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Tragedia alle Maldive: i risultati dell’autopsia su Monica e Giorgia

Tragedia alle Maldive: i risultati dell’autopsia su Monica e Giorgia

Il dolore di una città intera, Genova, si prepara a un abbraccio silenzioso e straziante. Giovedì, le salme di Monica Montefalcone e di sua figlia Giorgia Sommacal faranno ritorno a casa, dopo il nulla osta arrivato a seguito degli esami autoptici eseguiti presso l’ospedale di Gallarate. Sarà l’ultimo viaggio, quello definitivo, prima del commiato previsto per sabato 30 maggio nella chiesa di San Francesco di Pegli, una cerimonia riservata che vedrà la partecipazione dell’arcivescovo Marco Tasca, a testimonianza di quanto questa vicenda abbia colpito non solo le famiglie, ma l’intera comunità.

Ma mentre si preparano le esequie, i dubbi e le ombre sulla dinamica di quanto accaduto alle Maldive non si diradano. Le prime risultanze autoptiche, sebbene parziali, tracciano un quadro drammatico: la morte sarebbe sopraggiunta per annegamento o, in alternativa, per anossia, ovvero una gravissima carenza di ossigeno durante l’immersione. Si tratta, però, di indicazioni preliminari. Per una verità che possa dirsi definitiva, sarà necessario attendere ancora diverse settimane, il tempo necessario per completare gli esami istologici, fondamentali per ricostruire gli ultimi, tragici istanti vissuti dai subacquei.

La giustizia, nel frattempo, non resta a guardare. La Procura di Roma, titolare del fascicolo sulla morte dei cinque sub, ha mosso un passo formale e necessario: una rogatoria internazionale preliminare trasmessa alle autorità delle Maldive. L’obiettivo è cristallino: ottenere una collaborazione giudiziaria efficace per acquisire non solo i documenti ufficiali sull’escursione, ma soprattutto l’attrezzatura tecnica utilizzata durante l’immersione risultata fatale. È lì, tra computer subacquei, erogatori e bombole, che potrebbe nascondersi la causa tecnica del disastro. Al momento, l’ipotesi di reato iscritta nel fascicolo di Piazzale Clodio resta quella di omicidio colposo, un atto dovuto per permettere un’indagine approfondita che non tralasci alcuna responsabilità.

In questo clima di dolore, non sono mancate le frizioni. Il mondo accademico, che ha perso una docente stimata come Monica Montefalcone, ha vissuto giorni di tensione. L’Università di Genova, dopo una sospensione della pagina istituzionale dedicata alla professoressa — scelta che aveva scatenato le proteste degli studenti — ha deciso di riattivarla, riconoscendo l’importanza del suo contributo scientifico. Per l’assegnista di ricerca Muriel Oddenino, invece, l’ateneo ha scelto di ripristinare esclusivamente il curriculum online, in attesa che la nebbia su questa sciagurata vicenda inizi a diradarsi.

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Le autorità italiane, coadiuvate dagli inquirenti locali, continuano a monitorare ogni dettaglio. L’attesa è ora tutta rivolta ai risultati degli esami istologici e all’esito delle verifiche internazionali sull’equipaggiamento. Ogni piccolo elemento, ogni dato recuperato dai dispositivi tecnici, potrebbe trasformarsi nel tassello mancante di un puzzle che, al momento, appare ancora troppo frammentato. Resta il dolore, inconsolabile, di chi attende di capire come una vacanza, vissuta in uno dei paradisi più cristallini del mondo, possa essersi trasformata in un incubo collettivo senza ritorno. La comunità genovese, e con essa l’intero mondo scientifico, resta in un raccoglimento doloroso, aggrappata alla speranza che la giustizia possa dare un senso a un vuoto così profondo.