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DEL DEBBIO ASFALTA LA SCHLEIN: CACCIATE I NONNI E GLI EBREI! SIETE I VERI FASCISTI!

Del Debbio distrugge la doppia morale di Schlein: anziani cacciati, insulti shock agli ebrei e il silenzio complice della sinistra

Le celebrazioni del 25 aprile, che avrebbero dovuto rappresentare il momento sacro della libertà, della democrazia e della pacifica convivenza per tutti i cittadini italiani, si sono purtroppo trasformate nell’ennesimo palcoscenico dell’intolleranza e del fanatismo ideologico di estrema sinistra. Le piazze di diverse città italiane sono diventate veri e propri tribunali del popolo, dove gruppi di facinorosi hanno preteso di decidere chi avesse il diritto di sfilare e chi, invece, dovesse essere cacciato con la violenza. Davanti a questo scenario di degradazione civile, il giornalista e conduttore Paolo Del Debbio è intervenuto con durezza in diretta televisiva, rompendo il velo di ipocrisia che circonda i salotti del progressismo italiano e inchiodando la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, alle sue precise responsabilità morali e politiche.

L’aggressione al nonno di Bologna e la furia di Del Debbio

Il primo grave episodio denunciato con immagini senza censure nel corso della trasmissione è avvenuto a Bologna. Un uomo anziano di circa ottant’anni, un pacifico pensionato con i capelli bianchi, si è presentato al corteo cittadino portando con sé la bandiera dell’Ucraina e quella dell’Unione Europea, simboli democratici di pace e di opposizione alle invasioni straniere. Invece di trovare accoglienza nella piazza che si professa democratica, l’anziano è stato immediatamente circondato, insultato e spintonato da un gruppo di giovani militanti. Un addetto alla vigilanza del corteo, con un giubbotto arancione, lo ha affrontato con prepotenza ordinandogli di andarsene come un intruso indesiderato, ignorando le spiegazioni pacate della vittima, che faceva parte di un’associazione italo-ucraina regolarmente autorizzata.

Osservando queste immagini, Paolo Del Debbio ha manifestato tutta la sua indignazione in studio, sbattendo la penna sul tavolo e rivolgendosi direttamente alla telecamera. Il conduttore ha definito i responsabili “vigliacchi e teppisti”, accusandoli di fare i prepotenti in branco contro una persona indifesa che potrebbe essere il loro stesso nonno. Del Debbio ha poi attaccato frontalmente Elly Schlein, sottolineando il silenzio assordante della segretaria del PD, colpevole di non aver rilasciato alcuna dichiarazione di condanna o di solidarietà verso il pensionato aggredito pur di non scontentare l’ala più radicale ed estremista della sua base elettorale.

L’orrore antisemita a Milano e l’intervento della Polizia

Democratic Party Secretary Elly Schlein David – Ảnh báo chí có sẵn – Ảnh có  sẵn | Shutterstock Editorial

La situazione è apparsa ancora più drammatica e inquietante a Milano, dove il corteo della Liberazione è stato macchiato da rigurgiti di antisemitismo viscerale. Come denunciato pubblicamente dall’esponente del centrosinistra Emanuele Fiano, i manifestanti appartenenti ai centri sociali e alle sigle pro-Palestina hanno contestato duramente i rappresentanti della Brigata Ebraica, una formazione storica il cui sangue è stato versato per liberare l’Italia dal nazifascismo. Ai cittadini italiani di religione ebraica è stato urlato l’insulto più atroce e spietato che la mente umana possa concepire: “Siete solo delle saponette mancate”.

Tra le persone fatte oggetto di questa gravissima violenza verbale vi era anche Luciano Belli Paci, figlio della senatrice a vita e superstite dell’Olocausto Liliana Segre. La situazione è degenerata a tal punto da richiedere l’intervento d’urgenza dei reparti mobili della Polizia di Stato in assetto antisommossa. Le forze dell’ordine hanno dovuto creare un cordone di sicurezza massiccio per scortare la Brigata Ebraica fuori dal corteo, sottraendo i suoi membri a un imminente rischio di linciaggio fisico da parte della folla intollerante.

Del Debbio, visibilmente scosso, ha tuonato contro l’ipocrisia dei moralisti della sinistra che denunciano quotidianamente un fantomatico pericolo fascista nei talk show, ma tollerano che nelle loro piazze si calpesti la memoria dello sterminio nei lager e si costringa il figlio di Liliana Segre alla fuga sotto scorta. Secondo il giornalista, questa accondiscendenza rende la dirigenza progressista moralmente complice di un odio razziale inaccettabile, giustificato solo dal cinismo elettorale di chi teme di perdere i voti dell’antagonismo radicale.

Il caso di Roma e il cortocircuito della doppia morale

Per completare il quadro di quello che ha definito un “mondo capovolto”, Del Debbio ha messo in luce un terzo episodio avvenuto a Roma, nei pressi del parco Schuster. Durante le manifestazioni, una coppia di militanti dell’ANPI è stata colpita da alcuni pallini di plastica sparati da una pistola ad aria compressa da un individuo isolato a bordo di uno scooter. I due coniugi, medicati sul posto, non hanno riportato alcuna conseguenza fisica grave. Sebbene si sia trattato di un gesto vile e da condannare senza riserve, la reazione della sinistra istituzionale ha svelato un clamoroso doppio standard.

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, si è immediatamente affrettato a rilasciare dichiarazioni di fuoco, parlando di “attentato gravissimo alla tenuta democratica”, mentre i telegiornali d’area evocavano lo spettro del terrorismo degli anni di piombo. Del Debbio ha platealmente accartocciato il comunicato del sindaco in diretta, evidenziando il ridicolo paradosso logico: la sinistra si mobilita e grida all’emergenza nazionale per due pallini di plastica contro i propri tesserati, ma non spende una sola parola per un ottantenne spintonato a Bologna o per gli insulti nazisti contro gli ebrei a Milano. Questa condotta dimostra, secondo il conduttore, che l’indignazione della sinistra radical chic non è un valore universale, ma una semplice arma politica utilizzata a convenienza: le vittime vengono cinicamente divise in “serie A” e “serie B” a seconda dell’appartenenza partitica.

La difesa delle Forze dell’Ordine e il verdetto del paese

In conclusione, l’editoriale televisivo ha reso omaggio al lavoro straordinario e ingrato degli uomini e delle donne in divisa. Poliziotti e carabinieri sono stati gli unici a difendere la reale legalità democratica in una giornata di follia, fungendo da scudi umani per proteggere i cittadini e subendo al contempo insulti e attacchi dai facinorosi. Del Debbio ha criticato duramente la tendenza della sinistra a colpevolizzare la polizia a ogni minima tensione, ricordando che la stragrande maggioranza degli italiani onesti sta dalla parte delle forze dell’ordine e rifiuta la violenza dei centri sociali. L’intervento del conduttore ha smascherato una retorica ormai logora, confermando che i cittadini sono esausti di lezioni magistrali impartite da chi tollera l’odio nelle proprie piazze.