C’è una domanda antica e terribile che brucia incessantemente nel cuore di ogni credente, un interrogativo profondo che viene sussurrato con angoscia nei momenti più bui e solitari della notte.
Questo accade quando guardiamo lo stato attuale del mondo intero e percepiamo un senso di ingiustizia così viscerale, opprimente e totale da far tremare le fondamenta stesse della nostra anima.
Ci guardiamo intorno e veniamo costantemente travolti da una realtà quotidiana che sembra contraddire in modo flagrante tutto ciò che ci è sempre stato insegnato sulla bontà suprema e sulla giustizia infinita di Dio.
Osserviamo con ammirazione capovolta uomini cinici che hanno costruito i loro immensi imperi finanziari sulla menzogna sistematica, sulla corruzione spietata e sullo sfruttamento programmato dei lavoratori più deboli e indifesi.
Questi individui vivono in ville sfarzose, godono di una salute apparentemente perfetta e incrollabile, e vengono persino applauditi dalle folle accecate e dai mezzi di comunicazione di massa come se fossero veri eroi.
Vediamo politici corrotti che si fanno beffe pubblicamente delle leggi divine ed umane, ascendere senza sosta verso le vette più alte del potere temporale, apparendo del tutto intoccabili davanti alla giustizia.
Essi accumulano ricchezze smisurate che non saranno mai in grado di spendere nemmeno in cento vite, mentre contemporaneamente una nonna umile e devota si ritrova a vivere nella miseria più assoluta.
Questa anziana donna, che ha recitato fedelmente il santo rosario ogni singolo giorno per oltre cinquant’anni della sua vita, non possiede nemmeno il denaro necessario per comprare le medicine essenziali.
Farmaci che sarebbero fondamentali per lenire i dolori lancinanti del suo corpo malato, eppure la sua esistenza trascorre nel silenzio e nell’indigenza più totale, ignorata da quel mondo che festeggia i malvagi.
Vediamo l’uomo d’affari spietato prosperare oltre ogni immaginazione, espandendo i suoi possedimenti, mentre il padre di famiglia onesto, che si rifiuta categoricamente di imbrogliare il prossimo, cade inesorabilmente in bancarotta.
Questo immenso scandalo quotidiano, questo apparente e trionfante successo del male sul bene, rappresenta senza ombra di dubbio la ferita più antica, dolorosa e sanguinante di tutta la storia dell’umanità.
È lo stesso identico e straziante interrogativo che il profeta Geremia, in un momento di profonda disperazione spirituale, gridò con forza verso il cielo silenzioso per avere una risposta definitiva.
Perché la via dei malvagi prospera sempre in questo modo, e perché tutti coloro che agiscono con perfidia e senza fede possono vivere comodamente e senza alcuna apparente preoccupazione materiale?
Si tratta di un dubbio atroce, una domanda che possiede il potenziale distruttivo di annientare completamente la fede di un uomo se non trova una spiegazione profonda e spirituale.
Questo mistero ci tenta continuamente, spingendoci a credere che Dio sia addormentato, indifferente ai dolori umani, o peggio ancora, che Egli non esista affatto e che il mondo sia dominato dal caos.
Prima di aprire insieme le pagine mistiche dei libri delle rivelazioni di Santa Brigida di Svezia, per scoprire la risposta che Gesù stesso diede a questo terrificante enigma, desidero fare una riflessione.
Voglio invitare ciascuno di voi a unirsi alla nostra importante missione spirituale, che consiste nello svelare e diffondere queste verità nascoste che i santi ci hanno tramandato nel corso dei secoli.
Stiamo costruendo con pazienza una comunità unita di credenti che rifiuta categoricamente di distogliere lo sguardo dalle domande più difficili, scomode e profonde che riguardano la nostra fede cattolica.
Se anche voi avete sperimentato sulla vostra pelle il bruciore di questa ingiustizia, o se vi siete chiesti perché i malvagi sembrino vincere sempre, iscrivetevi subito a questo canale.
Lasciate un commento significativo qui sotto per aiutarci a superare il rumore di fondo degli algoritmi moderni, così da raggiungere quelle anime che si trovano oggi sull’orlo del baratro.
Anime che stanno per perdere la speranza a causa di questo enorme scandalo visibile nel mondo, e che hanno un disperato bisogno di ritrovare la luce della verità divina.
Nei commenti sottostanti vi invito a compiere un atto di vera e propria sfida spirituale contro lo spirito della disperazione e del nichilismo che domina la nostra società contemporanea.
Scrivete semplicemente queste parole con ferma convinzione: Gesù, io confido pienamente nella tua perfetta giustizia, poiché essa non manca mai di ristabilire l’ordine cosmico e spirituale.
Scrivendo questa breve ma potente frase, state ancorando la vostra anima alla verità immutabile prima ancora di ascoltare l’intera spiegazione teologica che stiamo per sviluppare insieme in questa storia.
Santa Brigida di Svezia si trovava in una posizione assolutamente unica e privilegiata per rivolgere questa drammatica domanda direttamente al Salvatore, poiché la sua vita non fu affatto ordinaria.
La santa non era una monaca che era rimasta nascosta all’interno delle mura protettive di un chiostro isolato fin dal momento della sua nascita o della sua prima giovinezza.
Al contrario, era una nobildonna di altissimo rango, una principessa del regno che aveva camminato a lungo nei circoli più esclusivi e influenti della regalità e della nobiltà europea.
Brigida conobbe da vicino la corruzione morale profonda che infestava le corti regali, vedendo re che si erano macchiati di omicidi efferati pranzare tranquillamente su piatti d’oro massiccio.
Ebbe modo di osservare vescovi che si comportavano come scaltri politici mondani, i quali vivevano nel lusso più sfrenato e scandaloso mentre i poveri morivano letteralmente di fame ai loro cancelli.
Vide con i propri occhi i malvagi fiorire rigogliosi come alberi secolari, mentre le persone autenticamente sante che conosceva soffrivano costantemente nell’oscurità, nella malattia debilitante e nella povertà materiale.
Questa immensa e stridente disparità terrena turbava profondamente il suo cuore di credente, poiché appariva come una violazione diretta e inaccettabile della natura intrinsecamente giusta di un Dio d’amore.
Nelle sue celebri ed mistiche rivelazioni, Brigida decise di portare tutta questa angoscia soffocante direttamente ai piedi di Cristo, ponendogli la questione con una franchezza che rasentava l’audacia profetica.
