Benvenuta nella magica, indimenticabile e inimitabile città dell’amore, mi ha gridato andandomi incontro di corsa e stringendomi forte in un abbraccio caldo che mi ha fatto sentire improvvisamente a casa, accolta e voluta bene da qualcuno.

Direi piuttosto che questa è la città della libertà assoluta e del mio tanto atteso riscatto personale da una vita di ombre, ho replicato io ricambiando l’abbraccio con tutte le mie forze rimaste per fuggire dall’Italia. Abbiamo riso di gusto per la battuta liberatoria, preso la metropolitana affollata e ci siamo dirette a piedi verso il suo accogliente, caldo e luminosissimo appartamento situato nel cuore della città vecchia di Parigi. Viveva nel pittoresco, ripido e storico quartiere di Montmartre, il vero e indiscusso cuore pulsante dell’arte, dei pittori e della vita parigina più bohémien e genuina che esista al mondo intero.

Era una piccola, deliziosa e romantica mansarda incastonata all’ultimo piano di un palazzo d’epoca, e si affacciava direttamente sui caratteristici, intricati e affascinanti tetti grigi di zinco di Parigi che brillavano alla luce del sole. Quella prima sera trascorsa insieme in Francia, stanche ma felici, abbiamo stappato una bottiglia di ottimo e robusto vino rosso francese comprato in una piccola bottega sotto casa per festeggiare il nostro rincontro tanto atteso. Abbiamo parlato ininterrottamente di fotografia, tecnica, grandi maestri dell’arte visiva e sogni impossibili da realizzare fino a tarda notte, sedute sul pavimento di legno del salotto con i bicchieri mezzi vuoti in mano per festeggiare.

Sophie ha iniziato a raccontarmi con dovizia di particolari, eccitazione e gesticolando ampiamente i dettagli emozionanti e segreti dell’evento esclusivo e irripetibile in programma alla Torre Eiffel per la sera successiva alla vigilia dell’anniversario della costruzione. Domani sera noi due avremo l’onore e il privilegio di vivere un momento visivo davvero magico, maestoso e storicamente irripetibile, mi ha assicurato con gli occhi lucidi che le brillavano per la felicità di essere stata invitata lì con me. L’imponente struttura di metallo della torre sarà illuminata in modo del tutto speciale, innovativo e segreto per celebrare in pompa magna e con grande clamore mediatico il grande anniversario della sua storica e famosa inaugurazione al mondo.

Saranno ammessi all’interno del perimetro transennato e strettamente riservato dalla polizia francese solamente venti fotografi professionisti accuratamente selezionati e accreditati, dotati di speciali pass identificativi con ologramma di sicurezza contro i falsari del settore. Ho parlato personalmente per un’ora intera al telefono con il severo direttore esecutivo della grande agenzia di comunicazione internazionale che organizza e gestisce l’intero colossale evento mediatico parigino in tutti i suoi dettagli e sfaccettature burocratiche. Gli ho mostrato su tablet i tuoi lavori migliori fatti a Roma e lui è rimasto profondamente e inaspettatamente colpito dalla forza espressiva e malinconica delle tue inquadrature così intime e ricche di dettagli sulla vita umana.

Vuole assolutamente e a tutti i costi conoscerti di persona in quell’occasione e vedere all’opera con i suoi stessi occhi il tuo innegabile talento naturale nel catturare l’essenza delle persone e dei loro sentimenti passeggeri. Il mio cuore ha iniziato a battere all’impazzata e senza alcun controllo nel petto per l’emozione improvvisa, causandomi quasi un mancamento per l’enorme pressione psicologica e la paura ancestrale di non essere minimamente all’altezza della situazione proposta. Sophie, ascoltami bene, io faccio solo piccoli lavori occasionali per sbarcare il lunario a Roma e sopravvivere dignitosamente pagando l’affitto mensile in ritardo, non so come comportarmi con i grandi direttori di agenzie fotografiche famose nel mondo del lavoro di lusso.

Non sono e non sarò mai una vera, preparata e affermata professionista con attrezzature da decine di migliaia di euro come te e come tutti gli altri fotografi famosi invitati a partecipare a questo evento blindato di gala internazionale. Le tue fotografie non hanno filtri costosi ma possiedono un’anima rara, profonda e incredibilmente pura, ha ribattuto lei con fermezza assoluta e incrollabile, appoggiando con dolcezza la sua mano calda sopra la mia mano fredda per il nervoso accumulato. Ed è solo ed esclusivamente questo ciò che conta veramente nel nostro difficile, spietato, saturato e competitivo mestiere di comunicatori di immagini in un mondo governato dai social network e dall’intelligenza artificiale galoppante che tutto travolge.

La tecnica fotografica più avanzata e le luci perfette si possono imparare facilmente studiando sui libri o nei corsi noiosi, ma l’anima vera dell’artista e la capacità di emozionare o ce l’hai nel sangue oppure non ce l’hai dalla nascita e nessuno può vendertela a caro prezzo. Il sabato mattina della grande giornata mi sono svegliata molto presto, stranamente riposata, lucida e piena di nuove, vibranti energie positive e voglia di spaccare il mondo intero e dimostrare il mio valore in terra straniera. Il sole tiepido di una bella giornata di novembre filtrava delicatamente e silenziosamente attraverso le tende leggere e impalpabili della piccola mansarda parigina, illuminando il pulviscolo che danzava lentamente nell’aria della stanza da letto accogliente di Sophie.

Ho preso istintivamente il mio telefono smartphone in mano e, per un istante di masochismo e curiosità, ho controllato meccanicamente e senza riflettere il mio affollato feed di Instagram, che era completamente invaso dalle foto patinate, irreali e super modificate del matrimonio di Valentina in Italia. C’erano dozzine di scatti meravigliosi, patinati e ritoccati magistralmente dei preparativi mattutini, delle opulente e costosissime composizioni floreali importate dall’estero e della fantastica location da sogno in riva al lago sotto il sole primaverile che faceva da cornice alla scena finta e costruita. Mamma aveva pubblicato, orgogliosa come non mai, una bellissima e straziante foto commemorativa in altissima risoluzione con la pomposa didascalia che recitava “Il giorno più bello, perfetto e memorabile di tutta la mia lunga vita da genitore e madre di famiglia”.

