Scandalo a Wimbledon: Sinner trionfa ma l’Italia istituzionale lo ignora, scoppia la bufera contro l’assenza della politica
Il tennis italiano ha recentemente vissuto la pagina più gloriosa della sua storia contemporanea, ma il trionfo leggendaria è stato accompagnato da una pesante ombra polemica che sta dividendo e infiammando l’opinione pubblica nazionale. Jannik Sinner è diventato il primo tennista italiano nella storia a conquistare il prestigioso torneo di Wimbledon nel luglio del 2025, coronando il sogno di una carriera a soli 23 anni. Tuttavia, mentre il mondo intero celebrava la classe e la determinazione del giovane atleta altoatesino sul campo centrale di Londra, le istituzioni italiane hanno brillato per una clamorosa e totale assenza ufficiale, scatenando una tempesta di indignazione sui social network.

Il contrasto emerso all’interno del celebre Royal Box di Wimbledon ha reso l’episodio ancora più macroscopico. In prima fila, a sostenere i propri colori e atleti, erano presenti le massime cariche europee: dal Principe William con Kate Middleton e i piccoli George e Charlotte, fino al Re di Spagna Felipe, accorso personalmente per tifare Carlos Alcaraz. Al contrario, la delegazione ufficiale italiana è risultata completamente inesistente nel palco d’onore. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la Premier Giorgia Meloni, i Presidenti di Camera e Senato e i ministri competenti sono rimasti a Roma, lasciando il campione azzurro completamente privo di un sostegno istituzionale fisico nel momento più alto della sua carriera.
La reazione del web e degli appassionati è stata immediata, caratterizzata da commenti di pura rabbia e sdegno per quello che è stato percepito come un vero e proprio voltafaccia all’orgoglio collettivo e all’identità nazionale. Anche figure storiche del tennis italiano hanno espresso forte rammarico: l’ex tennista e commentatore Paolo Bertolucci ha sottolineato pubblicamente come sarebbe stato bellissimo e doveroso vedere almeno un rappresentante politico o sportivo italiano in tribuna a Londra ad applaudire l’impresa.

A scatenare ulteriormente le polemiche è stato il comportamento della classe politica nelle ore successive alla finale. I post celebrativi pubblicati sui profili Instagram della Meloni (“Orgogliosi di te campione”) e i comunicati del Quirinale firmati da Mattarella sono stati liquidati dai critici come semplici frasi vuote e di convenienza, accusando i leader di voler salire sul carro del vincitore a giochi ormai fatti e a riflettori spenti. Molti osservatori hanno ricordato come Sinner avesse già mostrato distacco rifiutando un invito presidenziale lo scorso gennaio, quasi a voler anticipare la consapevolezza che il sostegno istituzionale in Italia arrivi solo a risultato ottenuto per raccogliere consensi facili e audience televisiva. Nonostante i rumors su una futura cerimonia riparatoria al Quirinale, l’episodio ha riaperto una profonda riflessione sulla necessità che la classe politica rappresenti degnamente la nazione nei momenti in cui la storia chiama, anziché limitarsi a foto di circostanza.