Ella domandò essenzialmente: Signore, Tu che sei la giustizia stessa, il Re sovrano dell’universo, perché permetti ai tuoi nemici giurati di bere il vino più raffinato di questa terra?
Perché permetti loro di godere di ogni bene, mentre costringi i tuoi amici più fedeli a bere quotidianamente l’amaro calice della sofferenza, del rifiuto e della persecuzione del mondo?
Perché tolleri che i malvagi costruiscano i loro paradisi artificiali sulla terra, calpestando con arroganza e impunità le tue sante leggi e i comandamenti che hai dato agli uomini?
La risposta che Gesù le diede rappresenta una delle spiegazioni più agghiaccianti, logiche e allo stesso tempo terrificanti di tutta la millenaria storia della mistica e della teologia cristiana.
Si tratta di una rivelazione straordinaria che possiede il potere di trasformare istantaneamente l’invidia umana in un orrore assoluto e in una profonda compassione per il destino eterno di quelle anime.
Gesù iniziò il suo discorso spiegando a Brigida la natura fondamentale, immutabile e perfetta della sua giustizia, la quale non si muove secondo i parametri limitati e fallaci del giudizio umano.
Egli disse alla santa che Dio è certamente bontà infinita e misericordia senza limiti, ma al tempo stesso Egli è anche giustizia infinita, due attributi che coesistono in perfetta armonia.
Questa giustizia divina opera su un registro invisibile che è immensamente più preciso, dettagliato e rigoroso di qualsiasi equazione matematica complessa o di qualunque bilancio umano mai concepito.
Il Salvatore spiegò che nessuna azione buona, per quanto possa apparire piccola, insignificante o nascosta agli occhi del mondo, può mai rimanere priva della sua giusta e meritata ricompensa.
Allo stesso modo e per la medesima legge spirituale, nessun peccato, per quanto commesso nell’oscurità più totale o nel segreto del cuore, può mai rimanere impunito davanti all’Onnipotente.
L’intero universo spirituale e materiale opera su un perfetto principio di equilibrio che deve essere necessariamente saldato, e ogni conto deve essere portato a termine prima della fine dei tempi.
Consideriamo ora, disse il Signore a Brigida, la figura dell’uomo che ha scelto liberamente la via del male, colui che ha rifiutato consapevolmente Dio e la sua grazia.
Questo individuo vive unicamente per nutrire il proprio ego smisurato, schiacciando senza pietà chiunque si trovi sul suo cammino pur di accumulare potere, successo mondano, denaro e gloria effimera.
Eppure, persino quest’uomo così immerso nelle tenebre del peccato mortale e dell’egoismo, compie occasionalmente, nel corso della sua esistenza terrena, qualche azione che è naturalmente e intrinsecamente buona.
Forse decide di finanziare la costruzione di un grande ospedale moderno solo per vedere il proprio nome scolpito a lettere cubitali sulla facciata principale dell’edificio per pura vanità.
Oppure dona una moneta d’oro a un povero mendicante sulla strada semplicemente per fare colpo sulla donna che desidera conquistare, o magari dimostra una genuina e naturale gentilezza verso la propria madre.
Queste singole azioni, sebbene compiute con intenzioni spesso imperfette, possiedono comunque un valore oggettivo nel piano della creazione, poiché il bene rimane bene nella sua sostanza esteriore.
E poiché Dio è infinitamente giusto, Egli non può ignorare questo valore oggettivo, né può comportarsi come un giudice parziale che cancella i meriti materiali di un uomo malvagio.
Il Signore non dirà mai che non terrà conto di quella buona azione solo perché la persona che l’ha compiuta è complessivamente empia, depravata o lontana dalla via della salvezza.
Di conseguenza, la giustizia divina deve necessariamente pagare quel debito di riconoscenza per l’azione buona compiuta, remunerando l’opera secondo il suo effettivo peso sulla bilancia del mondo.
Ma è proprio qui che si nasconde il risvolto più drammatico, inaspettato e terribile dell’intera rivelazione che Gesù fece alla sua fedele servitrice Brigida durante quelle estasi.
Gesù spiegò che poiché quest’uomo ha scelto liberamente e ostinatamente di separarsi da Dio attraverso il peccato mortale e l’impenitenza finale, egli non potrà ricevere alcuna ricompensa nell’altra vita.
Egli ha chiuso con le sue stesse mani la porta del paradiso, ha rinunciato alla grazia santificante e non possiede alcuna eredità o cittadinanza nel regno eterno della luce divina.
Dunque, se Dio non può pagare questo debito nella dimensione dell’eternità a causa della condizione spirituale dell’anima, dove deve necessariamente saldare il conto con quest’uomo?
La risposta è tanto semplice quanto spaventosa: il Signore deve pagarlo interamente qui su questa terra, deve liquidare il suo compenso nel tempo presente della vita mortale.
La straordinaria prosperità dei malvagi, la loro immensa ricchezza materiale, la salute ferrea di cui godono, la fama e la longevità non sono affatto segni di benedizione divina.
Al contrario, tutto questo benessere rappresenta una ricevuta di pagamento, il segno tangibile che Dio sta chiudendo definitivamente il conto economico e spirituale con quell’anima prima del giudizio.
Gesù rivelò che quando vediamo una persona profondamente corrotta ascendere ai vertici del potere o accumulare milioni, stiamo semplicemente assistendo alla chiusura dei libri contabili di Dio.
Egli sta dando loro la ricompensa spettante per intero, utilizzando l’unica valuta che queste anime sono effettivamente capaci di ricevere, ovvero la polvere effimera e passeggera di questa terra.
Il Creatore li sta pagando per l’ospedale costruito, per la moneta donata al mendicante e per quella momentanea gentilezza dimostrata nel corso della loro vita materiale e terrena.
In questo modo, nel giorno terribile del giudizio particolare, quando si presenteranno davanti al trono divino e saranno giustamente condannati alle tenebre eterne, non potranno muovere alcuna accusa.
Non potranno guardare il volto del Giudice Supremo e dire che hanno compiuto delle cose buone e che attendono ancora la loro giusta ricompensa per quelle opere.
Dio potrà mostrare loro le ville sfarzose, gli yacht privati, i conti bancari cifrati e gli applausi del mondo intero, dicendo con voce ferma: Avete già ricevuto tutto.
Volevate la terra, avete desiderato unicamente i beni materiali ed io vi ho concesso esattamente ciò che chiedevate; ora siamo perfettamente pari e non avete più nulla.