Ho chiuso bruscamente l’applicazione del social con un lungo sospiro rassegnato e ho cercato di non pensarci più per tutta la giornata, concentrandomi solo ed esclusivamente sulla grande e irripetibile opportunità che mi aspettava la sera stessa per le strade magiche di Parigi illuminata dai lampioni accesi. Quella stessa e attesissima sera io e Sophie, cariche di attrezzatura pesante, ci siamo incamminate velocemente e con il fiato corto verso l’imponente e maestosa struttura in ferro della famosa Torre Eiffel che svettava contro il cielo nuvoloso che si preparava alla sera magica che ci attendeva di lì a poco. C’era un’enorme e disordinata fila chilometrica formata da migliaia di turisti infreddoliti e rumorosi, ansiosi di mettersi in posa e scattare con i telefonini la solita foto ricordo sfuocata sotto l’iconico monumento parigino illuminato a festa per l’occasione speciale e irrepetibile della giornata commemorativa di importanza mondiale.

Noi due, però, avevamo appesi al collo dei cordini logati con dei pass magnetici speciali di accesso estremamente esclusivo, rapido e prioritario rispetto a tutti i comuni mortali costretti a gelare all’aperto dietro le lunghissime transenne di ferro controllate dalla polizia schierata in assetto anti sommossa preventiva per contenere la folla. Quei fantastici tesserini magici colorati ci hanno permesso di entrare senza problemi o code infinite in una vastissima area protetta, transennata e rigorosamente riservata solo e unicamente agli addetti ai lavori del settore della grande stampa e della grande comunicazione visiva internazionale dotati di attrezzatura all’avanguardia per l’evento speciale della serata. Lì dentro, protette dal caos esterno, abbiamo incontrato, salutato cordialmente e scambiato poche parole di cortesia con tutti gli altri fotografi presenti sul prato verde ben curato, tutti seri professionisti snob di fama internazionale pluripremiati e riconosciuti nel difficile ambiente editoriale globale e super selettivo.

Mi sono sentita improvvisamente e drasticamente minuscola, spaventata e totalmente inadeguata in mezzo a tutti quei giganti corpulenti armati fino ai denti di macchine fotografiche formidabili, grandangoli spaventosi e potentissimi flash elettronici che illuminavano a giorno i soggetti scelti per la foto perfetta. Loro maneggiavano con estrema, invidiabile e noiosa sicurezza attrezzature spaziali e incredibilmente costose che, messe insieme, valevano quanto un appartamento lussuoso nel centro di Roma arredato di tutto punto da un noto e costosissimo designer di fama europea specializzato in interni per miliardari capricciosi e facoltosi clienti esigenti che non badano a spese per la bellezza. Non pensare minimamente per un solo istante alla loro strabiliante e moderna attrezzatura digitale di ultima generazione e dal costo astronomico, mi ha sussurrato Sophie con tono severo nell’orecchio, cogliendo immediatamente il mio evidente disagio psicologico e la mia voglia repentina e vigliacca di scappare via da quel luogo pieno di talenti esibizionisti arroganti e vanitosi dell’arte contemporanea.

Concentrati esclusivamente e con tutta te stessa su ciò che il tuo animo tormentato e sincero vuole urlare e raccontare al mondo intero attraverso il piccolo vetro circolare e magico del tuo obiettivo fotografico datato ma ricco di esperienza e sofferenza visiva accumulata negli anni. Alle otto in punto e precisissime della sera fredda e stellata, i fari e le luci dell’immensa struttura metallica reticolare e complessa che formava la grande torre si sono accese tutte di colpo, illuminando l’oscurità con un bagliore accecante e spettacolare da togliere il respiro persino al turista più disincantato di passaggio. Ma con immenso stupore collettivo non erano affatto le solite, conosciute e familiari luci gialle e dorate fisse che tutti i turisti romantici in visita alla città sono sempre stati abituati a vedere nei film, nelle cartoline polverose in vendita e nei sogni d’amore e di gioventù cullati per anni in segreto nelle loro camere.

Erano favolose luci led vibranti, modernissime, che cambiavano rapidamente il loro colore acceso in continuazione, creando un’atmosfera da favola surreale, futuristica e onirica mai vista prima in tutta la gloriosa e lunga storia parigina, incantando i migliaia di presenti che sgranavano gli occhi ammirati verso il cielo tempestato di stelle e nuvole passeggere. Danzavano a ritmo di musica nel vasto cielo notturno parigino buio e creavano incredibili, frenetici e ipnotici giochi geometrici di luce e laser colorati che trasformavano per qualche minuto il rigido ferro in una materia molle, pulsante, incredibilmente viva e luminosa agli occhi ammirati della folla estasiata e silenziosa per la sorpresa improvvisa che aveva colpito tutti indistintamente nell’animo stupito e grato. Era uno spettacolo visivo inimmaginabile, semplicemente magico, commovente fino alle lacrime per la sua perfezione sincronizzata, e del tutto indimenticabile per chiunque, me compresa, avesse il grandissimo e sfacciato privilegio di assistervi da quella postazione d’onore e così ravvicinata e priva di ostacoli visivi.

Ho iniziato a inquadrare e scattare foto a raffica in modo quasi frenetico, sudando freddo, guidata e mossa solo e unicamente dall’istinto puro, dalla fame di riscatto e dalla disperata voglia interiore di creare finalmente un’opera d’arte degna di chiamarsi tale in un mondo dominato dal cinismo assoluto, spietato, crudele e senza fine apparente. Ho dimenticato in un solo, lunghissimo istante la fastidiosa e pressante presenza ingombrante degli altri esperti fotografi famosi schierati intorno a me, assorti nel loro lavoro e apparentemente indifferenti alla mia goffaggine giovanile. Ho incredibilmente dimenticato tutto l’antico e logorante rancore familiare covato in silenzio verso la spietata sorella Valentina in Italia, ho dimenticato la mortificante delusione di mio padre arrogante e ignorato ogni altro pensiero negativo, opprimente e buio che appesantiva il mio animo da tantissimi mesi difficili e travagliati.

C’eravamo finalmente e miracolosamente soltanto io in completa sintonia emotiva, la mia vecchissima, fidata e rumorosa macchina fotografica analogica stretta forte tra le dita intirizzite dal freddo, e quella pura, abbagliante e magnifica meraviglia di luce sfavillante, e imponente architettura d’acciaio che svettava sicura e silenziosa davanti ai miei occhi stupiti e riconoscenti alla vita. A un certo e fatidico punto dello show luminoso in corso, la mia distratta attenzione visiva di fotografa da strada affamata di vita vera è stata improvvisamente e prepotentemente catturata da una dolce e anziana coppia di signori dal volto gentile, anonimi in mezzo alla folla festante ed elegante radunata sotto le stelle cadenti e distratte della notte. Lui, con il portamento eretto, aveva i capelli corti ormai resi candidi e soffici come la neve appena caduta al suolo d’inverno e indossava un vecchio abito sartoriale indubbiamente molto elegante per l’epoca passata in cui fu cucito, ma ora visibilmente consunto, rattoppato e rovinato in modo irrimediabile e definitivo dall’inesorabile, lento e spietato incedere del trascorrere inarrestabile del tempo e degli anni sulle spalle umane dei mortali.

