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Terrore al Tour de Suisse: Urska Zigart vola oltre il manubrio nel finale e resta immobile sull’asfalt

Terrore al Tour de Suisse: Urska Zigart vola oltre il manubrio nel finale e resta immobile sull’asfalto

Paura per Urska Zigart al Tour de Suisse, la fidanzata di Pogacar sbatte sull'asfalto dopo una caduta

Il mondo del ciclismo professionistico vive ore di profonda angoscia e forte apprensione a causa di un gravissimo incidente stradale avvenuto durante le fasi finali della tappa del Tour de Suisse femminile. La ciclista slovena Urska Zigart, atleta di livello internazionale e nota al grande pubblico anche per essere la fidanzata del pluricampione Tadej Pogacar, è stata la vittima principale di una rovinosa caduta multipla che ha trasformato il traguardo di Locarno in uno scenario di puro panico e disperazione.

La dinamica del terribile incidente si è consumata sotto lo striscione dell’ultimo chilometro, una fase della gara in cui la velocità del gruppo è tradizionalmente altissima e la tensione tra le atlete è alle stelle. Secondo le prime ricostruzioni geometriche della traiettoria, il gruppo di testa stava viaggiando a circa cinquanta chilometri orari quando Urska Zigart ha improvvisamente perso il controllo della propria bicicletta. La causa scatenante della perdita di aderenza sarebbe stata la presenza di un dosso artificiale, un ostacolo urbano posizionato in un tratto stradale estremamente nevralgico e pericoloso della corsa. L’impatto è stato violentissimo: la ciclista slovena è stata letteralmente proiettata oltre il manubrio della propria bici, compiendo un volo spaventoso prima di impattare duramente sul manto asfaltato, dove è rimasta completamente immobile per alcuni interminabili istanti.

La violenza della carambola ha innescato un effetto domino devastante, coinvolgendo inevitabilmente altre atlete che si trovavano nelle immediate vicinanze e che non hanno avuto il tempo fisico di frenare o deviare la propria corsa. Tra le cicliste rimaste pesantemente coinvolte nel trauma collettivo ci sono l’italiana Sara Casasola, l’atleta di casa Ginia Caluori e la ciclista Maia Kingma. La gravità della situazione ha richiesto il dispiegamento immediato del personale sanitario e delle ambulanze presenti sul percorso. I soccorsi sono intervenuti con la massima urgenza per immobilizzare le atlete ferite e prestare le prime cure sul posto. Successivamente, la situazione ha richiesto il trasporto d’urgenza in ospedale per Sara Casasola e per la stessa Urska Zigart, al fine di sottoporre le atlete a esami clinici approfonditi, accertamenti radiologici e valutazioni neurologiche volte a escludere lesioni interne gravi.

Mentre il team medico non ha ancora diffuso un bollettino sanitario dettagliato sulle condizioni attuali della ciclista slovena, la notizia del drammatico ricovero ha raggiunto immediatamente il circuito del Tour de Suisse maschile, dove il compagno Tadej Pogacar sta correndo come leader della classifica generale. Nonostante la comprensibile sofferenza psicologica e la forte preoccupazione per la salute della fidanzata, il campione sloveno ha dovuto trovare la forza per presentarsi alla partenza della sua tappa. Poco prima del via, Pogacar ha voluto mandare un segnale pubblico di affetto e vicinanza emotiva, condividendo sui propri canali social una foto che lo ritrae insieme a Urska, accompagnata da simboli di cuori, un gesto che ha commosso l’intera comunità sportiva internazionale.

Paura per Urska Zigart al Tour de Suisse, la fidanzata di Pogacar sbatte  sull'asfalto dopo una caduta

Questo ennesimo e drammatico episodio riaccende con violenza un dibattito mai sopito all’interno del mondo delle due ruote: la sicurezza dei ciclisti e la progettazione dei tratti finali delle corse. Professionisti, direttori sportivi e appassionati puntano nuovamente il dito contro la presenza ingiustificata di ostacoli urbani, dossi artificiali, spartitraffico e improvvisi restringimenti della carreggiata stradale nei pressi dell’arrivo, elementi che trasformano le volate finali in vere e proprie roulette russe. La speranza di tutto il mondo dello sport è ora legata ai prossimi aggiornamenti medici ufficiali, con l’augurio che per Urska Zigart e per le altre atlete coinvolte si sia trattato solo di un grande spavento e che possano tornare presto in sella.