Non vi è rimasto assolutamente nulla nel vostro conto corrente spirituale presso la banca del cielo, poiché avete consumato ogni credito spendendolo per i piaceri di questo mondo.
Questa rivelazione sconvolgente ribalta completamente il paradigma umano attraverso il quale siamo abituati a valutare il successo, la felicità e la realizzazione all’interno della nostra società.
Noi tendiamo a guardare i ricchi, i potenti e i famosi pensando erroneamente che siano i favoriti da Dio, che la fortuna e la grazia camminino al loro fianco.
Gesù invece dice a Santa Brigida che spesso queste persone non vengono affatto benedette dall’alto, ma vengono semplicemente liquidate e congedate in modo definitivo dalla presenza del Signore.
Immaginate per un momento una grande azienda che decide di licenziare in tronco un dipendente dannoso, ma gli concede una liquidazione enorme solo per farlo andare via subito.
Vogliono che firmi i documenti e abbandoni l’edificio nel più breve tempo possibile, senza che possa avanzare pretese future o intentare cause legali contro la proprietà dell’azienda.
Questo è esattamente ciò che la prosperità terrena rappresenta molto spesso per i malvagi: un pacchetto di fine rapporto, una liquidazione anticipata che li esclude dal regno dei cieli.
Gesù utilizzò una metafora contadina estremamente brutale, vivida e realistica nelle sue rivelazioni a Brigida per descrivere la condizione spirituale di queste anime destinate alla perdizione.
Egli paragonò queste persone al bestiame che viene accuratamente ingrassato dal padrone prima del giorno stabilito per la macellazione, una pratica comune che nasconde un fine tragico.
Un allevatore esperto non nutre il bue con il grano migliore della sua riserva e non lo lascia riposare nei prati più verdi perché prova amore per l’animale.
Lo fa unicamente perché lo sta preparando per il coltello del macellaio, poiché sa che un corpo grasso e ben nutrito renderà molto di più al mercato.
La facilità della vita, il comfort continuo e la totale assenza di sofferenze o contrarietà nell’esistenza dei malvagi non sono affatto segni del favore o dell’amore di Dio.
Essi sono, al contrario, i sintomi più spaventosi del totale abbandono divino, il segno che il Signore ha smesso di potare quella pianta sterile e infruttuosa.
Egli ha cessato di disciplinarli attraverso la correzione paterna, lasciando che mangino e bevano a sazietà al banchetto del mondo poiché sa che questa è l’ultima cena.
Sanno che questo è l’unico pasto prelibato che assaggeranno mai, prima che cali su di loro il digiuno eterno e la privazione assoluta della luce della salvezza.
Quando la nostra mente comprende fino in fondo questa tremenda verità spirituale, l’invidia che provavamo per i ricchi evapora istantaneamente come nebbia colpita dal sole del mattino.
Quel sentimento velenoso viene immediatamente sostituito da una pietà profonda, tremante e sincera per la sorte di quegli uomini che corrono inconsapevolmente verso la loro rovina eterna.
Quando vedete il politico corrotto ridere con arroganza a bordo del suo jet privato, non state affatto guardando un vincitore o un uomo di successo planetario.
State guardando un condannato a morte che sta consumando il suo ultimo pasto sontuoso prima dell’esecuzione, un’anima cieca che sta svendendo l’intera eredità spirituale per della cenere.
Gesù desidera ardentemente che noi comprendiamo che il suo apparente silenzio di fronte alle peggiori nefandezze del male non è affatto un segno di debolezza o impotenza.
Si tratta, al contrario, di una forma di pagamento spaventosa e inesorabile, poiché Egli sta concedendo loro esattamente tutto ciò che desiderano con ostinazione e orgoglio.
Questo rappresenta il castigo supremo, poiché permettendo loro di possedere il mondo intero, Dio consente che cementino definitivamente la loro eterna separazione dalla fonte dell’amore e della vita.
Essi stanno costruendo giorno dopo giorno la propria prigione eterna, utilizzando mattoni d’oro massiccio e cemento fatto di orgoglio, vanità, egoismo e disprezzo per il prossimo.
Santa Brigida comprese con assoluta chiarezza che il successo mondano dei malvagi è in realtà una maledizione travestita da benedizione, un inganno di proporzioni cosmiche e spirituali.
Esso agisce come una potente anestesia spirituale che addormenta la coscienza e rende queste persone del tutto insensibili al gravissimo pericolo che stanno correndo per l’eternità.
Se queste persone soffrissero anche solo un minimo, se incontrassero degli ostacoli sul loro cammino, potrebbero improvvisamente svegliarsi dal loro letargo morale e comprendere i propri errori.
Se perdessero improvvisamente tutto il loro denaro o la loro posizione sociale, potrebbero cadere in ginocchio e chiedere perdono a Dio, salvando la propria anima dal fuoco.
Ma poiché continuano a prosperare senza sosta, dormono sonni tranquilli e confortevoli mentre la nave della loro vita sta imbarcando acqua e affondando negli abissi della colpa.
La prosperità terrena li mantiene in una condizione di totale cecità spirituale, convalida costantemente il loro immenso ego e li spinge a pensare di essere come degli dei.
In questo modo, quella che il mondo considera la massima benedizione, ovvero la ricchezza smisurata, diventa la catena d’acciaio che li trascina inesorabilmente verso il fondo del baratro.
Adesso dobbiamo necessariamente girare la medaglia per esplorare l’altra faccia di questo mistero teologico, affrontando la questione speculare che tormenta ugualmente la mente dei fedeli cattolici.
Se i malvagi prosperano unicamente per essere pagati in anticipo e poi congedati definitivamente, per quale motivo profondo le persone autenticamente buone devono soffrire così tanto in terra?
Perché Dio permette che i suoi amici più cari, coloro che cercano di vivere secondo il Vangelo, siano schiacciati dalla povertà, dalle malattie dolorose e dalle calunnie?
Gesù diede a Santa Brigida una risposta altrettanto precisa, geometrica e sconvolgente, rivelando il meccanismo nascosto della punizione temporale che spiega la misteriosa e dolorosa sofferenza dei santi.
La rivelazione secondo cui la prosperità dei malvagi è semplicemente una ricevuta fiscale per il loro definitivo licenziamento cambia radicalmente il nostro modo di osservare la complessa realtà terrena.
Tuttavia, questa verità ci costringe immediatamente a confrontarci con l’altro lato della medaglia spirituale, un aspetto che per la nostra natura umana risulta ancora più difficile.