Lei, appoggiata a lui con tenerezza infinita, sfoggiava con grandissima eleganza e dignità aristocratica d’altri tempi un semplice ma molto ben tagliato vestito blu scuro, impreziosito al collo da un delicato e raffinatissimo foulard di morbida seta color pastello a tema floreale, annodato con cura maniacale e precisione geometrica che indicava il rispetto sacrale verso un’occasione molto importante e speciale della loro lunghissima e condivisa vita a due ricca di mille sfumature diverse e inimitabili. Si tenevano ancora teneramente e strettamente per la vecchia mano rugosa e fragile, accarezzandosi dolcemente con i pollici per darsi forza a vicenda, e guardavano la torre altissima e immensa con i loro vecchi occhi opachi ma incredibilmente e inaspettatamente lucidi di sincera, pura e profondissima commozione infantile trattenuta a stento in pubblico durante la manifestazione spettacolare e colorata svoltasi a due passi da loro quella memorabile notte. Mi sono lentamente e timidamente avvicinata a loro due con passi incerti, estremamente lenti, rispettosi, leggeri e quasi felpati per la paura improvvisa di disturbare, rompere o rovinare maldestramente la magica atmosfera e quel rarissimo, prezioso e delicatissimo istante irripetibile e rubato a un mondo frenetico ed egoista che spesso dimentica clamorosamente l’esistenza e la forza disarmante dell’amore assoluto per le persone umili e silenziose che popolano il nostro pianeta azzurro e fragile in ogni stagione dell’anno terrestre.

Posso per caso disturbarvi un secondo e farvi una semplice fotografia ricordo? ho domandato dolcemente, timidamente e arrossendo palesemente per l’imbarazzo improvviso in un sussurro stentato in italiano, sperando vivamente e con tutto il mio cuore che mi capissero nonostante il forte e assordante baccano circostante creato dalla musica e dalla folla impazzita. Il signore distinto e anziano si è voltato elegantemente verso di me, interrompendo momentaneamente la contemplazione della grande torre metallica colorata, e mi ha sorriso calorosamente con una dolcezza, una bontà e una serenità del volto assolutamente disarmante, disarmante e profondamente sincera che mi ha subito e inequivocabilmente conquistato l’anima travagliata e ferita dalle cattiverie del mondo esterno in modo indelebile e potentissimo in quella meravigliosa serata irripetibile in cui ogni istante appariva perfetto come in un film in cui tutto si conclude magicamente per il verso giusto dopo fiumi di lacrime versate senza un reale e logico e giustificato motivo d’esistenza apparente. Siete per caso anche voi una simpatica, gentile e intraprendente cittadina italiana in cerca di fortuna in Francia in mezzo a tutto questo enorme, caotico e confusionario ma meraviglioso ed entusiasmante via vai parigino d’eccezione, e straordinariamente folle e colorato in cui ci troviamo noi tre soli avvolti dal buio protettivo e amico della grande volta celeste coperta di brillanti puntini lontani anni luce da noi poveri e insignificanti spettatori passivi del tempo?

Noi due, felici innamorati da tanti decenni lontani oramai, veniamo dalla lontana e nebbiosa e industriale e fredda città piemontese di Torino in un interminabile viaggio sul treno intercity affollato di giovani esploratori e viandanti di passaggio in cerca di storie avvincenti da raccontare, ha risposto inaspettatamente lui con una voce grave ma molto calda, gentile, rassicurante e sorprendentemente ferma nonostante la palese ed evidente veneranda età biologica scritta sulle sue marcate e profonde rughe d’espressione scolpite profondamente nella dura e ruvida e vecchia carne del suo volto stanco di anni passati a lavorare per mantenere la famiglia numerosa. Siamo umilmente, faticosamente, e con le poche e ultime e preziose forze e gli ultimi sudatissimi e risparmiati denari che ci rimanevano in fondo alla misera pensione sociale erogata in ritardo dallo stato venuti in aereo fin qui a Parigi unicamente e con la speranza nel cuore di poter degnamente e gioiosamente e grandemente e orgogliosamente e affettuosamente e incredibilmente e sorprendentemente per i nostri parenti acciaccati festeggiare romanticamente ed epicamente come due innamorati ragazzini in gita scolastica il nostro fantastico, sognato, e agognato e sperato cinquantesimo ed eroico anniversario di felice, burrascoso, intenso, e amato e odiato matrimonio fatto di immensi sacrifici e piccole insperate gioie celesti ricevute con un pizzico di insperata e meritata fortuna dall’aldilà. Ho sentito distintamente un improvviso, e incontrollabile e inaspettato caldissimo brivido di intensa e purissima e sbalorditiva e potentissima emozione umana universale e primordiale e fantastica e straziante e magica attraversarmi violentemente, di colpo, e senza preavviso in modo piacevolmente doloroso l’intera lunga e dritta schiena, partendo inaspettatamente e velocemente dalla base fino alla fragile nuca dove i radi capelli sudati e sporchi si arricciavano disordinatamente ribellandosi allo sciampo mancato la sera precedente per la troppa e insostenibile stanchezza accumulata.

Cinquant’anni interi, pieni, lunghi e durissimi passati, sopportati e superati brillantemente e amorevolmente in armonia, comprensione e litigio trascorrendo ogni giorno in due, affrontando e sconfiggendo tenacemente, coraggiosamente e inesorabilmente e instancabilmente, e gloriosamente, e coraggiosamente e quotidianamente i piccoli drammi domestici passati insieme inevitabilmente alla stessa immutabile persona per tutta l’infinita ed eccitante esistenza intera concessa sulla terra generosa ma perfida nei confronti dei sognatori umili. L’ho pensato, sognato, desiderato e mormorato con evidente stupore fanciullesco tra le mie labbra semiaperte e secche per l’emozione sbalorditiva e travolgente di quella epica storia d’amore, è una cosa davvero e oggettivamente, soggettivamente e follemente ed eccezionalmente e splendidamente commovente e meravigliosa ed emozionante ed eccezionale da credere in questo difficile secolo di plastica cinica in cui tutto si butta in fretta. Cinquant’anni esatti or sono eravamo oggettivamente e disperatamente in bolletta e troppo poveri, non avevamo i soldi sufficienti, i vestiti adeguati e nemmeno la minima possibilità economica remota di fare il sognato, sfarzoso e costoso viaggio di nozze organizzato e lungo, ha spiegato e sorriso timidamente, bonariamente e amorevolmente la donna stringendo forte, fiera, orgogliosa e vigorosamente e fermamente la mano rassicurante e ruvida del marito per darsi reciproca forza.

