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MAMMA STRANGOLA LA FIGLIA 13ENNE, LA FIGLIA GRANDE LE TROVA MORTE

Tragedia a Torino: madre strangola la figlia di 13 anni e si toglie la vita, il drammatico ritrovo della sorella maggiore

Una cupa e improvvisa tragedia familiare ha sconvolto la città di Torino, lasciando l’intera comunità locale in uno stato di profondo shock e totale incredulità. All’interno di un tranquillo appartamento residenziale, i corpi senza vita di due persone, una donna di quarant’anni e la sua bambina di appena tredici anni, sono stati scoperti in circostanze drammatiche. Le vittime sono state identificate come Maria Micaela Belecciu e la giovanissima figlia Isabella Cogliocariu. La dinamica di quello che appare a tutti gli effetti come un terribile caso di omicidio-suicidio ha immediatamente attivato i massimi livelli di allerta tra le forze dell’ordine e i soccorritori sanitari.

La ricostruzione della dinamica dell’orrore

Secondo le primissime ipotesi formulate dagli investigatori della Polizia di Stato, che hanno assunto la direzione delle indagini sul campo, l’evento si sarebbe consumato nelle prime ore della mattinata. Gli accertamenti medico-legali e i rilievi iniziali effettuati dalla squadra della scientifica indicano che la madre avrebbe prima aggredito la figlia minore, causandone la morte per strangolamento. Successivamente, la donna si sarebbe tolta la vita utilizzando una corda o un laccio all’interno delle mura domestiche, completando un disegno tragico e definitivo che non ha lasciato scampo a nessuna delle due.

Il contesto in cui si è sviluppato il dramma è quello di un nucleo familiare segnato da una separazione. Dalle prime informazioni raccolte sul posto, Maria Micaela Belecciu viveva da sola nell’abitazione insieme alle sue due figlie, dopo essersi separata dal marito già da diverso tempo. Gli inquirenti stanno scavando nel passato della donna, cercando di analizzare lo stato psicologico, le condizioni economiche e i rapporti interpersonali per identificare eventuali segnali premonitori o richieste di aiuto rimaste inascoltate in un isolamento che si è rivelato fatale.

La drammatica scoperta della figlia maggiore

Nella foto Michaela Belecciu, la madre di 40 anni che ha ucciso la figlia Isabella Coicariu a Torino

A rendere la vicenda ancora più straziante è stata la modalità del ritrovamento dei corpi. A fare la terribile scoperta è stata infatti la figlia maggiore della donna, una ragazza di diciannove anni. La giovane, rientrando nell’appartamento ignara di tutto, si è trovata improvvisamente di fronte a una scena di inimmaginabile violenza e disperazione. Nonostante il trauma immediato e il panico, la ragazza è riuscita a mantenere la lucidità necessaria per allertare tempestivamente i soccorsi sanitari del 118 e le pattuglie della polizia tramite il numero unico di emergenza.

I sanitari, giunti sul posto nel giro di pochissimi minuti insieme al medico legale, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della quarantenne e della tredicenne, il cui cuore aveva già cessato di battere. La figlia diciannovenne, comprensibilmente sotto shock e profondamente provata dall’impatto emotivo di una simile visione, è stata immediatamente presa in carico dal personale medico. Dopo aver ricevuto le prime cure sul posto per gestire una gravissima crisi d’ansia e lo stato di prostrazione, la giovane è stata trasferita d’urgenza al più vicino presidio ospedaliero per ricevere assistenza psicologica specialistica e monitoraggio continuo.

Le indagini e la ricerca di un movente

Le indagini della Polizia di Stato proseguono senza sosta per accertare con assoluta precisione tutte le circostanze che hanno condotto a questo epilogo drammatico. Gli investigatori stanno effettuando una serie di perquisizioni nell’appartamento alla ricerca di lettere, messaggi d’addio o diari che possano spiegare il gesto folle e disperato della donna. Vengono inoltre passati al setaccio i dispositivi elettronici e i telefoni cellulari delle vittime per ricostruire le ultime ore di vita e verificare se vi siano state discussioni accese o eventi scatenanti nelle giornate immediatamente precedenti alla tragedia.

I vicini di casa e i conoscenti della famiglia vengono ascoltati in queste ore dagli inquirenti per cercare di raccogliere elementi utili e testimonianze sul clima che si respirava all’interno di quell’appartamento. Molti descrivono la famiglia come riservata e tranquilla, apparentemente lontana da contesti di degrado evidente, il che rende il gesto della madre ancora più indecifrabile e doloroso per l’opinione pubblica. L’autorità giudiziaria ha già disposto il sequestro dell’immobile e l’autopsia sui corpi di madre e figlia per confermare ufficialmente le cause della morte e stabilire l’orario esatto in cui si è consumato il delitto.