Se i giusti cercano di compiere la volontà divina, perché la donna che partecipa devotamente alla santa messa ogni mattina riceve la diagnosi di un cancro incurabile e aggressivo?
Perché il padre di famiglia onesto perde improvvisamente il proprio posto di lavoro a causa di una crisi, lasciando i suoi figli nell’indigenza e nella preoccupazione?
Perché il giovane e brillante seminarista, che aveva deciso di consacrare l’intera sua giovinezza al servizio dell’altare, muore tragicamente in un drammatico incidente stradale?
La visione mistica concessa a Santa Brigida fornisce l’esatta immagine speculare della verità precedente, richiedendo una completa ristrutturazione dei nostri istinti umani per essere compresa a fondo.
Gesù le spiegò che proprio come i malvagi possiedono piccoli meriti naturali che devono essere ricompensati sulla terra, così anche i giusti possiedono piccoli peccati quotidiani.
Queste piccole colpe e imperfezioni devono essere necessariamente punite ed espiate durante la vita terrena, affinché queste anime non debbano soffrire terribilmente nella dimensione della vita futura.
Questa è la dottrina della giustizia misericordiosa di Dio, un concetto sublime che unisce la fermezza della legge all’amore infinito del Padre nei confronti dei suoi figli adottivi.
Dobbiamo sempre ricordare, con grande umiltà, che persino la persona più santa, devota e retta che vive tra di noi non è affatto perfetta o priva di macchie.
La Sacra Scrittura ci insegna chiaramente che il giusto cade sette volte al giorno, commettendo piccole mancanze che pur non uccidendo la grazia richiedono comunque una purificazione.
Tutti noi sperimentiamo momenti di impazienza passeggera, piccoli attaccamenti alla vanità personale, parole oziose pronunciate senza riflettere e omissioni nel dovere della carità perfetta verso il prossimo.
Questi non sono certamente peccati mortali che distruggono la vita della grazia nell’anima e condannano all’inferno, ma rappresentano comunque delle macchie evidenti sulla veste nuziale dello spirito.
E Dio, che è purezza infinita, santità assoluta e luce senza alcuna ombra, non può abbracciare direttamente un’anima che sia ancora coperta dalla polvere delle imperfezioni umane.
Vi è un debito reale che deve essere pagato alla giustizia divina, un saldo che non può essere cancellato con un colpo di spugna senza una reale espiazione.
Santa Brigida ci rivela che Dio offre molto spesso ai suoi amici più cari una scelta misteriosa, la quale avviene frequentemente nel segreto profondo della loro anima.
Il Signore domanda spiritualmente: Desideri pagare questo tuo piccolo debito adesso, utilizzando la valuta debole della terra, o preferisci saldarlo più tardi con la valuta del fuoco?
La sofferenza dei buoni in questa vita terrena, la malattia debilitante, la povertà materiale, il tradimento degli amici e l’angoscia del cuore sono il permesso che Dio concede.
Egli permette loro di pagare il debito nel tempo presente, e questo costituisce un atto di suprema, ineffabile e inconcepibile misericordia paterna da parte del nostro Creatore.
Questo accade perché il tasso di cambio stabilito dalla misericordia divina tra questa vita e la prossima è straordinariamente e incredibilmente favorevole per noi povere creature umane.
Un’intera esistenza trascorsa nella sofferenza più acuta su questa terra equivale a pagare un solo centesimo per estinguere un debito immenso di milioni di monete d’oro.
Un solo singolo istante trascorso nel fuoco purificatore del purgatorio è immensamente più doloroso e straziante di cento anni delle peggiori torture fisiche che si possano subire qua.
Inviandoci la croce adesso, nel tempo della prova terrena, Dio ci sta risparmiando il fuoco purificatore del domani, abbreviando il nostro cammino verso la beatitudine eterna.
Ci troviamo a camminare su un terreno sacro e misterioso, affrontando i segreti più profondi e inaccessibili della divina provvidenza e del governo del mondo da parte di Dio.
Non è affatto facile per la nostra mentalità mondana sentire che il nostro dolore fisico o morale rappresenta una forma di pagamento o di purificazione della nostra anima.
Tuttavia, questa è l’unica spiegazione teologica autentica che porta con sé una speranza incrollabile invece di sprofondare la mente umana negli abissi bui della disperazione totale.
Se questa spiegazione vi sta aiutando a dare un senso spirituale profondo alle vostre sofferenze personali o ai dolori delle persone che amate, sostenete il nostro lavoro.
Lasciate un segno del vostro passaggio affinché il sistema comprenda che esiste ancora un pubblico interessato a contenuti spirituali di spessore, capaci di salvare una vita.
Questo messaggio potrebbe raggiungere un’anima che in questo preciso istante sta piangendo in una stanza d’ospedale, chiedendosi dove sia finito Dio nel momento del dolore.
Gesù spiegò a Santa Brigida che quando Egli invia una sofferenza a una persona retta, si comporta esattamente come un maestro orefice che lavora i metalli preziosi.
L’artigiano non getta l’oro grezzo all’interno della fornace ardente perché prova odio o disprezzo nei confronti di quel metallo che ha raccolto con tanta fatica.
Al contrario, lo fa proprio perché conosce perfettamente il valore immenso racchiuso in quel pezzo di roccia, sapendo cosa si nasconde sotto la superficie ruvida e opaca.
Egli sa bene che dentro quel minerale grezzo vi è un capolavoro assoluto di bellezza che attende solo di essere rivelato attraverso il processo della fusione ad alta temperatura.
Ma l’unico modo possibile per eliminare completamente le scorie, le impurità e le leghe vili che rendono quel metallo economico è farlo passare attraverso il fuoco ardente.
Più l’oro è prezioso e destinato a un’opera d’arte regale, più il fuoco della fornace deve essere mantenuto alto, ardente, intenso e prolungato nel tempo.
Quando vediamo un santo soffrire intensamente, non stiamo affatto assistendo alla punizione severa che un giudice infligge a un criminale che ha violato la legge dello Stato.
Stiamo assistendo al lavoro delicato e magistrale di Dio che sta pazientemente lucidando un diamante prezioso destinato a splendere nella corona del Re dei Re per l’eternità.
Egli sta strofinando l’anima con la lana d’acciaio dell’avversità per assicurarsi che quando essa varcherà la soglia del cielo possa andare direttamente davanti al trono divino.