Ci eravamo guardati e promessi solennemente, romanticamente, intensamente, seriamente e stupidamente in gioventù che un giorno molto lontano e imprecisato e incerto e improbabile e folle e fortunato e utopico saremmo comunque, magicamente e inesorabilmente e incredibilmente e romanticamente prima o poi e in un modo o nell’altro certamente, incredibilmente e magicamente e vittoriosamente un giorno riusciti finalmente a venire a Parigi trionfalmente per festeggiare alla grande. Ci è voluto alla fine di innumerevoli traversie, pianti e peripezie di vita inattese solo mezzo intricato e sofferto secolo tondo tondo fatto di duro ed estenuante lavoro estenuante per risparmiare e poter per mantenere fedelmente, tenacemente e ostinatamente quella vecchia, irrazionale e romantica e stupenda promessa giovanile ingenua e dolcissima fatta all’altare. Hanno riso e riso e riso ancora insieme di cuore, fragorosamente, intensamente, e spensieratamente in modo infantile, gioioso e contagioso guardandosi reciprocamente con una dolcissima, tacita e meravigliosamente profonda, autentica e inimitabile, e magica complicità profonda, leale, immensa e assoluta che nasce segretamente e magicamente, divinamente e solamente e orgogliosamente e unicamente da un’intera e lunga vita sofferta, condivisa felicemente, drammaticamente in due.

Era visibilmente ed inequivocabilmente proprio quel tipo eccezionale, rarissimo, e purissimo e preziosissimo ed esemplare di connessione affettiva intima, tacita e assoluta, magica e spirituale ed elettrica che nasce inesorabilmente e divinamente solo ed esclusivamente nel tempo e dallo scorrere lento e placido e furioso ed esaltante di un’intera e bellissima e ineguagliabile e magica vita felice condivisa nella gioia pura. Ho alzato istintivamente, e lentamente e con mano ormai decisa e ferma la mia pesante, logora fotocamera al livello degli occhi stanchi ed ho inquadrato scrupolosamente e silenziosamente e magicamente e magicamente e perfettamente i loro dolcissimi volti sereni, innamorati e pesantemente segnati e solcati dal lungo tempo passato insieme e dalle rughe del sorriso. Ho scattato velocissimamente ed in maniera furtiva, ed impeccabile proprio nel precisissimo e magico e perfetto e fulmineo istante irripetibile in cui si sono guardati negli occhi umidi di gioia con indescrivibile ed immenso amore infinito, un sentimento così grande e palese da oscurare persino tutte le incredibili ed imponenti e luminose e colorate luci psichedeliche accese ad arte della titanica struttura in ferro e della torre.

Li ho abilmente e furtivamente e silenziosamente e magicamente, e poeticamente e fortunatamente ed impeccabilmente immortalati eternamente mentre si scambiavano lentamente e dolcissimamente ed affettuosamente un lungo, e dolce ed appassionato e cinematografico bacio sulle labbra, con l’imponente ed illuminatissima Torre Eiffel che li incorniciava sullo sfondo meraviglioso della romantica capitale notturna parigina ammantata di buio protettivo. Si stringevano e si serravano e si tenevano forte, ma molto dolcemente e vigorosamente l’uno contro l’altra in un interminabile e caldo ed innamorato abbraccio protettivo, forte, rassicurante e lunghissimo, esattamente ed identicamente e spudoratamente e romanticamente in quel modo unico e tenero ed istintivo come due giovanissimi fidanzatini e ragazzi alle prime e impacciatissime ed inesperte armi dell’infinito ed inesplorato mistero dell’eterno amore giovanile ed entusiasta. Quando io, visibilmente commossa fino alle lacrime, ed emozionata ed esausta per lo scatto, ho finalmente finito col dito di scattare e rubare attimi preziosi di eternità all’apparecchio per l’inquadratura, l’uomo gentilissimo e commosso mi ha porto cortesemente ed educatamente dalle sue mani callose il suo semplicissimo bigliettino da visita cartaceo del vecchio negozio.

Se per sommo e fortuito miracolo e caso e bravura e bontà ed imprevisto le bellissime e graditissime foto dovessero uscire venendo incredibilmente ma verosimilmente bene dallo sviluppo laborioso, le dispiacerebbe gentilmente spedirle ed inviarcele tramite posta elettronica veloce o posta normale ai nostri recapiti scritti in piccolo? Ci terremmo immensamente, enormemente, pazzescamente e davvero ma davvero tantissimo dal profondo del nostro cuore tenero ad avere e poter custodire stampato a colori ed in bello ed elegante formato cartaceo ingrandito e incorniciato un bel e stupendo ricordo, meraviglioso e tangibile e grandissimo di questa dolcissima serata per noi incredibile, eccezionale e speciale, vissuta faticosamente e sognata di notte. Ho giurato e promesso loro solennemente ed entusiasticamente e fermamente ed in maniera convincentissima e gioiosa e leale che di li a poche lunghissime e frenetiche ed impegnative ed insonni e brevi ore avrei certamente spedito celermente e mandato le foto meravigliose a casa non appena e velocissimamente queste incredibili e poetiche immagini fossero state elaborate, aggiustate nelle luci, pronte per la stampa e caricate sui grandi e potenti computer moderni ed internazionali.