Senza dover compiere alcuna sosta intermedia nella dolorosa prigione del purgatorio, poiché ha già consumato ogni sua scoria sulla terra attraverso l’accettazione della sua dolorosa croce.
La sofferenza terrena rappresenta la doccia purificatrice prima della grande festa di nozze; a volte ci sembra di affogare in quell’acqua, ma in realtà veniamo lavati profondamente.
Questa prospettiva spirituale trasforma radicalmente il problema del dolore innocente, mutandolo nel privilegio inestimabile della purificazione attiva e della santificazione della nostra vita interiore.
Quando i malvagi prosperano, Dio sta dicendo loro: Ecco la vostra misera ricompensa terrena, prendetela tutta adesso e andatevene via lontano dalla mia presenza per sempre.
Quando invece i giusti soffrono sotto il peso dei loro mali, Dio sta dicendo loro con infinito amore: Vi sto preparando accuratamente per rimanere con me in eterno.
La sofferenza accettata con fede diventa il segno evidente di una profonda e intima relazione filiale, la disciplina d’amore di un Padre che corregge il figlio prediletto.
Se vedete il figlio di uno sconosciuto compiere un’azione sbagliata o pericolosa all’interno di un parco pubblico, potreste decidere di ignorarlo perché quel bambino non vi appartiene.
Non spetta a voi educarlo, ma se vedeste il vostro stesso figlio fare qualcosa che potrebbe danneggiare la sua salute o il suo futuro, interverreste immediatamente con decisione.
Lo disciplinereste, lo correggereste con fermezza e gli proibireste di continuare, anche a costo di farlo piangere o di attirare su di voi la sua momentanea rabbia.
Perché agite in questo modo così fermo? Perché quel bambino porta il vostro stesso cognome, è il vostro amato erede e vi interessa sopra ogni altra cosa il suo bene.
Dio disciplina severamente solo coloro che ama di un amore immenso e sponsale, coloro che ha scelto fin dall’eternità per essere partecipi della sua gloria nel cielo.
Il silenzio assoluto di Dio verso le azioni dei malvagi, il lasciar correre ogni loro malizia senza che subiscano mai alcuna conseguenza visibile rappresenta il silenzio spaventoso.
Significa che il Signore li sta trattando temporaneamente come se fossero dei perfetti estranei, lasciandoli camminare liberamente lungo la strada spaziosa che conduce verso la perdizione.
Ma il peso della mano di Dio sopra la vita dei giusti costituisce la prova schiacciante e bellissima della loro adozione filiale all’interno della famiglia divina.
Egli interviene continuamente nelle loro esistenze terrene, sconvolgendo i loro piani mondani, spezzando i loro progetti di gloria umana e schiacciando il loro orgoglio strisciante ed egoista.
Fa questo perché è geloso dell’anima dei suoi eletti e si rifiuta categoricamente di permettere che si trovino troppo comodi in un mondo che non è la patria.
Santa Brigida vide chiaramente che la prosperità materiale di questo mondo agisce sull’animo umano come un potente narcotico che addormenta i desideri più nobili dello spirito.
Essa ci rende pigri, sonnolenti e ci fa dimenticare che su questa terra siamo solo dei pellegrini di passaggio diretti verso la vera patria celeste.
Se i giusti fossero sempre ricchi, sani, famosi e coronati da un successo strepitoso, finirebbero inevitabilmente per innamorarsi perdutamente del luogo del loro esilio temporaneo.
Inizierebbero a costruire le loro dimore permanenti all’interno delle mura di Babilonia, dimenticandosi completamente della bellezza splendente della Gerusalemme celeste che li attende nei cieli.
Per evitare questo immenso pericolo spirituale, Dio inserisce saggiamente una spina dolorosa all’interno del nido confortevole che cerchiamo di costruirci su questa terra ogni giorno.
Egli rende il letto di questo mondo duro, scomodo e pieno di asperità per i suoi amici, affinché si sveglino dal torpore e riprendano a camminare.
La povertà del giusto diventa allora una benedizione nascosta, poiché lo costringe a rimanere in una condizione di totale e costante dipendenza filiale dal suo Creatore.
La malattia della donna santa si rivela una grazia inestimabile, poiché possiede il potere di distaccarla completamente dalle vanità effimere della bellezza del corpo e della carne.
Ogni singola perdita materiale o affettiva che patiamo su questa terra rappresenta un filo d’acciaio che viene tagliato e che ci legava all’affondamento del Titanic mondano.
Dio sta recidendo le corde che ci trattengono sul fondo, affinché quando la nave di questo mondo colerà a picco noi non veniamo trascinati giù con essa.
Vi è una specifica e meravigliosa visione in cui Santa Brigida descrive l’anima di un uomo giusto che aveva sofferto moltissimo durante la sua travagliata esistenza terrena.
Quest’uomo era stato povero, disprezzato dai suoi contemporanei, deriso e costantemente malato nel corpo, eppure al momento della morte la sua anima apparve straordinariamente luminosa.
Era così pulita, leggera e priva di legami che scattò immediatamente verso l’alto, dirigendosi verso il cuore di Dio proprio come una freccia scagliata da un arco potente.
Non vi era in essa alcun peso residuo di peccato o di attaccamento terreno che potesse trattenerla in basso, poiché aveva bruciato ogni scoria nel tempo della vita.
Egli aveva già saldato interamente la sua ricevuta davanti alla giustizia divina, pagando il conto goccia dopo goccia attraverso la valuta preziosa delle sue lacrime benedette.
Subito dopo, la santa vide la spaventosa scena dell’anima di un uomo che aveva vissuto quella che il mondo definisce una vita splendida e invidiabile sotto ogni aspetto.
Quest’uomo aveva posseduto tutto ciò che un essere umano può desiderare: ricchezze immense, piaceri materiali a volontà, onori pubblici e una salute invidiabile fino alla fine.
Tuttavia, la sua anima apparve pesante, deformata e letteralmente schiacciata sotto strati successivi di attaccamenti oscuri, appiccicosi e melmosi alla terra e alle sue passioni.
Nel momento esatto in cui esalò l’ultimo respiro, quell’anima si ritrovò del tutto incapace di sollevarsi verso l’alto; la forza di gravità spirituale la dominò completamente.
Le medesime cose che aveva amato così tanto in vita, come il suo orgoglio, il lusso e i piaceri materiali, si mutarono nelle catene che la trascinarono giù.