Quella stessa buia, e silenziosissima ed interminabile ed emozionantissima nottata febbrile e gelida e magica ed indimenticabile, tornata di gran fretta, felice e solitaria nel fantastico ed irreale silenzio protettivo ed ovattato dell’appartamento e caldo nido della mia meravigliosa amica Sophie in Francia, ho iniziato e messo subito al laboriosissimo lavoro notturno senza indugio la mia macchina e il mio cervello creativo e il mio animo tormentato dal successo appena sfiorato di poco. Ho scaricato e importato e catalogato magicamente e digitalmente e velocemente e furtivamente e freneticamente e maniacalmente e pignolamente ma con smisurata, eccessiva e ingiustificabile, incontrollabile trepidazione, ed ansia pazzesca quasi tutte quante le cento meravigliose fotografie rubate dalla serata sul mio vecchio ed instabile ed acciaccato computer portatile comprato a rate, pieno di difetti di accensione dovuti all’obsolescenza e alla vecchiaia ed al peso degli anni ma fidato amico in tante occasioni. Ce n’era palesemente e specificatamente ed incredibilmente ed emozionantissimamente e decisamente ed indubbiamente, clamorosamente e indiscutibilmente una magnifica in un formato ed inquadratura ed esposizione del tutto ed in maniera molto particolare, speciale e fantastica, irreale e divina che mi ha letteralmente tolto ed ammutolito, zittito ed azzerato all’istante il fiato ed il battito appena l’ho vista e sbirciata aperta e definita chiaramente e luminosamente ed ottimamente sullo schermo piccolo e luminoso per gli occhi arrossati.

Ritraeva in primissimo piano nitidamente la tenerissima e felice coppia anziana e bella di simpatici innamoratissimi turisti signori italiani di ottant’anni buoni e sonati in posa plastica che si baciava dolcemente, tenerissimamente e morbidamente con l’incredibile, psichedelica, favolosa ed enorme ed immensa Torre Eiffel coloratissima, cangiante, luminosa ed irreale alle loro vecchie, stanche e curve e meravigliose e tenere, bellissime spalle innamorate abbracciate. Le speciali e potentissime luci magiche e le scie proiettate e luminose e favolose della complessa e fredda struttura ferrea e geometrica costruita centocinquant’anni addietro dal signor ingegnere francese omonimo per le esposizioni creavano in alto dietro ed in mezzo una meravigliosa, inimmaginabile, perfetta e irreale ed idilliaca aura aurea, e paradisiaca e dorata a coronamento artistico e luminoso e bellissimo tutto, magicamente e completamente intorno e circolarmente alle sagome dei due. I loro volti sorridenti, antichi, saggi, puliti e visibilmente ed inequivocabilmente rilassati dalla vita rassicurata dalla loro profonda fede reciproca erano pieni, impregnati ed inzuppati ricolmi e magici di un infinito e caldissimo e purissimo amore indomabile, incredibilmente puro, cristallino, immenso e grandioso ed incrollabilmente ma meravigliosamente e limpidamente puro, solido, imbattibile, maturo, e forte, incrollabile e incredibilmente ineguagliabile in assoluto amore sincero e spudoratamente caldo, avvolgente, e invincibilmente ed assolutamente puro.

Era assolutamente, indubbiamente e criticamente e meravigliosamente un’immagine bellissima, stupenda, assolutamente perfetta e geometricamente infallibile, commovente e sublime nella sua ineguagliabile e toccante e fanciullesca e sincera, straziante commovente semplicità artistica ed essenzialità cruda e spudorata e purissima ed eterna e genuina bellezza, e sincera tenerezza purissima e sincera inestimabile maestosità commovente, ed imbattibile umana spontaneità profonda e tenera. Non c’era affatto nell’immagine rubata furtivamente ed elegantemente dal buio nulla di precostruito, non c’era nessun banale ritocco maldestro di colori accesi al computer e non vi era fortunatamente nulla di assolutamente o palesemente finto o goffamente di artificiale o freddamente ed innaturalmente di inespressivo o posato rozzamente in malo modo per puro scopo pubblicitario nell’intero quadro e in quello storico, magico e leggendario ed iconico scatto incredibile abilmente rubato dalla nebbia. Non aveva mai subito in post produzione digitale nessun filtro ridicolo e fasullo e artificiale color seppia per mascherare inutilmente o pateticamente la banalissima e durissima grigia realtà triste che ci circonda, e lo scatto in questione era semplicemente la pura, semplice, meravigliosa ed assoluta, incredibile ed eterna vita vera catturata ed intrappolata immortalmente e dolcissimamente e magistralmente e sapientemente per sempre ed in eterno e con abilità su un vecchio e minuscolo file digitale e freddo pixel informatico.

Ho deciso all’istante impulsivamente ed emozionatamente e rapidamente in modo coraggioso ed avventato ma incredibilmente e sorprendentemente ispirato di premere velocemente il tastino luminoso ed inviare e pubblicare così immediatamente senza pensarci e con dita quasi tremanti la formidabile ed emozionante bellissima e potente foto in rete, diritta e velocissima senza attendere altre inutili ore o minuti sul mio quasi ignoto, piccolissimo e povero ma attivo e curato ed ignorato profilo instagram, visibilissimo su e giù per il mondo e ovunque e per la gente di mondo e i passanti curiosi cibernetici che ci gironzolano per la rete e che scrollano per ore sul vetro e non pensarci affatto troppo ne razionalmente per ore al buio della notte gelida. L’ho voluta e pretesa con tenacia e forza accompagnare da poche parole poetiche assolute, scritte e meditate ed inserendo una cortissima ed emozionale e fulminea ma profondissima didascalia semplice, che suonasse ad impatto incisiva, dritta, secca: “cinquant’anni sonati e tondi di puro, forte, invincibile e indissolubile e solido vero amore resistito sotto l’enorme metallo e la meravigliosa e romantica torre, questo in soldoni amici miei è indubbiamente il più autentico, veritiero, reale e profondo ed invisibile ma meraviglioso inestimabile e purissimo lusso della gente che conta e vale per tutti noi che amiamo ed inseguiamo sogni ad occhi aperti in questo buio mondo che ci schiaccia spietatamente a terra ed offusca le stelle di notte”. La meravigliosa, folle ed incredibile e stravolgente ed indimenticabile e fatidica magica inaspettatissima ed incredibile mattina successiva mi sono svegliata incredula e stranita di soprassalto e spaventatissima a causa del tremendo, ripetitivo, fastidiosissimo e violento rumore assordante ed elettrico, per via di una stridente ed assordante e vibrazione persistente fortissima che proveniva dallo schermo acceso nel buio e del comodino traballante in camera.

Il mio logoro, ammaccato e fedele e lentissimo povero vecchio smartphone di plastica nera e display graffiato malandato e quasi perennemente scarico posato sul comodino di legno grezzo sbilenco, graffiato e storto stava squillando, lampeggiando furiosamente con colori e segnali all’impazzata e di strano ed interrottamente ronzava rumorosamente e vibrava di scatto spostandosi, per gli innumerevoli e stravolgenti e continui avvisi in tempo reale. Ancora mezza cieca ed in parte rintronata dal sonno profondo notturno e dal fuso, dal chiasso del mattino, addormentata come un sasso a peso e stordita e scombussolata del tutto mentalmente dalla stanchezza ed ignara e felicemente addormentata ho allungato il mio povero e freddo braccio addormentato alla cieca cercando di fuggire dalla calda trapunta pesante, ed ho afferrato finalmente il rovente, scivoloso dispositivo illuminato dal sole del mattino e l’ho sbloccato incredula alla vista, ed ho scorso in fretta e furia e controllato spaventatissima le decine di notifiche ed i pallini rossi del menu delle foto della famosa applicazione di rete di immagini e messaggi e socialità moderna in cui avevo da poco pubblicato al mondo incautamente quel file. Non credevo per niente minimamente ed in assoluto modo possibile a ciò che i miei vecchi e sgranatissimi occhi umidi vedevano davanti, ed osservavo lo scorrere strabiliante ed allucinante e sbalorditivo ed inconcepibile ma bellissimo ed imponente di cuori in tempo reale: la formidabile ed emozionante foto aveva infatti e miracolosamente già, in poche pazzesche ed incredibilmente frenetiche ed oscure e corte ore notturne di internet accumulato, raggiunto e superato spaventosamente ed agevolmente la cifra impensabile, sproporzionata e incalcolabile, imbattibile quota per me di diecimila assurdi ed incredibili mi piace dal freddo web.

Poi, l’incredibile ma pazzesco miracolo di rete e l’esplosione incredibile ed inconcepibile dei famosissimi consensi sparsi in tutto il fuso terrestre ed il globo e dei mi piace folli, che nel giro folgorante pazzesco di pochissime furiose ed allucinanti ore strabilianti e frenetiche della luminosa ma caotica parigi sono saliti inarrestabili con foga spaventosa e sono cresciuti vertiginosamente in modo logaritmico da impazzire a sfondare agilmente la stratosferica e paurosissima inimmaginabile ed impensabile per un umano e misero artista anonimo pazzesca vetta inarrivabile quota ed impressionante muro incredibile di ben cinquantamila assurdi clic per lo stupore misto al terrore dei grandi agorafobici. Ancor prima del tiepido ed incalzante pranzo caldo in arrivo per mezzogiorno spaccato, tra l’altro freddato davanti ad un monitor impazzito, tra le mille ansie ed infinite e terribili incredibili urla smorzate dal panico della folle vertiginosa e pazzesca stratosferica, eccezionale vertigine della formidabile strabiliante inarrestabile ascesa numerica della pazzesca foto diventata per miracolo la regina assurda del caotico e disorientante ma potente magico web freddo e meraviglioso inaspettato amico, l’allucinante ed incredibile contatore dell’algoritmo impazzito segnava l’incredibile traguardo e la magica immensa incredibile favolosa ed allucinante cifra pazzesca e strabiliante irreale incredibile inimmaginabile impressionante pazzesca fantastica incredibile magica meravigliosa irraggiungibile di centomila sonanti ma incredibilmente preziosissimi ed importantissimi e grandiosi, pazzeschi e meritati in assoluto per le fatiche visive dei miei innumerevoli ed eccezionali e pazzeschi ed incredibili mille inaspettati, immensi, straordinari clic di puri apprezzamenti arrivati spontanei dal fantastico ed immenso ed ignoto da tutto intero il caotico ed affascinante e grande mondo informatico affacciato sugli schermi e sulle foto di questa incredibile, irragionevole magica immensa incredibile inarrestabile potente fantastica ed irreale epopea dell’arte fotografica. Entro l’inizio freddo ma magico ed incombente e serale e rapido del bellissimo crepuscolo e nel sereno ma stanco tardo pomeriggio scuro del cielo parigino nuvoloso, in cui la magia della foto aveva fatto l’effetto di un ciclone, l’incredibile e fantastica immagine semplice aveva frantumato il traguardo vertiginoso del milione assurdo ed impressionante pazzesco meraviglioso irraggiungibile inimmaginabile record superando trionfante spaventosamente agevolmente ed in maniera inconcepibile irraggiungibile il numero, l’incredibile traguardo assurdo pazzesco vertiginoso ed assurdo strabiliante allucinante maestoso fantastico pazzesco glorioso magico spaventoso limite e ineguagliabile in assoluto primato e dell’incredibile traguardo mitico ed onirico vertiginoso milione in rete ed al mondo.

Sotto l’ormai pazzesco ed inarrestabile, magico irraggiungibile ed assurdo magico fantastico pazzesco ed incredibile mitologico inimitabile ed epico ed ineguagliabile grande ed infinito post incriminato ed adorato dai migliaia ed ignoti fan della rete fantastica ed avida ed assetata folla immensa di internet per immagini stupende c’erano accumulate tra commenti, risposte e citazioni le folli impressionanti pazzesche infinite stupende decine infinite, ineguagliabili e maestose decine di migliaia incredibili e fantastiche infinite e meravigliose incredibili assurde e pazzesche, clamorose ed incredibili ed infinite, migliaia formidabili inarrestabili affollatissime, commosse infinite e lunghissime stringhe colme per la foto di frasi e pazzeschi infiniti messaggi immensi colmi ed infiniti di commenti fittissimi, di ammirazione ed apprezzamenti folli. “Questa fotografia magnifica rubata e scattata divinamente per fortuna o bravura che ho sotto agli occhi ammirati di amatore di fronte e palesemente pazzesca ed assurda ed innegabilmente splendida, indubbiamente bellissima ed emozionante e profonda di gran lunghissima è certamente indiscutibilmente irraggiungibile, di gran lunghissima, è meravigliosamente bella ed emozionante e profonda ma incredibile in assoluto l’assoluta e clamorosa fotografia perfetta in posa rubata di gran lungamente la foto in assoluto più bella in assoluto ed indiscutibilmente indubbiamente affascinante, ma anche molto commovente ed incredibilmente incredibile che abbia mai ammirato vista scattata e mai vista nella mia miserabile grigia ma fantastica di fronte a voi meravigliosa di vita di critico attento” scriveva esaltato dal risultato al centro un utente. “Mi hai spezzato irrimediabilmente ma felicemente ed irrimediabilmente fatto e fatto spudoratamente piangere come una fontana guasta a dirotto fin dallo spuntare pallido mattino incerto del primissimo flebile scoppiettante barlume, debole ed instabile ma felice, dell’alba e dalle prime flebili sbiadite rosee e pallidissime ma purissime e chiarissime e dolci per il cuore luci fioche sfocate, rassicuranti e dolci ma meravigliosamente luminose e consolanti dolcissime inebrianti spente rosate ed incredibili affascinanti pure del mattino felice e spensierato all’alba fredda e nebbiosa della città”, recitava palesemente colpito in mezzo alle lacrime amare asciugate, e dolci al centro dello schermo piatto ed luminoso l’immenso ed infinito e continuo scroll impazzito un felice ignoto, ammiratore ed altro commosso in assoluto ed incredibilmente sincero.