Pertanto, la prossima volta che avvertirete nel profondo del vostro cuore il bruciore acuto dell’ingiustizia umana, o quando guarderete la vostra croce quotidiana chiedendovi il perché.
Ricordatevi sempre del registro perfetto di Santa Brigida, tenete a mente che Dio sta portando avanti un bilancio infallibile che non dimentica nessuna azione umana.
Non provate mai più invidia per l’uomo malvagio che in questo momento sta consumando il suo sontuoso banchetto sulla terra, poiché egli sta spendendo la sua eternità.
E non disprezzate mai la vostra sofferenza personale o le prove che costellano la vostra vita, poiché attraverso di esse state acquistando la vostra definitiva libertà spirituale.
State pagando il pedaggio adesso, nel tempo presente della prova, affinché quando arriverete davanti alla grande porta del cielo la via vi sia spalancata senza ostacoli.
Tuttavia, comprendere intellettualmente questo profondo meccanismo teologico rappresenta soltanto il primissimo passo di un lungo e faticoso cammino di conversione della nostra mente e del cuore.
Conoscere il motivo teorico per cui soffriamo è una cosa, ma sapere come attraversare concretamente il fuoco della prova senza bruciarsi è un’arte del tutto diversa.
Esiste un modo sbagliato e sterile di vivere il proprio dolore, sprecandolo completamente attraverso la lamentela continua, e vi è invece un modo santo di investire la sofferenza.
Santa Brigida ci svela che l’atteggiamento interiore che assumiamo mentre ci troviamo nel bel mezzo della prova determina se quel fuoco ci distruggerà o ci purificherà.
Dobbiamo apprendere con pazienza l’arte segreta dell’offerta spirituale, quella sublime alchimia della grazia capace di trasformare il piombo del dolore nell’oro purissimo della salvezza eterna.
Questo garantisce che nessuna delle lacrime che versiamo nel segreto della nostra stanza cada a terra inutilmente, ma che ognuna di esse scuota invisibilmente i cieli.
Sapere che la sofferenza dei giusti purifica e che la prosperità dei malvagi congeda cambia la nostra comprensione intellettuale, ma non muta automaticamente l’impatto emotivo del dolore.
È facile accettare la teoria del fuoco che pulisce l’oro quando ci troviamo nella pace, ma è immensamente difficile rimanere fermi quando le fiamme ci lambiscono.
Questo ci conduce direttamente all’ultima e fondamentale dimensione della rivelazione di Santa Brigida, la quale contiene le istruzioni pratiche su come sopportare degnamente la prova della vita.
Gesù le rivelò che sebbene la sofferenza sia una compagna inevitabile per tutti i suoi amici, il merito spirituale che deriva da essa non è automatico.
Vi è una tragedia spirituale che risulta essere ancora più grave e dolorosa della stessa prosperità temporale dei malvagi che vivono nell’abbondanza su questa terra.
Questa tragedia è rappresentata dalla sofferenza sprecata dei giusti, ovvero da quel dolore che viene vissuto senza fede, senza speranza e senza alcuna unione con Cristo.
È purtroppo possibile attraversare un vero e proprio inferno su questa terra, perdendo il lavoro, la salute e la reputazione, senza ricavarne alcun merito per l’eternità futura.
Questo accade quando affrontiamo la nostra croce con uno spirito di ribellione aperta contro Dio, con un cuore colmo di odio, di risentimento e di amarezza distruttiva.
I due ladroni crocifissi sul Calvario accanto a Gesù rappresentano l’esempio eterno, plastico e intramontabile di questa dinamica spirituale così profonda e dai risvolti eterni.
Entrambi quegli uomini subirono esattamente la medesima e atroce tortura fisica, i medesimi chiodi conficcati nelle carni e la stessa identica e lenta agonia sotto il sole.
Eppure, uno di loro seppe trasformare quel dolore immenso nella chiave d’oro capace di spalancargli le porte del paradiso in quello stesso giorno benedetto dalla grazia.
L’altro ladrone, al contrario, mutò la sua immane sofferenza in una bestemmia finale che sigillò per sempre la sua condanna eterna e la sua separazione da Dio.
La differenza reale e abissale tra i due non risiedeva affatto nell’intensità del dolore fisico patito sulla croce, ma nella disposizione interiore del loro cuore.
La vera differenza stava nell’offerta, nella capacità di accogliere o rifiutare quel mistero doloroso unendolo o meno al sacrificio redentore del Salvatore del genere umano.
Gesù insegnò a Santa Brigida che il segreto assoluto per trasformare la punizione temporale in gloria eterna risiede unicamente nella libera e consapevole disposizione della volontà umana.
Quando la calamità si abbatte sulla nostra vita, quando l’ingiustizia ci colpisce in pieno, l’anima deve immediatamente resistere con tutte le forze alla tentazione del vittimismo.
La mentalità del mondo, intrisa di vittimismo sterile, grida continuamente verso il cielo: Dio, perché stai facendo questo proprio a me, cosa ho fatto di male?
La mentalità autentica dei santi, invece, dichiara con ferma umiltà: Signore, io accolgo questo doloroso pagamento, consapevole dei debiti nascosti che si trovano nel mio registro.
So bene di aver amato me stesso molto più di quanto abbia amato Te nel corso della mia vita terrena, e accetto questa prova come purificazione.
Accetto questa malattia, questo fallimento economico o questa profonda solitudine come la ricevuta per i miei peccati, ringraziandoti per avermi permesso di pagare adesso il conto.
Questo rappresenta un insegnamento durissimo da accogliere per la nostra natura decaduta, poiché sembra quasi impossibile arrivare a ringraziare sinceramente Dio per il dolore che proviamo.
Eppure, Santa Brigida insiste nel dire che questa gratitudine eroica costituisce la vera alchimia spirituale capace di mutare radicalmente la natura stessa della nostra sofferenza terrena.
Quando accettiamo la croce come un giusto castigo medicinale o come una purificazione necessaria per la nostra anima, il dolore fisico rimane ma l’amarezza viene tolta.
Il dolore si pulisce da ogni scoria di disperazione, trasformandosi in una scala luminosa che ci conduce verso l’alto anziché in una fossa buia senza via d’uscita.
Desidero fare una breve pausa nel mezzo di questa profonda riflessione spirituale per chiedere il vostro concreto aiuto nel portare avanti questa opera di evangelizzazione mediatica.
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Ritornando ora alla grandiosa visione di Santa Brigida, dobbiamo necessariamente rivolgere lo sguardo verso il risvolto spaventoso e terrificante che riguarda la posizione dei malvagi insensibili.