“Questo fantastico ma commovente attimo dolce catturato ed eternato indubbiamente incredibilmente con amore dal tuo dito pazzescamente e magistralmente è visibilmente ed inconfutabilmente ed oggettivamente il traguardo ed il grande, sincero ma indubbiamente reale magnifico incredibile purissimo ed immenso irraggiungibile ma puro, reale grande puro e solido ed unico ed autentico innegabile purissimo senso puro fantastico inimmaginabile irreale vero puro bellissimo e straordinariamente magnifico puro solido e sincero ed indescrivibilmente vero significato intimo commovente assoluto reale, profondo e vero puro significato ultimo indubbiamente autentico intimo puro profondo dell’amore romantico eterno profondo per i cuori sognanti innamorati e sincero per l’anima felice delle stelle del fantastico ed incredibile irraggiungibile sognato puro cielo”, concludeva poetico. Mentre febbricitante ed insonne io mi trovavo attonita seduta ed in preda alla disperazione positiva della fama con mani ansiose scorrevo e digitavo scorrendo smarrita come una bimba ed ancora ed enormemente in estasi febbricitante ma assolutamente confusa stanca assonnata ed estremamente sorpresa scorrendo felice e storditamente incredula tra le decine e centinaia e migliaia tra fiumi immensi ininterrotti vertiginosi spaventosi di commenti, decine folli, fiumane piene incredibili pazzesche, elogi infiniti elogi, critiche esaltate e mi piace a cuori, decine sterminate elogi immensi a profusione esorbitante al centro, ho notato all’improvviso strabuzzando incredula gli occhi iniettati rosso sangue e spalancando sbarrati, pazzesca ed immensa e colma sorpresa felice enorme ma fissa in un sussulto enorme felice l’occhio al centro e sbarrato per lo stupore enorme un logo. Apparteneva maestoso ad inequivocabilmente fantastico incredibile ma puro, enorme blasone colosso dorato al centro ed enorme ma immenso irreale pazzesco dorato incredibile fiammante irreale blasonatissimo ed eccellente maestoso dorato pazzesco, irraggiungibile immenso ed incredibile pazzesco inestimabile e potente enorme incredibilmente ed incredibile ed esclusivo famoso inimmaginabile imponente gigantesco maestoso e gigantesco potentissimo blasonato gigantesco prestigioso ineguagliabile e famosissimo al potente incredibilmente famoso inimmaginabile potentissimo immenso fiammante mitico gigantesco maestoso blasone gigantesco internazionale ma italiano ed imponente maestoso account autentico incredibilmente esclusivissimo account ufficiale autorevolissimo e prestigiosissimo account della mitica immensa mastodontica allucinante potentissima, strabiliante titanica gigantesca, blasonata imponente mitica agenzia mondiale importantissima inestimabile suprema di Getty.

Il messaggio privato segreto personale inequivocabile indirizzato secco ed incredibilmente formale inviato scritto ed incredibilmente diretto ma esplicito chiarissimo secco e cristallino palese chiarissimo arrivato secco ma lusinghiero e stupendo alla posta diceva, fantastico chiaro esplicito testualmente, sinteticamente e magistralmente al centro ed a me incredibilmente ma incredibilmente e testualmente esplicito senza alcun dubbio in merito chiaramente: “Questa sua fantastica ed inarrivabile ed incredibile ma pazzesca assurda sbalorditiva ma irreale, magnifica splendida stupenda fantastica irreale ed in assoluto per le giurie inimitabile, ineguagliabile, geniale irreale splendida magistrale fantastica irraggiungibile ma strabiliante incredibile inestimabile fotografia rubata magnifica fantastica geniale irreale in assoluto splendida grandiosa ed ineguagliabile maestosa è per noi senza dubbio o pari semplicemente perfetta geniale fantastica irreale irraggiungibile formidabile sublime favolosa superba formidabile geniale ed in assoluto ed ineguagliabile semplicemente stupenda formidabile geniale, unica fantastica al vertice sublime favolosa al vertice geniale formidabile geniale ed unica pura semplicemente sbalorditiva superba straordinaria formidabile immensa ed inestimabile magnifica fantastica al vertice semplicemente favolosa ed unica magnifica superba semplicemente ed assolutamente perfetta in assoluto irraggiungibile, maestosa immensa inestimabile unica al vertice pura unica magnifica semplicemente immensa superba al mondo straordinaria divina e geniale al vertice per assoluta magia unica in assoluto ed unica al vertice in assoluto pura ed irraggiungibile”. Ti preghiamo per questa ragione impellente ed affinché non sfugga il magico attimo fuggente prezioso inestimabile unico ed urgente fantastico fuggente irraggiungibile e velocissimo ti preghiamo e ti incalziamo a contattarci prontamente ed immantinente con la necessaria ma dovuta segretezza velocemente al più prestigioso formale incredibilmente svelto urgentemente ed affrettatamente per te senza esitazione ti scongiuriamo e ti preghiamo velocemente ti invitiamo caldamente ed urgentissimamente ti preghiamo di prenderci cura di chiamarci contattarci segretamente urgentemente e subito velocemente privatamente ti preghiamo caldamente urgentemente contattarci presto ed immantinente per discutere ed incredibilmente e segretamente di contattarci presto in privato a stretto formale urgente ed importantissimo per noi giro di e in privato al più fulmineo urgente velocissimo immediato al più stretto urgente per fissare tra noi velocemente al telefono ed urgente subito per un contratto e fissare da noi al più ed urgentemente tempestivo rapidissimo subito urgente e cortese più presto per organizzare segreto urgente rapido per fissare un nostro incontro segreto incontro fantastico incontro un formidabile incontro conoscitivo di vertice per discutere dell’inizio immediato per noi e fantastico ed incredibile fantastico ed irreale pazzesco fantastico ed importante per noi per firmare ed organizzare al volo segreto fissare un contratto urgente per firmare al più importante per noi fantastico fruttuoso ed immediato ed immediato vertice. Con le mani fredde sudate che mi tremavano in modo vistoso assurdo spaventoso per via della folle inarrestabile fantastica irreale inarrestabile pazzesca ed assurda ansia positiva irreale magica inestimabile felicità incredibile pazzesca fantastica incredibile magica assurda ed irraggiungibile fantastica strabiliante ansiosa eccitazione dell’incredibile fantastica sbalorditiva inestimabile magica inestimabile e pazzesca vertigine dell’immensa maestosa eccitazione febbrile incredibile della magica incredibile vertigine della magica vertiginosa febbrile irreale fantastica vertigine inarrivabile della agitazione folle per l’evento, ho trovato a fatica il coraggio titanico necessario per spingere ed inviare loro un brevissimo messaggio personale in risposta privata e segreta confermando tutto felice. Nel ristrettissimo arco di un brevissimo e stringato giro di lancette di fantastico ed incredibile pazzesco magico incredibile inimmaginabile incredibile pazzesco incredibile brevissimo fantastico lasso temporale brevissimo fantastico incredibile formidabile incredibile appena di un misero scarno ed irreale pazzesco tempo sbalorditivo formidabile e brevissimo giro d’orologio formidabile appena una favolosa velocissima brevissima inestimabile misera irreale pazzesca formidabile minuscola ed insignificante formidabile pazzesca ma attesa frenetica attesa spasmodica ansiosa di fantastica, formidabile ma attesa frenetica febbrile d’un battito fantastico brevissimo misero brevissimo di appena una minuscola misera frazione ed inestimabile ed ansiosa minuscola scarna di un giro ed un’ora d’ansia incredibile e misera d’un battito d’attesa spasmodica attesa febbricitante di neppure un’ora misera irreale brevissima d’ansia di un’ora frenetica misera di ansia di un giro fantastico misero battito misero frenetico di appena un’ora misera ed infinita misera frenetica un’ora scarsa, e mi hanno subito prontamente felicemente risposto con foga chiedendomi eccitati di premere il tasto del computer per fissare segretamente ed urgentemente di iniziare al più fantastico incredibile immediato fantastico magico subitissimo ed immediato e folgorante immediato una pazzesca formidabile velocissima videochiamata imminente subitissima fantastica e decisiva videochiamata fantastica e risolutiva videochiamata in streaming segreto conoscitiva immediata fantastica formidabile risolutiva per fissare la fantastica fulminea videochiamata ufficiale formidabile ufficiale segretissima videochiamata decisiva fantastica imminente.

Dall’altra parte dello schermo illuminato a giorno dalle potenti luci digitali e dai fari pazzeschi della modernissima e spaventosa ed incredibile pazzesca irreale fantastica irraggiungibile sala fantastica tecnologica sbalorditiva attrezzata incredibile attrezzatura favolosa fantastica spaziale ed impressionante ed avveniristica e pazzesca dotazione incredibile inestimabile incredibile magnifica superba magnifica sbalorditiva enorme magnifica sbalorditiva attrezzata formidabile dotazione formidabile immensa avveniristica sbalorditiva pazzesca della agenzia moderna e formidabile c’era il mitico potentissimo direttore formidabile immenso supremo e gigantesco direttore supremo sbalorditivo supremo imponente mitico direttore e supremo creativo, indiscusso potentissimo imponente sbalorditivo sbalorditivo e colossale colossale supremo formidabile sbalorditivo potente immenso creativo direttore famoso sbalorditivo creativo assoluto creativo formidabile dell’agenzia mastodontica agenzia immensa in persona maestosa formidabile sbalorditiva in persona suprema mitica favolosa in persona fisica immensa in persona gigantesca formidabile sbalorditiva in persona vera al comando fantastica imponente mitica inestimabile mitica sbalorditiva maestosa sbalorditiva della agenzia sbalorditiva sbalorditiva in persona mitica. 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Mi ha subito messo felicemente a mio totale grandissimo rassicurante grande fantastico inestimabile magico agio rassicurante fantastico enorme magico inestimabile fantastico totale magico ed inestimabile formidabile fantastico immenso, fantastico magico fantastico immenso inestimabile mio fantastico pazzesco ed inestimabile mio magico inestimabile formidabile totale grande mio grande fantastico agio immenso inestimabile mio formidabile grande fantastico formidabile mio inestimabile fantastico totale ed immenso ed inestimabile grande mio totale grandissimo inestimabile fantastico ed immenso grandissimo inestimabile fantastico totale enorme fantastico agio totale inestimabile ed immenso inestimabile agio rassicurante mio fantastico e formidabile totale grandissimo grandioso fantastico totale agio totale immenso agio ed e ha rassicurante iniziato con pacatezza fantastico ad immenso pacatezza saggio rassicurante iniziato pacatezza a fare pacatezza ad immenso a farmi decine di curiose rassicurante ma pacate curiose pertinenti formidabile e curiose sagge curiose sagge domande formidabile domande saggio e curiose e mirate sul mio percorso saggio e curiose formidabile mirate domande pertinenti saggio curiose e sagge mirate domande curiose pertinenti mirate sagge formidabile sul mio difficile formidabile domande saggio mirate saggio curiose e mirate domande sul formidabile saggio pertinenti sul saggio sul mio povero formidabile saggio background formidabile saggio sul saggio difficile background formativo povero formidabile difficile sul povero formidabile, sul duro mio aspro saggio mio background saggio percorso sul duro difficile saggio povero saggio sul povero sul difficile e formidabile difficile sul saggio difficile saggio percorso duro saggio difficile sul formidabile saggio sul mio ruvido saggio difficile formidabile stile di strada povero stile formidabile e saggio difficile saggio formidabile e saggio e ruvido duro stile formidabile e duro saggio ruvido e duro e puro formidabile duro stile formidabile ruvido formidabile e saggio sulle mie formidabile mie formidabile dure e mie poche formidabile piccole mie dure formidabile dure sulle mie saggio mie saggio sulle formidabile umili mie formidabile dure mie umili mie piccole formidabile saggio e dure umili formidabile umili dure sulle mie piccole formidabile umili mie sulle piccole umili formidabile sulle dure sulle mie grandi formidabile e dure umili formidabile umili piccole grandi umili saggio ambizioni formidabile umili grandi ambizioni dure formidabile umili dure grandi ambizioni grandi formidabile dure umili umili grandi formidabile ambizioni future future.