Mentre le persone rette pagano faticosamente i loro debiti temporali sulla terra, i peccatori impenitenti stanno accumulando un debito immenso che cresce giorno dopo giorno inesorabilmente.
Gesù mostrò alla santa svedese che la straordinaria prosperità materiale del peccatore costituisce in realtà una forma di interesse composto che si accumula sull’ira divina futura.
Ogni singolo giorno che un uomo profondamente corrotto trascorre nel lusso sfrenato, senza mostrare alcun segno di sincero pentimento o di conversione, accresce il debito totale.
Egli sta consumando il cibo del Master, indossando gli abiti lussuosi messi a disposizione dal Master e vivendo all’interno della sua splendida casa, sputandogli contemporaneamente in faccia.
Ma Dio tiene un conto preciso e dettagliato di ogni cosa, annotando ogni mancanza e ogni abuso della sua provvidenza senza dimenticare alcun dettaglio nel tempo.
Il motivo profondo per cui il Signore permette che questo conto diventi così alto, consentendo al malvagio di vivere ottant’anni in perfetta salute, risiede nella pazienza.
Egli desidera dimostrare in modo inconfutabile la perfezione assoluta della sua divina pazienza, affinché al momento del giudizio finale la condanna sia del tutto evidente e indiscutibile.
Quando quell’anima si presenterà finalmente davanti al tribunale di Dio, non potrà assolutamente pronunciare la frase: Signore, non mi hai mai concesso una reale opportunità di salvezza.
Il Creatore mostrerà a quell’anima gli ottant’anni di sole splendente che le ha donato, le immense ricchezze materiali, le innumerevoli occasioni di conversione e il silenzio misericordioso.
Tutta quell’abbondanza di cui il malvagio ha goduto egoisticamente sulla terra si trasformerà improvvisamente nel suo principale, spietato e silenzioso accusatore davanti al tribunale divino del cielo.
L’oro che hanno accumulato con avidità e nascosto nei forzieri griderà con forza contro di loro, testimoniando la loro totale mancanza di carità verso i fratelli bisognosi.
La felicità puramente materiale vissuta sulla terra sarà il testimone chiave che decreterà la loro condanna definitiva, provando che hanno amato il dono creato molto più del Donatore.
Ecco per quale motivo l’invidia umana verso i ricchi peccatori si rivela un sentimento incredibilmente sciocco, infantile e privo di qualsiasi reale fondamento spirituale o logico.
Invidiare un peccatore che prospera nei suoi vizi equivale a invidiare un condannato a morte che consuma un pasto prelibato dieci minuti prima di salire sul patibolo.
Santa Brigida ci esorta ad acquisire lo sguardo dell’eternità, quella capacità di guardare oltre le apparenze effimere del tempo presente per contemplare il destino finale delle anime.
Quando vedete lo sfarzo, il glamour e il successo del male nel mondo, dovete guardare oltre quegli abiti firmati e quei sorrisi artificiali stampati sui volti.
Dovete sforzarvi di vedere lo scheletro spirituale che si nasconde sotto la superficie, realizzando che quelle anime si trovano in una condizione di spaventosa inedia interiore.
Esse si stanno nutrendo unicamente di polvere e di illusioni passeggere che non potranno mai saziare il desiderio innato di infinito che abita il cuore umano da sempre.
Vi è una profonda, disperata e tragica vuotezza che risuona costantemente all’interno delle risate sguaiate dei malvagi, un rumore che un’anima sensibile può facilmente percepire con chiarezza.
Si tratta di un rumore assordante fatto apposta per coprire il silenzio angosciante di una coscienza morale che sta lentamente e inesorabilmente morendo sotto il peso del peccato.
L’uomo giusto, al contrario, persino quando si trova confinato su un letto d’ospedale o è provato dalla miseria più nera, possiede una pace segreta e inattaccabile.
Egli custodisce dentro di sé la certezza consolante che i suoi conti con la giustizia divina si stanno saldando giorno per giorno attraverso l’accettazione devota della sofferenza.
Sente che la sua anima sta diventando progressivamente più leggera, liberandosi del peso morto del mondo per prepararsi al grande volo verso la beatitudine eterna del paradiso.
L’uomo malvagio, invece, si fa ogni giorno più pesante e zavorrato, incatenandosi da solo alla terra attraverso ogni nuovo possedimento materiale, acquisto lussuoso o successo mondano conseguito.
Questa condizione renderà del tutto impossibile per la sua anima sollevarsi verso l’alto quando arriverà l’ora della chiamata finale e improvvisa da parte del Signore del tempo.
La risoluzione definitiva e gloriosa di questo immenso mistero dell’ingiustizia terrena avviene, secondo quanto rivelato a Santa Brigida, esattamente nel momento drammatico e solenne della morte.
Questo istante rappresenta il grande e definitivo livellatore di tutte le disuguaglianze umane, il momento in cui tutte le maschere dell’ipocrisia mondana vengono violentemente strappate via dal volto.
La santa descrive il trapasso del giusto che ha sofferto molto in vita come un momento di dolcissima, ineffabile e liberatoria liberazione dalle catene della carne oppressa.
È simile all’esperienza felice di un prigioniero che, dopo aver trascorso anni in una cella buia e umida, compie finalmente il primo passo verso la luce del sole.
Ogni dolore cessa istantaneamente in quel preciso momento, venendo sostituito da una gioia così immensa e traboccante da far apparire le passate sofferenze come un brutto sogno svanito.
L’anima si volta indietro a guardare la sua esistenza passata, osservando il cancro sofferto, la povertà patita e il rifiuto subìto da parte degli uomini, dicendo: Grazie di cuore.
Grazie infinite, mio amato Signore, per avermi donato quella croce preziosa, poiché essa ha rappresentato il ponte sicuro che mi ha condotto fino a questo luogo di beatitudine.
Se fossi stato ricco e circondato da ogni comfort materiale, mi sarei fatalmente addormentato nel peccato; quel dolore mi ha tenuto sveglio e vigile lungo il cammino della salvezza.
La sofferenza terrena si rivela finalmente per ciò che è realmente sempre stata: la severa ma immensamente misericordiosa mano protettiva di un Dio che ci ama alla follia.
Essa ha agito come un guardrail spirituale invisibile, il quale ha impedito alla vettura della nostra vita di finire fuori strada e precipitare nel burrone dell’inferno.
Dall’altro lato della medaglia spirituale, la morte del malvagio che ha prosperato nei suoi vizi viene descritta nelle rivelazioni mistiche come uno strappo violento, doloroso e terrificante.
L’anima del peccatore si è talmente incollata e fusa con i beni materiali di questo mondo, con i suoi piaceri carnali e con il proprio orgoglio da soffrire immensamente.
Il distacco definitivo dalla terra viene percepito come una lacerazione della propria carne spirituale; queste persone non vogliono assolutamente abbandonare i loro averi e la loro posizione sociale.
Esse cercano disperatamente di aggrapparsi alla terra, tentano di negoziare con la morte e guardano con angoscia i loro immensi imperi finanziari realizzando che non possono salvarle.
In quel preciso e drammatico istante, una terrificante consapevolezza si abbatte sulla loro mente ottenebrata: Ho già vissuto e consumato interamente il mio unico paradiso personale sulla terra.
Ho speso in modo folle e sconsiderato tutta la mia eternità felice in cambio di quaranta o cinquant’anni di comfort passeggero, lussi effimeri e piaceri carnali del tutto vani.
Il silenzio di Dio, che essi avevano erroneamente scambiato nel corso della vita per una tacita approvazione delle loro malvagità, esplode all’improvviso nel tuono spaventoso del giudizio particolare.
La ricevuta del loro operato terrenale viene presentata davanti ai loro occhi spirituali, recando la dicitura chiara e indelebile: Conto interamente pagato e saldato nel tempo della vita.
Non vi è rimasto assolutamente nulla per voi all’interno dei tesori eterni del cielo, poiché avete scelto di consumare ogni vostra ricompensa durante l’esistenza terrena appena trascorsa.
Avete ricevuto la vostra consolazione nel tempo della carne, esattamente come Abramo spiegò al ricco epulone all’interno della celebre parabola evangelica narrata da Gesù Cristo nel Vangelo.
Avete preferito il temporale all’eterno, il fango all’oro del cielo, e Dio non ha fatto altro che onorare e rispettare la vostra libera e consapevole scelta spirituale.
Qual è dunque la grande lezione spirituale e morale che noi uomini del ventunesimo secolo dobbiamo trarre da queste sconvolgenti rivelazioni della santa svedese per la vita?
Si tratta di un pressante e urgente invito a raggiungere una reale maturità spirituale, abbandonando una volta per tutte le pretese di una fede infantile basata sul benessere.
Dobbiamo smettere di chiedere continuamente a Dio di modificare la struttura del mondo per adattarla ai nostri desideri di comfort materiale e di assenza totale di dolore fisico.
Dobbiamo invece iniziare a supplicarlo di trasformare radicalmente il nostro cuore di pietra, affinché esso possa conformarsi pienamente e docilmente alla sua santissima, perfetta e adorabile volontà.
Dobbiamo cessare immediatamente di misurare l’intensità dell’amore di Dio nei nostri confronti in base alla consistenza del nostro conto bancario o alla perfetta salute del corpo.
L’amore di Dio si manifesta molto spesso sotto le sembianze affilate di un bisturi chirurgico che recide la carne per guarire l’organismo malato dall’infezione che lo divora.
Esso fa male e ci fa versare lacrime amare proprio perché sta tagliando via dal nostro orgoglio profondo il cancro velenoso dell’egoismo e dell’autosufficienza creaturale che ci rovina.
Se in questo preciso momento della vostra vita vi trovate a soffrire sotto il peso di una croce pesante, vi dico: Non abbiate assolutamente alcuna paura interiore.
Non permettete mai al dubbio di insinuarsi nella vostra mente, pensando di essere stati abbandonati o dimenticati dal vostro Padre celeste nel momento del bisogno e del dolore.
Al contrario, sappiate con certezza che venite preparati con cura per la gloria futura, che siete purificati e trattati come figli legittimi degni di essere educati con fermezza.
E se vedete i malvagi prosperare attorno a voi accumulando successi, non permettete all’amarezza o al risentimento di mettere radici profonde all’interno del vostro cuore credente.
Non lasciate mai che il loro temporaneo e mondano successo scuota minimamente la stabilità della vostra fede eterna nelle promesse immutabili fatte da nostro Signore Gesù Cristo nel Vangelo.
Provate piuttosto una sincera e profonda pietà per la loro condizione spirituale, pregate intensamente per la loro conversione prima che sia tardi; il loro tempo sulla terra è breve.
La fine dei loro giorni si avvicina rapidamente e il conto finale della loro esistenza sta per essere presentato davanti al tribunale infallibile della giustizia dell’Altissimo per il saldo.
Lasciate che questa straordinaria rivelazione teologica concessa a Santa Brigida diventi l’ancora d’acciaio capace di mantenere stabile la nave della vostra vita in mezzo alle tempeste dell’ingiustizia.
Quando il demonio sussurrerà con malizia al vostro orecchio dicendovi che a Dio non importa nulla di voi poiché i malvagi stanno vincendo ogni battaglia terrena.
Voi sarete finalmente in grado di rispondergli con la forza invincibile della verità divina appresa: Essi non stanno affatto vincendo la guerra eterna che conta davvero per lo spirito.
Stanno semplicemente incassando in anticipo la loro liquidazione terrena, mentre io non sto perdendo nulla di ciò che possiedo nel profondo del mio essere unito alla grazia.
Io sto investendo con pazienza ogni mia sofferenza all’interno della mia eterna e imperitura eredità celeste, la quale non potrà mai essere intaccata dalla ruggine o dai ladri.
Camminate dunque in avanti lungo il sentiero della vita a testa alta, portando la vostra croce quotidiana non come un peso insopportabile ma come un’arma di vittoria spirituale.
Poiché è immensamente meglio entrare zoppicando nel regno dei cieli con un corpo ferito ed estenuato dalle prove, piuttosto che danzare allegramente verso l’inferno godendo di ottima salute.
Le bilance di Dio sono assolutamente perfette nella loro precisione millimetrica e alla fine della storia umana assolutamente nulla rimarrà privo del suo giusto ed eterno equilibrio.
Confidate pienamente nel processo misterioso della provvidenza divina, fidatevi ciecamente del lavoro sapiente del grande Orefice celeste che modella le vostre anime attraverso il fuoco della prova.
Abbiate la certezza incrollabile che il fuoco che sentite bruciare oggi nel vostro corpo o nel vostro spirito si muterà nella luce splendente che indosserete domani nel cielo.
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